Il pericolo di una città che esclude

Una riflessione portata avanti da Wolf Bukowski, ospite di Rete Spartaco

Mercoledì 6 giugno alla casa del popolo di Correggio si è tenuto l’incontro dal titolo Guerra ai Poveri, organizzato da Rete Spartaco. Ospite principale della serata è stato lo scrittore, giornalista e blogger Wolf Bukowski. Lo scrittore ha parlato dei temi della percezione di pericolo e decoro della società neoliberista e dello smantellamento sempre più frequente degli spazi pubblici a favore di aree blindate.

L’argomento trattato nell’articolo Le stazioni si stanno trasformando in fortezze contro i poveri, pubblicato su Internazionale il 10 ottobre scorso, ha dato il via alla serata arricchita dagli interventi di Luca Censi, operatore di Unità di Prossimità (unità di strada che si occupa di dipendenze, marginalità e prevenzione di comportamenti a rischio soprattutto nei giovani), Federica Zambelli dell’associazione Città Migrante e del reporter reggiano Gabriele Gatti.

Bukowski si è soffermato su quella che oggi è la percezione di degrado nella società e su come le politiche di supporto alle fasce a rischio siano sempre più predisposte a risolvere situazioni di marginalità sociale attraverso la cementificazione e alla chiusura di spazi considerati potenzialmente peggiorativi piuttosto che ad attuare politiche di inclusione. Tramite la metafora della finestra rotta, che manifesta come la società percepisca maggior pericolo in una zona apparentemente degradata, si spiega l’abbandono di certe aree urbane e quindi di fasce della popolazione più soggette all’esclusione.

Gli interventi di Luca Censi e Federica Zambelli hanno poi indirizzato l’attenzione del pubblico sulla situazione delle ex Officine Reggiane, dove nel corso del tempo si è sviluppato un insediamento informale in cui le persone escluse dai progetti di accoglienza hanno creato uno spazio parallelo alla città che li circonda; un luogo “altro”, in cui si convive con il marchio d’infamia del diverso, a pochi passi dalle sedi delle maggiori eccellenze dell’Emilia-Romagna. L’intervento del reporter reggiano Gabriele Gatti ha posto l’accento sulla percezione di marginalità connaturata sul nostro territorio nazionale in relazione ai fenomeni di segregazione e violenza in Grecia, Serbia e Ungheria.

Gli interventi dei relatori e del pubblico hanno evidenziato la necessità di creare una rete di associazioni, realtà e persone che affronti il tema dell’accoglienza e del contrasto alla marginalità con politiche di inclusione. «È necessaria un’inversione di marcia rispetto alla narrazione che si sta sviluppando negli ultimi anni – ha concluso Bukowski – per contrastare il dilagare di una mentalità che alza barriere invece che abbatterle».

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