Isi plast, gruppo leader nel packaging multiuso

Gianluca Melli: ambiente e formazione, chiavi del futuro

“ISI Plast spa” ha sede a Correggio in via Modena. È leader in Italia nella produzione di contenitori in plastica per molteplici usi, con oltre 100 milioni di pezzi venduti ogni anno. Occupa 100 dipendenti lavorando su tre turni, e ha raggiunto i 45 milioni di fatturato. È organizzata per divisioni: ISIPLAST per il packaging industriale, ISI FOOD per il packaging alimentare, CO.N.ES. per contenitori speciali ad uso dello smaltimento ospedaliero e ISI TRAP per i sistemi di trappole ecologiche contro diversi insetti nocivi. Esporta circa il 18% della sua produzione.

Il Presidente e CEO, Gianluca Melli, ci accoglie nella luminosa sala con la vetrata curva che caratterizza la sede, prima della rotonda in fondo a via Modena. La prima società, fondata a Rubiera da Riccardo Melli col fratello risale al 1958 come “Plastica Secchia”. Nel 1970, il Cav. Melli decise di intraprendere una realtà imprenditoriale in proprio, l’ISI Plast, acquistando a Correggio un magazzino. Da allora l’azienda si è ampliata, fino a diventare una delle principali realtà del distretto reggiano della plastica.

A sedici anni il figlio Gianluca è entrato a far parte dell’azienda, dove lo hanno raggiunto le sorelle Antonia e Beatrice. «Ho fatto la gavetta dal magazzino alle vendite, poi ho affiancato come vice presidente mio padre, che purtroppo è mancato pochi mesi fa. Mi è stato maestro, era un grande imprenditore con una visione lungimirante sull’utilizzo della plastica. Fu lui, primo in Italia, ad avere l’intuizione di sostituire i secchi in metallo che venivano utilizzati sui cantieri edili con secchi in plastica, più leggeri e maneggevoli».

Dopo tanti anni di esperienza la cosa che colpisce subito è la sua attenzione alla formazione. «Abbiamo bisogno di potenziare la qualità dei collaboratori, di investire in nuove professionalità e in ricerca e sviluppo. Ce lo impongono le nuove tecnologie. In fondo si tratta sempre di stampi, presse e polimeri, ma pensate solo alla rivoluzione elettronica che è avvenuta nella manutenzione delle attrezzature e all’informatizzazione applicata all’organizzazione dei magazzini. Ce lo impongono anche le nuove performance richieste ai prodotti e l’utilizzo di nuovi materiali come quelli derivanti dal riciclo dei rifiuti, per cui siamo continuamente alla ricerca di formulazioni innovative. Alcuni anni fa come aziende del distretto industriale di Correggio abbiamo impostato un progetto di formazione con l’istituto Einaudi portando studenti a contatto con la produzione. Le difficoltà che abbiamo incontrato sono venute soprattutto da parte delle famiglie nel non spingere i propri figli verso un’attività industriale: fa premio l’ambizione di mandare i figli all’università. É proprio una diversità culturale rispetto ad altri paesi, nei quali la conoscenza di una professione avviene normalmente con stage in azienda. Così ISI Plast investe molto in formazione interna, sui materiali plastici e a misura dell’evoluzione dei nostri obiettivi».

Parlando con Melli comprendiamo subito qual è la visione del nuovo imprenditore: qualità, sicurezza, ambiente. «La qualità serve per competere e garantire un prodotto per un uso specifico: in Italia nel nostro settore operano circa venticinque imprese, ma hanno quasi tutte dimensioni locali. La sicurezza è un presupposto, si deve lavorare tutelando gli operatori e le strutture. L’ambiente non è solo una questione etica, è la sfida di oggi per il traguardo di domani».

Proprio l’ambiente è la passione segreta di Melli. Non ti aspetteresti di trovare in un industriale della plastica un ambientalista così convinto. «Ognuno deve fare la sua parte nella propria attività quotidiana, anche l’imprenditore. Non si può continuare a scaricare i problemi a valle, perché ci penserà qualcun altro. ISI Plast ha investito e continuerà ad investire, per quanto possibile, nel fotovoltaico, ha riconvertito la motorizzazione idraulica delle macchine con quella elettrica e ha ampliato la sua offerta alla raccolta differenziata. La divisione CO.N.ES., ad esempio, ha certificato contenitori specifici per trasporto e smaltimento di rifiuti pericolosi, come le siringhe delle vaccinazioni. Da una nostra idea è nato “Smoc-chino”, il posacenere tascabile per la raccolta dei mozziconi di sigaretta: un mozzicone inquina fino a 10 anni il terreno circostante. La plastica può essere molto più ecologica di quello che si possa pensare se utilizzata in modo corretto. Nessuno però racconta che prima della plastica venivano massacrati circa 22 mila elefanti e 60 mila tartarughe all’anno per la produzione di occhiali, cofanetti, gioielli, coltelleria, e via di seguito».

Melli offre una prospettiva razionale alla riduzione della plastica. «Bisogna partire dalla considerazione che i polimeri hanno sostituito materiali di miniera e lavorazioni con elevato assorbimento di energia, consentendo di alleviare la fatica umana e di estenderne le potenzialità. Detto questo, la sua riduzione non può essere né facile né istantanea. Faccio l’esempio della plastica riciclata. ISI Plast vorrebbe utilizzarla maggiormente, ma c’è scarsità di industrie che selezionano e riconvertono. Ricordiamoci poi che la riconversione in materia prima non riporterà mai alla composizione originaria, ma varierà in elasticità e resistenza a seconda delle selezioni effettuate, il che ci pone grossi problemi di utilizzo. Anche nell’aspetto esteriore, per cui non potremo utilizzarla ad esempio nel packaging alimentare. Insomma la riduzione dell’utilizzo dei polimeri sarà progressiva e dipenderà da tante azioni».

La diversificazione è comunque una necessità in questo settore. «ISI Plast ha superato il lockdown senza fare cassa integrazione proprio perché ha potuto sostituire la flessione della produzione per le industrie con l’incremento di quella per uso alimentare e sanitario. Poi, la ricerca. La nuova divisione produce trappole per insetti (tra cui la famigerata zanzara tigre), sia per ambienti interni (senza emissione di odori, a base di gel con essenze naturali specifiche che una volta esaurite potrebbero addirittura consentirne l’utilizzo come sapone) che per ambienti esterni (con trappole che attirano l’insetto nell’umido e l’imprigionano in una rete). Questo prodotto ci consente di entrare in contatto con realtà come l’agricoltura o il giardinaggio, di comprenderne i bisogni e quindi le opportunità per noi».

Infine, qual è lo stato di salute della piccola e media impresa. Lo chiediamo a tutti gli imprenditori che di volta in volta intervistiamo; così anche a Gianluca Melli che è stato vice presidente del Gruppo Materie Plastiche di Unindustria di Reggio. «Si fa sempre più fatica, inutile negarlo. Il fatto è che non abbiamo a livello di Paese una politica industriale che premi i distretti e le medie dimensioni. Finisce che prevalgono gli interessi di Paesi come Francia e Germania, che hanno dimensioni d’impresa molto superiori alle nostre. Comunque io resto un inguaribile ottimista, anche perché ISI Plast chiuderà il 2021 ritornando ai livelli di fatturato pre-COVID».

Ringraziamo il Presidente. Dal piazzale si vede bene l’ultimo investimento tecnologico: il magazzino verticale dell’ISI Plast, quella costruzione massiccia ed elegante, con tanto di marchio aziendale, che segna lo skyline di Correggio. Simbolo, se vogliamo, di una città che guarda al futuro con lo stesso, inguaribile ottimismo.

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