In principio era il vuoto

Nei misteri dell'Universo, con Primo Piano

“All’inizio e per primo venne a essere il caos”. Questo splendido verso di Esiodo (poeta greco dell’VIII secolo  a.C.), sembra oggi molto attuale per descrivere l’origine dell’universo, così come viene confermato dalle osservazioni della fisica moderna. L’indagine scientifica dei sottili meccanismi che hanno generato quella strana “singolarità” che ha dato origine all’universo è la principale attività del professor Guido Tonelli, fisico al CERN di Ginevra e professore ordinario all’Università di Pisa, che lunedì 15 giugno è stato ospite dell’incontro “In principio era il vuoto”, per il ciclo di conferenze “Distanti ma insieme” organizzato da Primo Piano. La video conferenza è tuttora visibile sulle nostre pagine di Facebook e YouTube.

Guido Tonelli è stato portavoce dell’esperimento CMS presso il CERN di Ginevra, che ha portato alla scoperta del bosone di Higgs. Oltre ai riconoscimenti internazionali, ha ricevuto il premio Enrico Fermi della Società Italiana di Fisica per la conoscenza della fisica delle particelle e la medaglia d’onore del Presidente della Repubblica. È commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Ha condotto l’incontro la dottoressa correggese Olivia Levrini, professoressa associata in Didattica e Storia della Fisica presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Bologna.

Al centro del loro dialogo è stata l’attività di divulgatore scientifico del professor Tonelli, in particolare la sua ultima pubblicazione “GENESI – Il grande racconto delle origini”, edito da Feltrinelli. In questo libro i capitoli rappresentano in forma di metafora i “giorni” della Genesi. Ogni “giorno” rappresenta una metamorfosi dello stato di vuoto. Grazie ad una prosa semplice ed efficace, dove i riferimenti al mondo dell’arte si inseriscono come squarci poetici, il professor Tonelli ci dimostra come la cosmogonia non sia un affare da specialisti e il mito e la scienza abbiano alla fine la stessa funzione: permettere all’umanità di trovare il proprio posto nell’universo, consentendo “a tutti di fare il proprio racconto delle origini che la scienza moderna ci consegna, per capire le nostre radici più profonde e trovarvi spunti con i quali affrontare il futuro”.

Uno dei passaggi più interessanti della serata è stata la descrizione dello stato dell’universo incandescente, appena uscito dalla fase inflazionaria: “contiene già tutta la materia e l’energia di cui ha bisogno ma, se potessimo guardare al suo interno, non riconosceremmo nulla di familiare. (…) É il regno dell’uniformità e della perfezione, governato dalla simmetria, che è insieme semplicità ed eleganza. Se qualcosa di sorprendente non fosse venuto a turbare quell’armonia che sembrava immutabile, da quell’oggetto perfetto non sarebbe potuto nascere nulla. Sarebbe stato un universo sterile, un enorme spreco di energia, privo della luce della Luna e del profumo dei fiori, triste, anonimo, desolato”.

Dopo aver illustrato diversi aspetti delle attività di ricerca che si svolgono presso il CERN, descrivendo in particolare il rischio che una teoria scientifica possa prevedere anche il fallimento e quindi le difficoltà che si nascondono dietro ai grandi risultati della fisica contemporanea, la serata si è conclusa con una considerazione da parte del professor Tonelli sulla sempre maggiore presenza qualificata delle donne nel campo della fisica, un ambiente tradizionalmente “al maschile”: la designazione della dottoressa Fabiola Gianotti a direttrice generale del CERN di Ginevra è la dimostrazione del percorso compiuto dalle donne anche in questo campo nell’ultimo secolo e può spronare nuove generazioni di studentesse a intraprendere lo studio di questa scienza fondamentale per lo sviluppo dell’umanità.

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