Il mal d’aria, questo sconosciuto

Lo pneumologo valuta gli effetti dell’inquinamento sulla salute

Lo pneumologo valuta gli effetti dell’inquinamento sulla salute

Tra le conseguenze del vivere in ambienti inquinati ci sono anche riflessi di ordine psicologico.
Per questo è importante informarsi correttamente.

Il dott. Mirco Lusuardi, direttore di Pneumologia dell’Ospedale S. Sebastiano, dirige l’importante rivista “Rassegna di patologia dell’apparato respiratorio”.

Anche lui respira l’aria di Correggio, visto che abita in centro storico: «La situazione certo non è delle migliori.
Però avere dei riscontri clinici diretti nelle attuali condizioni è difficile; troppe le variabili legate alle caratteristiche della popolazione, al suo invecchiamento, alla presenza di patologie individuali ed infine alle malattie stagionali. L’inquinamento acuto, ad esempio in una fabbrica, si presta ad essere monitorato più facilmente nei suoi effetti.

Ma l’inquinamento diffuso nell’ambiente, a livelli molto più bassi, può essere correlato a conseguenze sulla salute solo attraverso studi epidemiologici di lungo periodo. Possiamo comunque affermare che nel nostro caso, oltre ad irritazioni oculari e rino-faringee, una prolungata esposizione può avere effetti di aggravamento in soggetti già affetti da patologie allergiche, respiratorie e cardiovascolari».

«Non serve drammatizzare -continua il dottor Lusuardi- È riconosciuto che l’esposizione allo smog sia dannosa (è provato che dopo 2 ore di camminata nel traffico londinese la capacità respiratoria diminuisce del 6%).

Ma lo sono molto di più i cattivi stili di vita individuali (un esperimento ha misurato per 2 minuti in un luogo chiuso l’emissione di PM10 del fumo di una sigaretta e poi quella di una motocicletta a pieni giri, e ha trovato, per questo particolare tipo di inquinante, che la prima è 3 volte superiore).
È dimostrato scientificamente che non fumare è la principale modalità per ridurre in maniera importante le malattie respiratorie e cardiocircolatorie nonché i tumori e non solo quelli polmonari».

 Quali consigli possiamo quindi dare ai correggesi? «Innanzitutto adottare uno stile di vita sano tutto l’anno: in primis, per i tabagisti, smettere di fumare per sé e per gli altri (il fumo passivo incide anche in luoghi aperti, ma in ambienti chiusi la concentrazione di sostanze nocive può essere fino a 30 volte superiore).

Evitare luoghi di diretta generazione dei gas di scarico (code negli orari di punta, footing lungo strade trafficate. Poi è necessario contribuire a ridurre l’inquinamento urbano: usare l’auto il meno possibile casomai senza voler accompagnare il figlio direttamente nel cortile della scuola; ridurre il riscaldamento, casomai con un grado in meno e una corretta programmazione; infine rendere ecologicamente più efficienti gli strumenti domestici».
Perché i nostri nipoti possano continuare a respirare.

Condividi:

Leggi anche

Newsletter

Torna in alto