Il fantasma della sanità

Un fantasma s’aggira per Correggio. In verità molti fantasmi prosperano in ogni parte d’Italia a tormentare un autunno quanto mai incerto. C’è quello Filoputiniano, che ti mostra il dito medio e si diverte a sbandierare minacce atomiche. Da lontano è in agguato il Fantasma Pandemico, che trascina con fragore catene, chiavi e lucchetti. Poi c’è la Fantasma Luce-Gas che distribuisce sconvolgenti bollette, dettagliatamente incomprensibili. E ti viene incontro suo fratello più giovane, Alfreddoealgelo, con un lenzuolo che non arriva nemmeno a coprire le parti intime. Per non parlare dei capostipiti, che son tornati a terrorizzare attraverso incommensurabili disastri naturali.
Ma il nostro, che si aggira in via Circondaria, tra l’Ospedale San Sebastiano e la Palazzina ex-INAM, detta anche CUP, è un apprendista-fantasma, niente di così minaccioso. Ha un largo accento padano e, al ritmo del liscio “Sole Sale Amore e Mare” della premiata orchestra folk “Bagutti”, volteggia intorno ad ogni cittadino che si avvicina alla sanità pubblica. Fino a non molto tempo fa questo Fantasma Sanitario veniva evocato solamente nelle polemiche di una opposizione politica locale a corto di idee. Adesso invece è un Fantasma Emiliano-Romagnolo vero e proprio, con un càmice ondeggiante al posto del lenzuolo. Impossibile intervistarlo, parla solo “amministrativese”, lingua che si arrotola su se stessa come se si fosse esagerato con lo zucchero. Così ci rivolgiamo alle sue vittime.

D – Signora, vedo che anche lei è stata infastidita dal Fantasma (la signora ha una certa età, come chiunque)
R – Non mi faccia dire quello che penso! Il mio Dottore della Mutua è andato in pensione e ho dovuto cambiare quattro volte il medico. Il primo non parlava italiano, il secondo non rispondeva al telefono, la terza invece rispondeva al telefono tramite un call-center albanese, e la quarta, araba, era gentilissima ma di colpo se n’è andata altrove. E mi sento dire che sono fortunata perché in diversi comuni non hanno nemmeno un dottore!
D – Il Fantasma le avrà spiegato il perché
R – Come no. Pensionamenti in massa dei medici e crisi delle vocazioni nella medicina pubblica. Quello che temo è come si risolverà questo incubo… Intanto la prima soluzione è stata quella di sospendere i percorsi di prevenzione. La seconda di eliminare il Pronto Soccorso; ci resta solo la Croce Rossa. Intendiamoci, è un fantasma garbato, ma io ho una certa età (come chiunque del resto) e dovrei ridurre i fattori di ansia

La coppia che sconsolata siede sulla panchina ha l’aspetto di chi ha visto un fantasma.
Lui – Da non crederci. Vorrei prenotare un esame e il Fantasma mi dice che le prenotazioni sono chiuse. Chiuse, e perché? Dice: “Per evitare che le statistiche mostrino code lunghe anni, il che rovinerebbe la reputazione d’eccellenza dell’Emilia-Romagna mettendola nel mucchio delle altre Regioni. Con l’invecchiamento della popolazione è inevitabile”. E allora? Chiedo. Mi fornisce la soluzione: “Passi di qui ogni tanto a vedere, non si sa mai”. Ma è un ritorno all’età della pietra!
Lei – Vado in reparto e il Fantasma mi dà un numero telefonico. Almeno qui siamo arrivati all’Ottocento, quando fu inventato il telefono. Da allora passo la vita a digitare il tasto 1, il tasto 2, il tasto 3… fino a quando qualcuno risponde invariabilmente “Gli operatori sono occupati, riprovate più tardi, potreste essere più fortunati”
Lui – Sa, io pensavo che i fondi che ci mette a disposizione l’Europa non venissero utilizzati dagli enti locali solo per fare parchi urbani o sistemare muri, visto che quei soldi prima o poi li dovremo restituire alla Comunità Europea. E piuttosto potessero informatizzare e semplificare la Pubblica Amministrazione. “Saremo mica matti! Ripassi a trovarci, facciamo meno fatica!”

Già, il Fantasma Burocratico parla correntemente tutti i dialetti d’Italia. Ma torniamo al nostro Fantasma locale, quello Sanitario.
Il cittadino che sta serenamente composto sulla panchina a leggere il giornale sembra non essere preoccupato.
D – Lei che opinioni ha sul Fantasma Sanitario della mostra regione?
R – Nessuna. Io vado sempre a pagamento. Tempi rapidi, offerta qualificata: quasi sempre sono gli stessi medici che operano o hanno operato nel servizio pubblico. Del resto anche i vertici della Regione ormai benedicono solo investimenti di iniziativa privata, come l’altro giorno a Novellara

C’era una volta il Servizio Sanitario dell’Emilia-Romagna, di cui andavamo orgogliosi perché era efficiente e uguale per tutti. Durante la pandemia aveva retto meglio, tanto che gli altri lo avrebbero dovuto prendere ad esempio. In breve tempo è diventato questo Fantasma qui.

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