Il Pronto Soccorso riapre a fine anno

Morena Pellati: i ritardi, la pandemia, i vaccinati

Il Pronto Soccorso del nostro Ospedale è diventato uno dei simboli delle conseguenze della pandemia sul territorio correggese. Chiuso all’inizio della prima ondata perché, come altri Pronto Soccorso della provincia, non adeguato a fronteggiare l’emergenza, dal marzo scorso è interessato da lavori di adeguamento. L’obiettivo è rendere la struttura più compatibile con una situazione epidemica: una nuova camera calda di accesso e un’area per la gestione dei pazienti con sospetta infezione, dotata di ingresso autonomo e di impianto per adeguati ricambi aria e pressione negativa. La conclusione dei lavori, che interessano un’area di circa 500 metri quadrati di superficie e richiedono un investimento di 1.252.000 euro, era prevista entro settembre 2021. Recentemente l’amministrazione comunale ha annunciato che l’apertura del Pronto Soccorso rinnovato avverrà entro la fine dell’anno. Alla dottoressa Morena Pellati, direttrice del Distretto Sanitario, abbiamo chiesto i motivi di questi ritardi e con lei parliamo anche della situazione pandemica.

Dunque dottoressa Pellati, a cosa sono dovuti i ritardi nella conclusione dei lavori nel nostro Pronto Soccorso?
«Ci sono stati alcuni rallentamenti legati all’approvvigionamento dei materiali, come per altro sta avvenendo in molti cantieri, anche privati. É uno degli effetti del superbonus che ha rimesso in movimento l’edilizia, ma ha determinato una corsa per potere usufruire degli incentivi, oltre al rincaro delle materie prime per effetto della pandemia».

Primo Piano ha riferito in varie occasioni dell’impegno organizzativo del nostro Distretto Sanitario per fronteggiare la pandemia, ora come vi state muovendo? Quali sono i prossimi obiettivi da raggiungere?
«Si sta cercando di ritornare alla normalità su alcuni servizi, ad esempio la specialistica, stiamo cercando di ridurre i tempi delle visite, che erano stati aumentati per evitare assembramento, ma anche per poter procedere alla sanificazione degli ambulatori e delle attrezzature; ora che possiamo alleggerire un poco le norme di comportamento, dovremmo riuscire ad aumentare l’offerta delle prestazioni. Rispetto all’ambito socio sanitario le nuove ordinanze ci stanno consentendo di dare qualche risposta in più alle famiglie, per cui sono ripresi i ricoveri di sollievo, e anche gli ingressi in CRA sono più rapidi, avendo ridotto i periodi di isolamento.

Per quanto riguarda i servizi domiciliari, soprattutto per gli anziani e per i disabili, è stato svolto un importante lavoro di supporto durante il periodo Covid, in prevalenza sull’ambito assistenziale. Stiamo procedendo in modo cauto, per dare sollievo alle famiglie/caregiver, per favorire la socializzazione degli utenti, ma al momento, non avendo ancora chiaro l’andamento della pandemia, manteniamo un atteggiamento prudenziale. Inoltre è in via di definizione la possibilità di somministrazione della terza dose per le categorie individuate dalla struttura commissariale e stiamo definendo come eseguire anche la vaccinazione anti-influenzale».

Lei è soddisfatta dei risultati della campagna vaccinale nel nostro Distretto? Quali sono gli ultimi dati disponibili?
«Si, i dati sono sicuramente in linea con i dati regionali, con percentuali anche lievemente superiori.
Per quanto riguarda i soggetti residenti nel comune di Correggio e assistiti dalla AUSL di RE:
fascia >79 anni: sul totale di 1932 soggetti, 1797 (93%) hanno ricevuto almeno la prima dose di vaccino al 15/09/2021; fascia 70-79 anni: sul totale di 2313 soggetti, 2146 (93%) hanno ricevuto almeno la prima dose di vaccino al 15/09/2021; fascia 60-69 anni: sul totale di 2929 soggetti, 2604 (89%) hanno ricevuto almeno la prima dose di vaccino al 15/09/2021.
Per quanto riguarda i soggetti residenti nel distretto di Correggio e assistiti dalla AUSL di RE:
fascia >79 anni: sul totale di 4151 soggetti, 3860 (93%) hanno ricevuto almeno la prima dose di vaccino al 15/09/2021; fascia 70-79 anni: sul totale di 5177 soggetti, 4810 (93%) hanno ricevuto almeno la prima dose di vaccino al 15/09/2021; fascia 60-69 anni: sul totale di 6306 soggetti, 5577 (88%) hanno ricevuto almeno la prima dose di vaccino al 15/09/2021.
Anche l’organizzazione è stata molto buona, con operatori professionali e motivati, che hanno dato un ottimo supporto nel dirimere i dubbi degli utenti».

Si è detto più volte che questa pandemia ci ha mostrato la necessità di rafforzare la medicina di base e i servizi territoriali. Vedremo qualcosa in questo senso nel prossimo futuro?
«Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) va in questa direzione, ma si limita a definire delle strutture e dei servizi, finanziandone la fattibilità e non occupandosi della specifica organizzazione/risorse umane. Pertanto è difficile avere ben chiaro il prossimo futuro: sicuramente credo che si debba lavorare su attività, organizzazione o servizi, che hanno dimostrato più sofferenza di altri, vedi le CRA. Inoltre c’è la questione della carenza di medici: ci sono ad esempio difficoltà nel coprire ambulatori di medicina generale con incaricati temporanei, da qui l’ulteriore necessità di rafforzare/innovare servizi».

Liviana Iotti

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