Il record di longevità di una donna per bene

La Fermina si è spenta il 25 settembre a centootto anni

Alla fine la Fermina si è fermata. Una nonna meravigliosa che, appena prima di lasciarci, allo stremo delle forze, aveva spento 108 candeline. Super centenaria conosciuta da tanti qui a Correggio la signora Firmina Fantini, in famiglia e fuori era per tutti “la Fermina”. Se n’è andata il 25 settembre scorso, nella residenza per anziani Le Robinie, dove dimorava da cinque anni. Proprio il giorno prima, il 24, aveva compiuto 108 anni. Un tale record di longevità, Rita Cabassi, che ne ha curato le esequie, dice di non ricordarlo a Correggio. Originaria di Gavassa, al fianco di cinque sorelle e tre fratelli, la Fermina venne ad abitare nelle campagne correggesi, a Prato, quando sposò Afro Bellelli. Presto però arrivò la vedovanza, durata quasi otto decenni. Afro, infatti, morì in guerra nel 1945, poco prima della Liberazione, in un campo di lavoro in Germania, dove era prigioniero dei nazisti. La Fermina rimase nella famiglia dei Bellelli con il figlioletto Danilo, di appena otto anni. «Una brava mamma, tutta casa e lavoro, sempre pronta al sacrificio per offrire un futuro ai suoi familiari, me per primo, consentendomi gli studi» mi dice proprio Danilo Bellelli. Lui, quel figlioletto d’un tempo, oggi è un compassato ottantaseienne, più che mai arzillo, imprinting materno si direbbe. Me la descrive così: «Non voleva essere di peso e faceva la sua parte in campagna, sotto mezzadria. Ricordo, da ragazzino, i cestoni di foglie che raccoglieva dai rami degli olmi per le vacche della stalla; ricordo le fatiche della mietitura e della vendemmia, armata di falce e roncola. Mamma era una forza della natura, una lavoratrice instancabile». Poi il riscatto dell’attività in proprio, come titolare dell’Osteria Tre Spade in Via Santa Maria, qui in città. Dopo passa alla maglieria, rifinitura, la sua passione, come poi l’uncinetto, che le procurò una certa notorietà presso quella mezza Correggio al femminile che per anni si buttò nel lavoro a domicilio. Casalinga impeccabile, capace di cucinare con estro e di curare con precisione tutte le incombenze domestiche, passa la maggior parte dei giorni della sua lunga vita nella famiglia di Danilo, con la nuora Anna Maria ed il loro figlio Paolo. «Sapeva affrontare le cose con filosofia – continua Danilo – e il buonumore non le mancava. Quando la prendevamo in giro per qualche storpiatura di italiano, lei, cresciuta a pane e dialetto, ci rideva su con una scrollata di spalle mentre calava un asso a briscola, sua grande passione. Fino a 103 anni è rimasta in casa con noi. Poi, per nostre impossibilità e per il peggioramento delle condizioni di salute, è entrata alle Robinie». Danilo è persona molto conosciuta: agente delle Assicurazioni Duomo in Corso Cavour per quasi quarant’anni e per più di venti anche della SIAE di Correggio, assieme alla moglie Anna Maria. Di mamma Fermina ha un ricordo molto bello: una donna forte, impegnata, amica del mondo, laboriosa. Un ritratto esemplare di quell’umanità correggese che ha creato cultura del rispetto, amore per l’altro, impegno nel lavoro. Un po’ piatta la vita della Fermina?  «Beh, ha visto una monarchia, poi una Repubblica nelle sue varie fasi, dieci papi, tre epidemie, dalla spagnola, all’asiatica, al covid», snocciola Danilo. Lo fermo: in effetti, più varia di così!

Condividi:

Leggi anche

Newsletter

Torna in alto