In via oratorio abita un leader

Webranking: il digitale ieri, oggi e domani

Tutto cominciò in un botteghino in Galleria Politeama. Era il 1998 e i tre distinti signori correggesi che qui, in Via Oratorio 12/A, ci stanno parlando della loro creatura, stavano terminando gli studi universitari. Nereo Sciutto e Andrea Storchi Ingegneria informatica, Stefano Caffagni Economia. Tutti e tre con il pallino di internet e con una gran voglia di mettersi in gioco. Così, qualche settimana prima che a Stanford, California, altri due giovani avviassero Google, motore del mondo, qui a Correggio, in quel botteghino, nasce Net Idea, che poi prende le sembianze e il nome di Webranking. Agenzia, termine un po’ riduttivo, che si occupa di consulenza digitale alle aziende nelle sue mille sfaccettature e che da tempo è leader nazionale nel suo settore. Orgoglio tutto correggese. Sciutto ne è il CEO, Caffagni e Storchi sono deputati al controllo dei processi interni, dei progetti per i clienti e della finanza. Ci ricevono nel parco annesso alla sede aziendale, all’ombra del gazebo. Meeting confidenziale, open air. Il verde, curatissimo, lascia affiorare la piscina e offre tanto spazio per i momenti di relax. Dentro una palestra e l’originale reception, attrezzata a cucina dai profumi nostrani. Segni inequivocabili di come il benessere dei tanti webranker (i dipendenti nel gergo aziendale), non sia un optional qualunque. I tre soci di Webranking ci raccontano la difficoltà degli inizi. «Abbiamo fatto davvero fatica, nell’intento di portare le aziende del territorio su internet, dominio ancora poco conosciuto. Eravamo in pochi, avevamo visto giusto, ma era troppo presto. E non c’erano modelli cui riferirci, come è avvenuto per i settori manifatturieri» dice Nereo. «Però abbiamo imparato, abbiamo fatto quello che serviva» chiosano insieme Stefano e Andrea.

 

E la fortuna? Quando scende dal cielo, pardon dal cloud? «Fu il nostro lavoro per i motori di ricerca, gli architravi della rete. Partimmo da lì. Se si ferma Facebook, certo dispiace, ma si rimedia. Si può vivere anche senza i like. Ma se si ferma Google, si rompe internet! La rete si basa sul concetto di ricerca. È come il bibliotecario che ti guida dentro la più grande biblioteca del mondo» spiega Nereo. E nel panorama mondiale, dominato dai grandi gruppi, il CEO rivendica con orgoglio l’unicità di Webranking, partner italiana di Google e Facebook, con una dote di certificazioni di qualità da primato e quell’indipendenza che è la chiave della reputazione mondiale acquisita. Il mondo del Web è senza confini, si sa, ma l’headquarter aziendale resta saldamente qui, nella sede di via Oratorio, senza offesa per i suoi connotati rurali. «Nei primi tempi qualcuno suonava il campanello per chiedere se fossimo un albergo o un centro benessere!» ci dicono sorridendo. Trentacinque Paesi e venti lingue: è la prateria in cui i webranker cavalcano. Portando, insiste Nereo, in tutto il mondo il Made in Italy, sinonimo di assoluta eccellenza. «Se Prada o Armani vanno forte a New York nelle vendite, beh, è merito anche della nostra consulenza, per mano di quel mix di professionisti tecnici e creativi che ne curano il marketing digitale, senza il quale sei off. Il resto funziona sempre meno».

 

La misura della vostra reputazione?

«Nient’altro che il volto di chi lavora con noi, la nostra clientela, le nostre referenze». Il brillante sito aziendale lo prova: una sfilza di campioni di notorietà, fedeli nel tempo a Webranking.

 

Ma le accuse che si muovono alla rete? Dalle fake news, al mercimonio della privacy, alla dittatura dell’algoritmo? Non vi sentite un po’ in colpa?

«Noi non mettiamo il naso negli algoritmi, né nelle scelte dei social» replica Stefano. «Lavoriamo per dare ai nostri clienti la possibilità di presentare e vendere meglio grazie a internet le cose che sanno fare, di valorizzare i loro elementi di qualità. Il faro dell’etica, dell’integrità, ci guida ogni giorno. Siamo allergici al mordi e fuggi. Siamo nella posizione di permetterci di scegliere solo i clienti e le cose che ci convincono, di costruire con loro percorsi che durano, con l’intento di conciliare i bisogni dell’impresa e quelli del consumatore, senza scelte di campo preconcette». Andrea a sua volta: «Quanto alle rimostranze sullo strapotere del Web, la velocità forsennata dell’innovazione tecnologica e digitale può creare delle distorsioni, com’è avvenuto del resto sempre nella storia dell’evoluzione industriale. Le vediamo. Ma credo che la società e gli stessi attori di questo mercato sapranno regolarsi e auto-regolarsi per coesistere con la richiesta di una maggiore responsabilità sociale che arriva dalle persone».

 

Che vedete all’orizzonte?

«Persino le aziende tradizionali stanno integrando dati, digitale e automazione nelle loro strutture produttive e logistiche per competere in un mondo che cambia. È sempre più visibile anche qui a Correggio, in un tessuto produttivo caratterizzato da manifattura di precisione e propensione all’export. È il brodo di coltura ideale per la costituzione di un eccellente polo digitale, che possa competere nel mondo attraverso la formazione, non solo tecnica ma anche legata ai lavori creativi di cui resta un grande bisogno. La sede di Reggio di Unimore c’è, con il corso di laurea in digital marketing, uno dei primi nel suo genere in Italia, nato due anni fa, con nostre docenze e nostro sostegno. Siamo al Parco Innovazione di Reggio con una nostra sede, non a caso. Una “Silicon Valley” reggiana non è un’utopia: noi ci crediamo. Giovani, donne, tecnici, ingegneri ma anche umanisti: lo spazio c’è» concludono a tre voci, con molta enfasi.

 

Tre qualità che si chiedono a un webranker? Pausa di riflessione e poi, ancora, con voce trina: «curiosità, passione, integrità». Semplice, no? Anche, aggiungiamo noi, masticare l’inglese fluently, il lessico familiare. E uscendo, grati per l’attenzione ricevuta, oltre al rombo di un trattore, nella campagna attorno, ci sembra di sentire l’eco del dialetto nostrano.

 

Webranking S.r.l. ha chiuso il bilancio 2020 con oltre 22 milioni di giro d’affari. Impiega più di 160 collaboratori: 70 a Correggio, 30 al Parco Innovazione di Reggio, 50 a Milano e il resto nelle sedi di Cagliari e Vancouver (Canada).

Il 47% dei dipendenti sono donne, equamente distribuite anche nelle posizioni di direzione e senza alcun gap salariale di genere. L’azienda ha attivato soluzioni organizzative per favorire il “work-life balance” dei dipendenti, come smart working e flessibilità oraria. Non ha fatto ricorso alla CIG nemmeno durante il lock-down, sostenendo con risorse proprie corsi di formazione e aggiornamento per i propri dipendenti nei periodi di minor impegno lavorativo. Tra le tante certificazioni di qualità, brilla “Great Place to Work” che qualifica Webranking per il quarto anno consecutivo tra le migliori aziende italiane in cui lavorare. Nel bilancio sociale 2020, consultabile sul sito aziendale, tra le varie iniziative spicca il sostegno a Volontari nel mondo RTM per l’accesso alla scuola dei bambini e il supporto alle famiglie monogenitoriali in Madagascar. È poi coinvolta in numerosi progetti di formazione negli Istituti di Reggio Emilia su tematiche che riguardano digital marketing, nuove professioni e avviamento al mondo del lavoro.

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