Il Teatro non sarà indifferente, anzi promettente

Su il sipario dell’Asioli, con belle sorprese

La nuova stagione del Teatro Asioli, “Non indifferente”, promette emozioni, occasioni di incontro e suggestioni. Il programma non è che una lista di titoli, nomi e date, sulla carta apparentemente poco significativi ai più, ma nelle scelte fatte dal direttore Alessandro Pelli e dalla collaboratrice Sara Rasori si apre un mondo: artiste ed artisti di generazioni diverse, un’esplicita e parlante pluralità di sguardi sulla realtà che viviamo e su noi stessi, ovvero il miracolo che si compie ogni volta che il sipario si alza e ci sorprende, ci sconvolge e ci conforta.

Si comincia venerdì 10 e sabato 12 novembre con il giovane e talentuoso drammaturgo Emanuele Aldrovandi, reggiano di nascita ma internazionale per fama e riconoscimenti. Il suo “Dieci modi per morire felici” è uno spettacolo/gioco per riflettere sulla vita e sul senso che le attribuiamo.
Abbiamo assistito durante la stagione passata alle prove aperte del secondo spettacolo in programma.

In scena il 24 e il 25 novembre “Come una specie di vertigine” (Il nano, Calvino, la libertà) scritto, diretto ed interpretato dal multiforme uomo di teatro Mario Perrotta, che rilegge Calvino e riflette sul concetto di libertà.

Massimo Popolizio è il regista e protagonista di “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller, in scena il 5 dicembre. Attore e regista cresciuto alla scuola di Ronconi, capace di giocare con infinitesimali sfumature nella voce, nella maschera e nel corpo, Popolizio prosegue il suo percorso attraverso la letteratura classica americana con questo testo anni cinquanta, ambientato in una comunità di immigrati italiani a New York.

In tanti ricorderanno il film del 1975
I ragazzi irresistibili”, con Walter Matthau e George Burns. Il testo, riuscitissima pièce agrodolce di Neil Simon, arriva sul nostro palcoscenico il 19 e il 20 dicembre con l’interpretazione di Umberto Orsini e Franco Branciaroli. I due protagonisti usavano recitare insieme in gioventù in gustosi vaudevilles. Poi, rancori e litigi. Ora, dopo tanti anni, tentano di rimettersi insieme, con esiti incerti dovuti anche alle manie e ai tic propri degli attori, che li portano a baruffe ora comiche, ora melanconiche. Un giro di caleidoscopio e troviamo Shakespeare in scena il 23 gennaio 2024 con “Antonio e Cleopatra” nella rielaborazione di Valter Malosti, che ci fa vedere questo testo non solamente come “teatro dell’eros” ma filosoficamente anche come “teatro della mente”.

Non potremo certamente perderci lo spettacolo scritto e diretto dal geniale Mattia Torre: “4, 5 e 6”, in scena giovedì 1° febbraio. Conosciamo Torre, scomparso nel 2019, soprattutto come abilissimo sceneggiatore di programmi cult televisivi con Serena Dandini e della fortunata serie tv “Boris”. In questo caso il drammaturgo ha scritto una pièce a tre: una famiglia, una storia comica, violenta e allo stesso tempo grottesca.

Il 10 e l’11 febbraio attendiamo con ansia Silvio Orlando. Ci ha abituato a grandi prove. Lo spettacolo di Pablo Remon ha per titolo “Ciarlatani” e rappresenta una satira del mondo del teatro e degli audiovisivi visti dal didentro (ancora una volta il tema quest’anno ricorrente del teatro nel teatro).

Il 17 febbraio ci attende la performance di Giorgio Pasotti, attore cresciuto in tv ma interprete pienamente maturo anche in teatro. In questo caso si tratta di “Racconti disumani”, tratto da due testi brevi di Franz Kafka mai rappresentati prima. Ci voleva Alessandro Gasmann alla regia per rivelarci questi pezzi interessanti ed inquietanti.

Il caleidoscopio continua a girare e il 24 febbraio ci fa intravedere, fra luccichii e dialoghi serratamente coinvolgenti, un testo del grande teatro greco di Euripide, “Supplici”, per la regia di Serena Sinigaglia. Temi dell’opera, cari alla regista: la democrazia e l’impossibilità dell’uomo ad applicarla.

Il 3 e il 4 marzo incontreremo un’altra figura emblematica del teatro italiano, Vincenzo Pirrotta, in un testo contemporaneo francese che narra di un fatto di cronaca nera, dal titolo “Storia di un oblio”.

Data significativa, l’8 marzo, per la messinscena di “Top girls” di Caryl Churchill, scritto nel 1982 in piena epoca thatcheriana. La pièce esplora la difficoltà delle donne nell’assumere un ruolo decisionale nel mondo del lavoro senza adottare comportamenti e stilemi propri degli uomini.

Torniamo ai giorni nostri con “I Macbeth”, ispirato al dramma del Bardo inglese, con drammaturgia ed interpretazione di Enzo Vestano e Stefano Randisi, in scena il 14 marzo. L’ossessione rappresenta il tema, lo spunto per riflettere su quanto essa domini e stravolga anche la nostra società attuale.

Il 22 marzo assisteremo allo spettacolo/concerto di un altro giovane talento, Lorenzo Mazan, che, ispirato al Cyrano di Rostand, ci presenta tra poesia e rap, ritmo indiavolato, musiche dal vivo e costumi d’epoca, la sua personalissima riscrittura a tre voci in “Cirano deve morire”.

I giorni 3-4-5-6-7 aprile andrà in scena il circo contemporaneo francese con “Marée basse” della Compagnie Sacékripa, con il pubblico che circonda gli attori ed entra di fatto a far parte dello spettacolo.

L’ultimo spettacolo in cartellone andrà in scena il 12 aprile: “È bello vivere liberi” rappresenta un esempio di teatro civile, la storia di una staffetta partigiana raccontata attraverso il teatro dei suggestivi burattini di Marta Cuscunà.

La stagione si arricchirà, come di consueto, di alcuni appuntamenti fuori abbonamento: quest’anno si tratta dell’operetta con la compagnia di Corrado Abbati, prima il 14 dicembre con “Il paese dei campanelli”, poi il 18 aprile con “Al cavallino bianco”. Gli appuntamenti musicali di Note oltre i confini 2024: il 23 marzo con la lezione concerto di Giovanni Bietto, il Quartetto Guadagni, Francesco Petri, 3+4+5+7: Gioco di ritmi e il 14 aprile con il pianista Alessandro Stella che suonerà “Romanze senza parole” con musiche di Gustav Mahler, Abba ed Edvard Grieg.

Altro appuntamento imperdibile: il teatro per famiglie nella rassegna “Per grandi e piccini 2023/2024”,
il 19 novembre con “Bully Bully”, presentato dalla compagnia MaasTheater en Dans, il 4 febbraio – sciroppo di teatro – avremo la compagnia Artemis Danza e il suo “Pollicino” e il 17 marzo – sciroppo di teatro – avremo infine la compagnia Principio Attivo Teatro con “La bicicletta rossa”.

 

Mi permetto di concludere con una citazione illustre: “Il teatro ha un significato solo se ci permette di trascendere la nostra visione stereotipata, i nostri livelli di giudizio, non tanto per fare qualcosa fine a sé stessa ma per verificare la realtà e, avendo rinunciato già a tutte le finzioni di ogni giorno, in uno stato totalmente inerme, svelare, donare, scoprire noi stessi”.

Jerzy Grotowski

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