Una serata insieme e intorno a Fabrizio De André

Folto pubblico per il tributo a De André al Teatro Asioli. Abbiamo voluto restituire il clima degli anni che videro sorgere ed affermarsi il fenomeno dei cantautori italiani e insieme approfondire la vicenda umana e artistica di quello che è tuttora considerato il più grande e moderno di tutti.

Il critico musicale Riccardo Bertoncelli ha guidato la conversazione sul filo dei ricordi con il grande fotografo Guido Harari, le cui immagini rubate a De Andrè sono scorse sul grande schermo per tutta la serata, e con Mauro Pagani, il cantante e polistrumentista che compose, arrangiò, e produsse buona parte dell’ultima produzione di Fabrizio a cominciare dalla musica di quel capolavoro assoluto che è l’album “Creuza de mà”.

Ne è emerso il ritratto complesso ed affascinante di un uomo timido e geniale, che fuori dagli stereotipi ha collaborato con vari artisti traendo ispirazione ed energia per reinventare continuamente il proprio stile (“era come uno schiacciatore di pallavolo che ha bisogno di qualcuno che gli alzi la palla”) finendo la sua vicenda artistica in strepitoso crescendo.

Brevi spezzoni di canzoni hanno introdotto le varie fasi della sua carriera mentre i tre ospiti si sono diffusi in considerazioni e aneddoti privati che hanno affascinato il pubblico. Pagani ha poi concluso la serata cantando “Creuza de mà” accompagnandosi col bouzouki: una interpretazione letteralmente da brividi. Due ore e mezzo che il pubblico ha dimostrato di apprezzare con una ovazione finale.

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