Imprenditori di successo e artigiani per scelta

L’officina dei fratelli Francia al Villaggio Industriale

Incontro i fratelli Vanni e Silvano Francia in un caldo pomeriggio di giugno, sbagliando subito l’ingresso della loro ditta, l’officina meccanica Francia S.r.l. Ricordavo infatti che si trovasse in una laterale di via della Costituzione. Invece guarda qua: è sulla strada principale che campeggia la grande e bella insegna dell’azienda.

Sarà il caldo che fa brutti scherzi alla mia memoria? No, no, suono e scopro, rasserenato, che gli uffici sono ancora nella laterale e che la ditta, tuttavia, acquisendo il capannone adiacente si è allargata, cambiando volto e distintinguendo i suoi reparti per ottimizzare spazi e produzione. Bel segno, commento subito con loro, complimentandomi.

Con il signor Vanni torniamo però subito indietro nel tempo. Fu lui ad iniziare l’attività nel 1976. Mi racconta che veniva da un’esperienza lavorativa in un’officina di Carpi dove aveva iniziato subito dopo le scuole medie. Vi restò per quindici anni, dopo di che pensò di aprirne una tutta sua. Cominciò l’avventura nell’edificio del cosiddetto “Napoletan”, l’angolo di Correggio che porta i segni del tempo tra via Veneto e via Leonardo. Numero dipendenti: uno. Le cose ovviamente andarono come sperato perché solo tre anni dopo, nel 1979, l’officina si trasferì nell’allora Nuovo Villaggio Industriale in via del Lavoro, in un capannone affittato. Fu un cambiamento fondamentale: in quell’occasione entrò nella ditta, in società, il fratello Silvano, di tre anni più giovane, reduce da trascorsi prima industriali in Arrarex, poi commerciali a Mandrio.

Nel 1987 i due fratelli costruiscono l’’attuale sede in via della Costituzione 62, che, nel 2019, si espande nello stabilimento qui confinante, al n. 68.

L’officina Francia ha così già superato abbondantemente il traguardo dei quarant’anni di attività, dimostrando serietà e solidità; legittima la soddisfazione che trasuda dalle parole di chi l’ha fondata e condotta fin qui con tanta passione. La longevità di un’azienda si basa senz’altro sulla capacità della dirigenza di vedere lontano con concretezza, ma un fattore di primaria importanza penso sia quello del rapporto con la forza lavoro, con gli uomini e le donne coi quali quotidianamente ci si raffronta, condividendo buona parte della giornata. Senza tutto questo nessuna azienda, pur tecnologica, potrebbe sopravvivere. Ai due fratelli Francia chiedo allora: dopo tanti anni e una sede così ampia quanti sono ad oggi i vostri dipendenti e qual è il rapporto con loro? «Il numero complessivo, per nostra specifica scelta, non ha mai superato le quindici unità anche se, nel tempo, ci sarebbe stata l’esigenza di un maggior numero di maestranze. Questo ci ha permesso di rimanere nel settore artigiano e di mantenere con i nostri dipendenti quel rapporto umano che inevitabilmente, quando la famiglia si allarga molto, non è più possibile mantenere. Non sono rari i casi di persone che hanno vissuto tutta la loro vita lavorativa presso di noi, come pure di gente che per svariati motivi se n’era andata per poi ritornare, a testimonianza di quel rapporto di fiducia e di stima reciproca che si è andato solidificando nel tempo».

Entrambi mi confidano il loro motivo d’orgoglio: essere diventati imprenditori all’avanguardia mantenendo lo spirito artigiano dell’inizio. Come imprenditori sono riusciti a soddisfare i loro impegni verso una clientela sempre più esigente ed attenta, pur con un numero ridotto di personale. Questo grazie al continuo aggiornamento, alle tecnologie più avanzate, ai macchinari più moderni.

Già negli anni ottanta furono fra i primi ad acquistare le nuove macchine a controllo numerico “made in Japan” e fra i primi in zona ad installare il fotovoltaico, abbattendo i costi per l’energia.

 

Quali sono, nello specifico, i campi in cui si svolge la vostra attività? Avete un prodotto vostro o si tratta di produzioni conto terzi?

«Abbiamo iniziato con lavorazioni conto terzi che rappresentano ancora una fetta importante della nostra attività. Lavoriamo tutt’ora per il settore correggese degli smontagomme, per l’oleodinamica e non solo.

Agli inizi degli anni duemila abbiamo invece avviato un nuovo ramo d’azienda, con articoli che commercializziamo in proprio tramite la nostra rete commerciale: si tratta di una nostra linea di martinetti a vite e rinvii angolari per un mercato in cui si desidera un’alternativa ai cilindri idraulici. Esportiamo per circa il 70% del nostro fatturato, verso una clientela europea e non solo. I nostri mercati principali sono stati la Spagna, sino al 2008, ed attualmente la Francia, dove i nostri martinetti trovano una forte applicazione nel dispositivo di inseguimento dei pannelli solari. Il nostro punto di forza è la flessibilità e la rapidità di risposta che offre una piccola azienda con elevata esperienza maturata negli anni, unita all’elevato standard di qualità dei prodotti, che da sempre ci contraddistingue. Partecipiamo alle più importati fiere del nostro settore per farci conoscere e per essere sempre aggiornati sulle novità».

 

Quali altre garanzie fornite ai vostri clienti?

«È dal 1999 che siamo certificati ISO 9001-2000. La nostra progettazione viene eseguita mediante strumenti avanzati, quali la modellazione 3D ed il calcolo agli elementi finiti (FEM), ossia procedure di analisi in ambiente virtuale allo scopo di individuare e risolvere problemi strutturali».

 

Da profano capisco che qui si è fatta molta strada dalle rumorose officine degli anni settanta. Un inchino è d’obbligo al fenomenale sviluppo della tecnologia odierna.

Nel congedarmi da Vanni e Silvano Francia chiedo come vedono il futuro della loro creatura. Rispondono con un sorriso a due, fraterno. Il sorriso della soddisfazione per quanto fatto fin qui e della fiducia per quello che verrà. Si sa, del domani non c’è certezza, ma i fratelli Francia hanno seminato bene. Ognuno di loro ha due figli, tutti e quattro già impegnati nell’azienda. Stefano gestisce l’ufficio tecnico e progettazione, Marco e Alex  l’officina, che rimane pur sempre il cuore pulsante dell’azienda, e Davide il reparto montaggio e assemblaggio. Tutti i punti strategici sono coperti. Francia azienda, Francia famiglia. Va da sé.

I due capostipiti possono così pensare di cominciare a tirare i remi in barca, giacché il timone sembra proprio ben saldo. Ma, da quanto ho intuito, non pare che abbiano l’intenzione di indossare a breve le ciabatte di casa.

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