Il tiro dinamico sportivo, questo sconosciuto

Barbara Franchini, nostra concittadina, è campionessa italiana

Se diciamo Tiro Dinamico Sportivo riuscireste ad immaginare di che sport stiamo per parlare? Se poi aggiungiamo che Correggio annovera tra i suoi cittadini una campionessa italiana di questa specialità, cominciate ad incuriosirvi? Allora eccoci qui a svelare il doppio mistero. Il qui sta per via Europa n. 4, Villaggio Industriale; più precisamente la sede della FM s.r.l., una bella azienda del nostro distretto della plastica fondata da Gian Carlo Franchini nel 1974. Al posto di comando di FM siede, come CEO, la nostra campionessa di tiro dinamico sportivo: Barbara Franchini. La signora Franchini ha conquistato il titolo di numero uno in Italia tra quattrocento tiratori a Magione Trasimeno, nell’ambito del National HADGUN 2021, l’evento internazionale che si svolge ogni anno alla fine dei campionati di questa disciplina e che decreta i campioni nazionali di ciascuna divisione. Quella di Barbara è la categoria Open Lady.

È lei stessa a descriverci lo sport in cui eccelle: «Il tiro dinamico sportivo è una disciplina mista in costante crescita; è molto diffuso negli U.S.A e praticato in varie parti del mondo. È caratterizzato dall’utilizzo di pistole e fucili all’interno di circuiti definiti. La disciplina mette alla prova varie caratteristiche: agilità di movimento del concorrente, mobilità dei bersagli, varietà di distanze e tipologie degli stessi, libertà di interpretazione del tiratore per risolvere i vari percorsi di tiro, sfida continua contro il tempo per svolgere la gara. Sono caratteristiche che lo rendono uno sport completo, che non guarda solo alla forma fisica e per questo aperto a tutti i generi e fasce di età».

Ma chi è Barbara Franchini? Correggese doc, imprenditrice, con un passato da nuotatrice e pallavolista, nel 2013 inizia a frequentare il tiro a segno di Carpi grazie alla passione del marito, che la contagia. Consegue subito l’abilitazione al maneggio dell’arma e un anno dopo il bronzo necessario per praticare lo sport, dove inizia nella divisione standard per poi passare a quella open nel 2016.

Alla prima partecipazione all’Extreme Euro Open, gara di importanza internazionale in Repubblica Ceca, si classifica tra le prime sei dell’Open Lady e partecipa poi alla finale, piazzandosi quarta.

In quell’occasione viene notata dalla azienda israeliana di armi Bul Armory che le chiede di entrare nel loro team, di cui fa tuttora parte. Negli anni ha partecipato a gare in tutto il mondo tra cui un “Level 4” in Sudafrica nel 2018 e gli europei a Belgrado nel 2019, ottenendo buoni piazzamenti. Fino al 2021 dove ha vinto il titolo di campionessa nazionale.

Barbara, come ti sei avvicinata a questo sport? Ti piacevano le armi?
«No! Mio marito frequentava il poligono di Carpi, mentre io ho sempre giocato a pallavolo: a causa di problemi fisici avevo smesso e non praticavo più nessuno sport. Così dietro sua insistenza ho voluto provare: corso per il maneggio in sicurezza dell’arma, teorico e successivamente pratico. Da principiante ho mandato tutti i colpi a bersaglio, gli istruttori rimasero increduli, quasi risentiti, come se avessi voluto prenderli in giro bluffando su di me. Invece era vero, non avevo mai sparato in vita mia. Avevo evidentemente, a mia insaputa, un’attitudine naturale! Da lì è cominciato tutto e mi sono innamorata di questo sport».

Quanti appassionati, praticanti e tesserati ci sono in Italia?
«Premesso che sono quasi tutti agonisti, parliamo di numeri ancora ridotti, dell’ordine di alcune migliaia. Ma conoscendolo meglio come sport completo, che implica tante caratteristiche fisiche e psicologiche   sfatando così certi oscuri preconcetti sui praticanti, speriamo di allargare la base degli appassionati».

Esistono divisioni per categorie?
«Sì. Si parte dagli junior che in Italia partono da venticinque anni, visto il vincolo del porto d’armi dai diciotto (ma nel resto del mondo iniziano molto prima), poi ci sono i regular (dai venticinque ai cinquanta), che sono la maggior parte, poi i senior dopo i cinquant’anni, i super senior sopra i sessanta e poi le lady, che sono purtroppo ancora pochissime».

Quali tipi di eventi esistono a cui poter partecipare per le varie categorie?
«Esistono varie categorie di eventi, con gradi di difficoltà diversi che contemplano dai sei ai trenta esercizi da svolgere in poligoni dedicati. Qui nelle vicinanze sono a Gualtieri, Sassuolo, Guastalla e Frassinoro, dove vado molto volentieri per il bellissimo contesto naturale dell’appennino».

In cosa consistono le prove e i bersagli?
«Le prove sono seguite da un arbitro che dà il via con un segnale sonoro. Muovendoti velocemente spari a sagome di carta o metallo, fisse o mobili, in numero variabile in base al tipo di gara e percorso. Il tutto in tempi ridottissimi: ogni esercizio dura dai sei ai trenta secondi. È adrenalina pura! Terminato l’esercizio si calcola il totale dei punti fatti e si divide per il tempo impiegato».

Immagino che gli sponsor facciano parte della galassia di produttori di armi.
«È così. Avere uno sponsor che ti sostiene è un bel vantaggio. Lo sponsor dota l’atleta dell’arma da gara e ciò attenua molto l’impatto dei costi, che, per praticare questo sport, sono elevati. Il costo dell’arma è uno di quelli più rilevanti».

A proposito, che armi e che proiettili usate?
«Io personalmente uso la pistola Bullesteros del mio sponsor BUL. Per quel che riguarda i proiettili, preparo in prima persona i miei. Ne serve un gran numero e allora, alla fine di ogni gara o allenamento, raccolgo i bossoli vuoti e, una volta puliti, lavati, asciugati, li riutilizzo per preparare i proiettili per la volta dopo».

Ora in che momento ti trovi della tua performance sportiva?
«In questo momento sono super concentrata sul Mondiale in Thailandia, dove spero di poter andare, se si farà, dato che è già stato rinviato due volte per la pandemia. Spero di partecipare come componente della squadra Nazionale Italiana. Vi lascio immaginare che grande motivo di orgoglio sarebbe per me poter rappresentare in prima persona la mia nazione laggiù. Ed aggiungo: per una che ha cominciato nove anni fa  per curiosità, beh, modestamente, non mi sembra poco».

Grazie alla nostra campionessa per averci svelato uno sport dove lei eccelle, ma sconosciuto ai più. E tanti auguri Barbara: che questa straordinaria mira sempre ti accompagni!

Se diciamo Tiro Dinamico Sportivo riuscireste ad immaginare di che sport stiamo per parlare? Se poi aggiungiamo che Correggio annovera tra i suoi cittadini una campionessa italiana di questa specialità, cominciate ad incuriosirvi? Allora eccoci qui a svelare il doppio mistero. Il qui sta per via Europa n. 4, Villaggio Industriale; più precisamente la sede della FM s.r.l., una bella azienda del nostro distretto della plastica fondata da Gian Carlo Franchini nel 1974. Al posto di comando di FM siede, come CEO, la nostra campionessa di tiro dinamico sportivo: Barbara Franchini. La signora Franchini ha conquistato il titolo di numero uno in Italia tra quattrocento tiratori a Magione Trasimeno, nell’ambito del National HADGUN 2021, l’evento internazionale che si svolge ogni anno alla fine dei campionati di questa disciplina e che decreta i campioni nazionali di ciascuna divisione. Quella di Barbara è la categoria Open Lady.

È lei stessa a descriverci lo sport in cui eccelle: «Il tiro dinamico sportivo è una disciplina mista in costante crescita; è molto diffuso negli U.S.A e praticato in varie parti del mondo. È caratterizzato dall’utilizzo di pistole e fucili all’interno di circuiti definiti. La disciplina mette alla prova varie caratteristiche: agilità di movimento del concorrente, mobilità dei bersagli, varietà di distanze e tipologie degli stessi, libertà di interpretazione del tiratore per risolvere i vari percorsi di tiro, sfida continua contro il tempo per svolgere la gara. Sono caratteristiche che lo rendono uno sport completo, che non guarda solo alla forma fisica e per questo aperto a tutti i generi e fasce di età».

Ma chi è Barbara Franchini? Correggese doc, imprenditrice, con un passato da nuotatrice e pallavolista, nel 2013 inizia a frequentare il tiro a segno di Carpi grazie alla passione del marito, che la contagia. Consegue subito l’abilitazione al maneggio dell’arma e un anno dopo il bronzo necessario per praticare lo sport, dove inizia nella divisione standard per poi passare a quella open nel 2016.

Alla prima partecipazione all’Extreme Euro Open, gara di importanza internazionale in Repubblica Ceca, si classifica tra le prime sei dell’Open Lady e partecipa poi alla finale, piazzandosi quarta.

In quell’occasione viene notata dalla azienda israeliana di armi Bul Armory che le chiede di entrare nel loro team, di cui fa tuttora parte. Negli anni ha partecipato a gare in tutto il mondo tra cui un “Level 4” in Sudafrica nel 2018 e gli europei a Belgrado nel 2019, ottenendo buoni piazzamenti. Fino al 2021 dove ha vinto il titolo di campionessa nazionale.

Barbara, come ti sei avvicinata a questo sport? Ti piacevano le armi?
«No! Mio marito frequentava il poligono di Carpi, mentre io ho sempre giocato a pallavolo: a causa di problemi fisici avevo smesso e non praticavo più nessuno sport. Così dietro sua insistenza ho voluto provare: corso per il maneggio in sicurezza dell’arma, teorico e successivamente pratico. Da principiante ho mandato tutti i colpi a bersaglio, gli istruttori rimasero increduli, quasi risentiti, come se avessi voluto prenderli in giro bluffando su di me. Invece era vero, non avevo mai sparato in vita mia. Avevo evidentemente, a mia insaputa, un’attitudine naturale! Da lì è cominciato tutto e mi sono innamorata di questo sport».

Quanti appassionati, praticanti e tesserati ci sono in Italia?
«Premesso che sono quasi tutti agonisti, parliamo di numeri ancora ridotti, dell’ordine di alcune migliaia. Ma conoscendolo meglio come sport completo, che implica tante caratteristiche fisiche e psicologiche   sfatando così certi oscuri preconcetti sui praticanti, speriamo di allargare la base degli appassionati».

Esistono divisioni per categorie?
«Sì. Si parte dagli junior che in Italia partono da venticinque anni, visto il vincolo del porto d’armi dai diciotto (ma nel resto del mondo iniziano molto prima), poi ci sono i regular (dai venticinque ai cinquanta), che sono la maggior parte, poi i senior dopo i cinquant’anni, i super senior sopra i sessanta e poi le lady, che sono purtroppo ancora pochissime».

Quali tipi di eventi esistono a cui poter partecipare per le varie categorie?
«Esistono varie categorie di eventi, con gradi di difficoltà diversi che contemplano dai sei ai trenta esercizi da svolgere in poligoni dedicati. Qui nelle vicinanze sono a Gualtieri, Sassuolo, Guastalla e Frassinoro, dove vado molto volentieri per il bellissimo contesto naturale dell’appennino».

In cosa consistono le prove e i bersagli?
«Le prove sono seguite da un arbitro che dà il via con un segnale sonoro. Muovendoti velocemente spari a sagome di carta o metallo, fisse o mobili, in numero variabile in base al tipo di gara e percorso. Il tutto in tempi ridottissimi: ogni esercizio dura dai sei ai trenta secondi. È adrenalina pura! Terminato l’esercizio si calcola il totale dei punti fatti e si divide per il tempo impiegato».

Immagino che gli sponsor facciano parte della galassia di produttori di armi.
«È così. Avere uno sponsor che ti sostiene è un bel vantaggio. Lo sponsor dota l’atleta dell’arma da gara e ciò attenua molto l’impatto dei costi, che, per praticare questo sport, sono elevati. Il costo dell’arma è uno di quelli più rilevanti».

A proposito, che armi e che proiettili usate?
«Io personalmente uso la pistola Bullesteros del mio sponsor BUL. Per quel che riguarda i proiettili, preparo in prima persona i miei. Ne serve un gran numero e allora, alla fine di ogni gara o allenamento, raccolgo i bossoli vuoti e, una volta puliti, lavati, asciugati, li riutilizzo per preparare i proiettili per la volta dopo».

Ora in che momento ti trovi della tua performance sportiva?
«In questo momento sono super concentrata sul Mondiale in Thailandia, dove spero di poter andare, se si farà, dato che è già stato rinviato due volte per la pandemia. Spero di partecipare come componente della squadra Nazionale Italiana. Vi lascio immaginare che grande motivo di orgoglio sarebbe per me poter rappresentare in prima persona la mia nazione laggiù. Ed aggiungo: per una che ha cominciato nove anni fa  per curiosità, beh, modestamente, non mi sembra poco».

Grazie alla nostra campionessa per averci svelato uno sport dove lei eccelle, ma sconosciuto ai più. E tanti auguri Barbara: che questa straordinaria mira sempre ti accompagni!

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