La bellezza della cultura ebraica: preserviamola!

Il Comune celebra a Correggio la giornata europea dedicata

Domenica 10 settembre si è tenuta in tutta Europa la Giornata della Cultura Ebraica, giunta quest’anno alla sua ventiquattresima edizione. Si tratta di un’iniziativa coordinata dall’Associazione Europea per la Preservazione e la Promozione della Cultura e del Patrimonio Ebraico (AEPJ), con il logo del Consiglio d’Europa, concepita per evidenziare la diversità e la ricchezza dell’ebraismo e la sua importanza storica sui diversi livelli, nazionale, regionale e locale, con la finalità di promuovere il dialogo tra le culture. Ogni anno la Giornata ha un tema, che gli Enti aderenti si impegnano a sviluppare partendo dalla base della propria realtà territoriale.

Per il 2023 il filo conduttore è stato individuato nella bellezza, che, come spiega la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), Noemi Di Segni, «è parte dell’essenza dell’ebraismo e può pertanto essere vista come un’inedita chiave di accesso per dare un’idea della peculiarità dei precetti e delle tradizioni ebraiche». La parola “bellezza” in ebraico ha diverse corrispondenze: magnificenza degli oggetti di culto, bellezza come cura del corpo e della sua salute, bellezza del sentimento amoroso, della preghiera e del canto che si eleva coralmente, ma anche bellezza come concetto alla base della creazione e della sostenibilità del mondo per le generazioni future.

Il Comune di Correggio è stato tra i centouno Enti che hanno aderito alla Giornata in Italia: l’Amministrazione Comunale ha offerto ai visitatori varie occasioni e modalità di visita dei siti ebraici presenti sul territorio, con iniziative e visite guidate ben strutturate e di grande interesse. La giornata si è aperta alle 10.30 nel giardino dell’Informaturismo in Via Antonioli, con il saluto dell’Assessore alla Cultura, Gabriele Tesauri, che ha illustrato la valenza del tema della Giornata all’interno della nostra cittadina, che si caratterizza, come tante altre in Italia, per la numerosa presenza di beni culturali, tra i quali quelli ebraici sono parte essenziale. A seguire, l’intervento di Gabriele Fabbrici della Società di Studi Storici, già Direttore del Museo Civico, sulla storia degli Ebrei a Correggio come “popolo a parte”. Francesca Manzini dell’Informaturismo ha poi condotto i partecipanti alla scoperta dei luoghi dell’antica comunità ebraica correggese, illustrando le modalità di utilizzo di quella che è stata per tutti una piacevole anteprima, la visita audioguidata. Si tratta di un progetto sviluppato dal Servizio Museo alla fine dell’anno scorso, grazie ad un finanziamento della Regione Emilia – Romagna: con un lavoro durato sei mesi, ha prodotto la realizzazione del podcastAudiolook. Sulle tracce degli ebrei di Correggio”, realizzato da Istantanea Teatro di Gloria Gulino attraverso la collaborazione di Pro Forma Memoria di Roberta Gibertoni.

Il podcast vuole raccontare la storia della comunità correggese attraverso i suoi luoghi e i suoi personaggi, senza quindi concentrarsi solamente sulla shoah, cosa che comunque risulta inevitabile quando si tratta della questione ebraica: si parte dal protagonista della prima delle undici tracce, l’incisore Samuele Jesi, nato nel 1788 da famiglia ebraica nel palazzo in Corso Mazzini situato prima dell’Hotel dei Medaglioni, per arrivare a Lucia Finzi, l’unica ebrea correggese che, dopo l’arresto avvenuto l’8 dicembre 1943 e l’internato nel campo di Fossoli, ha perso la vita in un campo di concentramento. La sua abitazione si trovava in Piazza San Quirino, dove ora è presente una pietra d’inciampo in suo ricordo. Il tutto mentre si cammina, con smartphone e cuffiette, lungo un percorso guidato che si dipana dal Teatro in Corso Cavour verso Piazza Garibaldi, poi Via Montepegni, Piazza San Quirino, Corso Mazzini (Palazzo Bezzecchi) fino a Via Mandrio (per vedere le due pietre d’inciampo poste a ricordo di Gilda e Claudio Sinigaglia davanti alla villa della loro famiglia, situata in angolo con Via San Martino) e, per finire, al Cimitero ebraico, luogo di grande suggestione, nel quale l’ultimo defunto è stato sepolto nell’anno 1958.

La piacevolezza dell’esposizione, data da musiche suggestive e voci di grande forza comunicativa che danno vita ai protagonisti, permette al visitatore di entrare in sintonia col narrato e di immergersi in una dimensione spazio-temporale unica, profondamente reale e coinvolgente, che stupisce per la precisione dei dettagli e colpisce emotivamente nel profondo. L’opportunità di fare turismo nella propria città in modo interessante e nuovo è aperta a tutti, basta seguire il podcast entrando nel sito del Museo Il Correggio: https://www.museoilcorreggio.org/arte-e-storia-di-correggio/audiolook-sulle-tracce-degli-ebrei-di-correggio. Accedendo col QR code è anche possibile selezionare i brani da ascoltare. Consigliatissimo.

La seconda parte della Giornata si è svolta a Villa Sinigaglia Della Valle in Via XX Settembre, dimora privata, oggi non abitata, dove si sono tenute per tutto il pomeriggio visite guidate condotte da Monica Barlettai della Società di Studi Storici. La villa venne fondata nel 1841 (testimoniato dalla lapide posta su di un muro laterale) per volontà di Guglielmo Sinigaglia, esponente della famiglia di maggiore importanza dell’ebraismo correggese, come dimora di campagna all’interno dei grandi possedimenti terrieri, con annessi fabbricati agricoli (oggi andati perduti). Per realizzare la villa venne ingaggiato il famoso architetto Domenico Marchelli, artefice del rifacimento urbano di Reggio Emilia, che all’ingresso principale al piano terra ha creato una sala passante con doppio colonnato che conferisce ampiezza ed importanza all’ambiente. Tutta la casa è decorata con importanti affreschi di vari soggetti; da segnalare il pregio e la delicatezza di colori e forme dei putti presenti sulle pareti della stanza da letto al primo piano e la torretta alla sommità.

La villa, per com’è stata concepita ed arredata, trasmette già all’ingresso la sensazione di essere al cospetto di una famiglia sì importante, ma di un’importanza resa tale dall’operosità e dal lavoro, grazie al quale è stata in grado di incrementare le proprie ricchezze. Quello che ha reso la comunità ebraica correggese così fiorente è stata infatti la possibilità – quasi un unicum rispetto a tante altre – di possedere beni immobili, grazie ad un editto degli Estense. Per questo, nel corso degli anni, furono costruite tre sinagoghe e la popolazione ebraica raggiunse persino il 10% degli abitanti.

Partecipare alle iniziative della Giornata Europea della Cultura Ebraica ha sicuramente aiutato i singoli a riflettere e a cogliere l’essenza di questa celebrazione: la conoscenza del passato, l’istruzione, il rispetto reciproco, la curiosità sono i soli veri strumenti che abbiamo per comprendere il passato e raddrizzare la rotta verso un futuro migliore. Facciamone tesoro.

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