Il tempo fugge, le storie restano

Un originale progetto editoriale dei nostri giovani liceali

3 dicembre 2022: è una bigia mattinata di un sabato prenatalizio quando, col mio quadernetto per appunti, entro nella sala conferenze del Palazzo dei Principi.
Il gioioso chiacchiericcio del pubblico, che già occupa la gran parte delle sedie, solleva una ventata di giovinezza in un austero luogo, spesso frequentato da una platea più matura.
Sono gli studenti della classe quinta del Liceo Scientifico R. Corso”, che presentano un libro da loro pubblicato: è l’esito finale di un percorso durante la frequentazione delle classi terza e quarta, un periodo reso ancor più complicato a causa della pandemia.
Apre l’incontro il professor Davide Leoni, incaricato di rappresentare l’Istituto dalla dirigente, assente per malattia.
L’idea di realizzare questo volume è nata dalla volontà di “mettere a frutto” le novanta ore destinate dal Ministero agli studenti liceali, nell’ambito del PCTO (percorso di orientamento e sviluppo delle competenze trasversali).
Il PCTO va nella direzione di formare cittadini attivi nel saper proporre e promuovere la cultura.
Il percorso è stato realizzato in collaborazione col Centro Culturale Lucio Lombardo Radice, rappresentato da Lucio Levrini che svolgeva, secondo la convenzione, la funzione di tutor esterno del progetto.

I docenti Maria Cristina Levrini (italiano e latino) e Davide Leoni (filosofia e storia) hanno ideato con la classe un’attività che potesse combinare la narrativa con la storia, integrando la fantasia negli eventi accaduti nel passato di Correggio, per riportarli nel presente.
In tal modo la grande storia (macrostoria), studiata sui libri, apre una dialettica con la piccola storia (microstoria) vissuta negli avvenimenti quotidiani.
In parole semplici, come ha sottolineato Maria Teresa Rabitti (docente di didattica della storia all’Università di Bolzano), la storia passata si vivifica nel presente e diviene maestra di vita nel momento in cui si compie il passaggio da ieri all’oggi.

La scelta della fonte storica su cui realizzare lo studio è stata suggerita da Gabriele Fabbrici, ex-direttore del Museo Civico, che ha consigliato le Cronache di Pietro Vellani nell’edizione curata dai ricercatori locali Nanni Benati e Giovanni Fontanesi (2011).
Il nostro cronachista Pietro Vellani, a partire dal 1794 fino al 1829, quasi quotidianamente riportava i fatti più rilevanti che accadevano in città.
Un documento memorialistico raro e prezioso per la conoscenza di quel periodo, giaciuto per quasi due secoli nella polvere dell’archivio comunale.
Gabriele Fabbrici ha rappresentato la “bussola” per orientarsi nel percorso, oltre che il punto di riferimento per l’inquadramento storico dei contenuti affrontati.

L’attività di ricerca storica si è concentrata dal 1794 al 1805, improntata dall’arrivo di Napoleone a Correggio (15 ottobre 1796) e dal forte impatto che la presenza delle truppe francesi aveva avuto sulla popolazione locale negli anni successivi. Cercando di immedesimarsi nei loro coetanei dell’epoca, i ragazzi hanno prodotto racconti in cui la realtà storica di una Correggio attraversata dagli eserciti belligeranti si mescola e a volte stravolge la vita di popolani e signori.
E allora, con nuovo sguardo, si passeggia per le strade di Correggio e sembra di sentire ancora le urla della folla che inneggia ai francesi, o le cospirazioni segrete per cacciarli. E si soffre per le tribolazioni dei troppo poveri, o si sogna una vita diversa davanti alle luci del teatro; si scorgono, tra i bambini che oggi corrono nel prato del Convitto, i bambini con le speranze di allora.
Noi, oggi, siamo parte di quell’umanità: le speranze, i dolori, le conquiste di allora sono quelle che hanno reso possibile la Correggio di oggi.
E così sono nati racconti che, pur rispettando il criterio di coerenza con il contesto storico di riferimento, sono pervasi della massima libertà espressiva.

I testi prodotti sono piacevoli alla lettura e profumano del fascino storico che la conoscenza del nostro topico passato emana.
Lo stile espositivo chiaro, corretto e lessicalmente ricco stupisce se riferito a studenti così giovani, i quali “paiono già calzare doti letterarie”, commenta la prof.ssa Rabitti.
E che dire del gruppetto che ha magnificamente recitato alcuni pezzi testuali, sotto la competente preparazione della regista Donatella Zini? Veramente bravi, tutti!

Ma non finisce qui, perché un’opera letteraria rimane incompiuta se non incontra i suoi lettori: bisogna darsi da fare per trasformarla in libro.
Il volume, come ha rilevato Paolo Bernardi (dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale), è un esempio di didattica del progetto, dove imparare facendo è l’elemento fondamentale della conoscenza.
Varie e complicate si presentano le fasi redazionali di un libro: dopo la scrittura dei testi, seguono la correzione (editing), l’impaginazione, la scelta delle immagini e della copertina, l’individuazione della tipografia (Pedrazzini di Fabbrico), la vendita del prodotto attraverso una campagna di finanziamento anticipato dagli acquirenti (fundraising), l’uso dei mezzi di comunicazione e, infine, l’organizzazione dell’evento di presentazione davanti al pubblico.
E sebbene agli studenti debba ascriversi il merito di molte operazioni, è palese che, oltre al lavoro degli insegnanti, determinante si sia dimostrata la collaborazione col Centro culturale Lucio Lombardo Radice, che ha messo a disposizione la sua “officina dell’editoria” per sostenere ed accompagnare la scolaresca verso un risultato finale che si è rivelato veramente sorprendente.
Ne è uscito un volume che non ha niente da invidiare alla grande editoria, che abbina contenuto ed estetica con risultati gradevoli ed interessanti.
Un libro che vuole entrare nelle case dei correggesi per raccontarne storie che s’intrecciano fra passato e presente, ma, soprattutto, per annunciare che: “Tempus fugit, historiae manent” (Il tempo fugge, le storie restano).
Il libro è acquistabile presso le librerie Ligabue e Moby Dick di Correggio.

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