Il viaggio musicale di Vanni Cigarini

Il cantautore ci parla dei suoi Tatanka Mani

Dopo varie interviste in radio ed in televisione, dove i suoi brani vengono suonati abitualmente, è arrivato il momento di fare una chiacchierata con Vanni Cigarini, noto cantautore correggese.

Vanni, come hai iniziato?
«La musica da sempre, già da bambino, l’ho sentita dentro di me; ogni rumore per me diventava musica. Mi considero autodidatta, pur se ho frequentato un corso di base per chitarra ritmica. Ho iniziato con un collega tastierista a fare serate di pianobar, cantando ed accompagnandomi con la chitarra. Ci facevamo chiamare “Lavori in corso” e successivamente “Autogrill”; poi mi sono fermato per motivi di lavoro abbastanza seri e impegni col calcio dilettanti, ma nella mia mente tutto era subordinato alla musica. Così una dozzina di anni fa abbiamo dato vita alla band Tatanka Mani per esibirci dal vivo .»

Il nome da dove deriva? Quale significato vuole trasmettere?
«Il significato delle due parole è “Bisonte che cammina”, libero, senza recinti, anche nello spirito. Abbiamo scelto un repertorio libero, quello dei cantautori, che hanno raccontato storie senza condizionamenti. Intendo De Andrè, De Gregori, Guccini e ultimamente Battisti e Battiato.
Poi ho aggiunto pezzi miei e ormai ho all’attivo tante canzoni che possono dar vita ad un lungo spettacolo.»

Hai prodotto tre CD; vuoi parlarcene brevemente?
«Il primo è “Oro e Cacao”, il secondo “La Margherita e il Grano” e l’ultimo “Amur e Timur”.
Il primo contiene storie per la maggior parte vere, che raccontano sentimenti e passioni delle vite comuni, ma denunciano anche comportamenti gravissimi radicati nelle nostre comunità e nel resto del mondo. Nel secondo CD si parla di amicizia, solidarietà, c’è una canzone dedicata a Thomas Sankarà e al popolo del Burkina Faso. Il CD è dedicato a Gian Paolo Lancillotti (batterista per vent’anni con Augusto Daolio), per gli amici – come me – “GPL”. Infine il terzo a cui tengo particolarmente, che ha al suo interno alcune partecipazioni molto importanti, come Ellade Bandini
(De Andrè, Guccini, Branduardi, Mina), Gialuca Tagliavini (PFM). Anche questo CD propone storie vere, credo belle e particolari, con arrangiamenti più strutturati e completi, visto le collaborazioni.»

È l’ultima vostra fatica, soffermiamoci un po’ più a lungo.
«Il brano che dà il titolo al disco è la storia di una tigre e di una capra, che vivono ancora oggi al Far East Safari Park a Primorsky, in Russia. La capra che, come da prassi, avrebbe dovuto essere un pasto vivo per il grande felino, trova invece il modo per farselo amico. E’ bello pensare che la capra abbia insegnato l’amore alla tigre. Nel brano La “farfalla che cambiò il mondo” si parla di Muhammad Alì e della sua lotta, attraverso la boxe, per i diritti del popolo nero.
È una storia vera anche quella del “Batterista sulla strada”, scritta a quattro mani con Marco Stella, cantautore genovese. Si tratta di un singolare batterista che, suonando da solo sul raccordo anulare di Genova, cerca il suo “tempo”.»

Credo sia venuto il momento di presentarci la band.
«Certo: Silvia Codeluppi, voce narrante e cori – Carolina Cabassi, violino e cori – Patrizia Vezzelli, flauto traverso – Sabrina Veroni, batteria – Francesco Scilli, chitarra elettrica – Felice De Donno, basso.

Caro Vanni, potremmo stare ore a parlare di altri progetti che ti stanno a cuore, come la GPL Band o “Lo zaino dell’artista”, i concerti passati e le date future, ma, poiché lo spazio è tiranno, mi auguro possano esserci altre opportunità nel futuro.

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