Il giovane Boccioni apre la via del Futurismo. Parma, Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo, fino al 10 dicembre

La mostra a Parma si sofferma sulla figura del giovane Umberto Boccioni negli anni della sua formazione, affrontando i diversi momenti della sua attività: dalla primissima esperienza a Roma, a partire dal 1899, sino agli esiti pittorici immediatamente precedenti l’elaborazione del “Manifesto dei pittori futuristi” nella primavera del 1910. Un decennio cruciale, in cui Boccioni sperimenta tecniche e stili ricercando un linguaggio originale e attento agli stimoli delle nascenti avanguardie. La mostra intende non solo documentare il carattere eterogeneo della produzione boccioniana, ma soprattutto ricostruire i contesti artistici e culturali nei quali l’artista operava.

L’esposizione è suddivisa in tre sezioni geografiche, legate alle tre città che hanno rappresentato punti di riferimento formativi per l’artista: Roma, Venezia e Milano. Una speciale attenzione è dedicata ai lavori a tempera per finalità commerciali e alle illustrazioni, presentate nella quasi totalità, che permettono di rilevare l’importanza di questa produzione nell’ambito di una sperimentazione che va dalle primissime prove romane sino agli esiti più compiuti e artisticamente complessi degli anni milanesi. Lo studio delle fonti, ad iniziare dai diari e dalla corrispondenza di Boccioni entro il 1910, in aggiunta alle recenti e approfondite indagini, hanno portato nuovi elementi utili alla conoscenza di questa fase della sua attività. L’accostamento di volta in volta alle opere di artisti come Giovanni Segantini, Giacomo Balla, Gino Severini, Roberto Basilici, Gaetano Previati, Mario Sironi, Carlo Carrà e Giovanni Sottocornola spiega ed illustra le ascendenze, i rapporti visuali e culturali che costruirono e definirono la personalità artistica di Boccioni.

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