Il dopo di noi si è fatto casa

Si chiama Claudia, per abitarvi diversamente

Si è svolta sabato 14 maggio, in una bellissima giornata di sole alla presenza di un folto pubblico, l’inaugurazione di Casa Claudia. Un momento di grande festa che arriva al termine di un lungo percorso di elaborazione culturale, progettuale e realizzativo, accompagnato e sostenuto in modo convinto e partecipe da tutta la comunità del distretto: associazioni di volontariato, società sportive, singoli cittadini… Significativa a tal proposito è stata la presenza dei rappresentanti dei Comuni del territorio con fascia tricolore.
Ha introdotto Elena Luppi, vice presidente della Fondazione Dopo di Noi, che, con competenza ed emozione, ha trasmesso l’importanza del momento e ha fatto commuovere tutti i partecipanti. Poi sono intervenute le autorità e gli invitati.
Ilenia Malavasi, sindaco di Correggio, ha ricordato come questi risultati non si ottengano per caso ma siano frutto di una attenta programmazione, che ha permesso di inserire questa importante struttura all’interno di un quartiere armonioso vocato a tale funzione. Fondamentale è stato il prezioso lavoro di ascolto e di accompagnamento che ha coinvolto l’intera comunità che, con il suo contributo, ha reso possibile questa importante opera. Ilenia ha poi ricordato Claudia Guidetti, preziosa ed instancabile presidente di A.N.F.F.A.S. Correggio, ed Eros Guerrieri, per diversi anni amministratore comunale, consigliere di amministrazione della Cooperativa Il Bucaneve ed importante figura operante nell’ambito sociale.
Sergio Calzari, Presidente della Fondazione Dopo di Noi, ha aperto il suo intervento ricordando una sera del dicembre 2008, quella in cui è stata costituita la Fondazione e si è dato avvio al percorso che oggi ha trovato compimento. Lo ha fatto ricordando le parole di Claudia all’uscita dell’ufficio del Notaio: “forse da questa sera in poi avremo meno assilli a dormire”. La frase ha trasmesso con estrema efficacia le preoccupazioni di tanti genitori con figli disabili che si preoccupano della qualità di vita dei loro figli quando loro non ci saranno più e non potranno dedicare loro l’amore e la cura di sempre. Sergio ha fatto un accorato appello alla comunità perché continui ad accompagnare questa esperienza: “stateci vicini perché abbiamo costruito la casa e adesso bisogna farla vivere, gestirla… dovremo percorrere strade inesplorate e trovare le giuste compatibilità, gli equilibri gestionali ed economici”. La legge regionale ha definito parametri di qualità molto complessi da far coesistere con i costi di gestione. Anche lui ha ricordato Claudia Guidetti ed Eros Guerrieri. Ha chiuso il suo intervento con una considerazione: “per noi Claudia non è più solo un nome di persona ma un’espressione che descrive un modo di essere, un modo di pensare e lavorare per gli altri”.
Luca Borghi, Presidente della cooperativa Andria, ha raccontato come essa abbia aderito con entusiasmo fin dall’inizio a questo progetto, accompagnando la Fondazione nelle varie fasi evolutive del percorso. La collaborazione con la Fondazione Dopo di Noi è una delle “eredità valoriali” che Eros Guerrieri ha lasciato in dotazione, da custodire e coltivare. All’inizio Andria ha fornito in comodato gratuito un’abitazione dove sono state realizzare le prime esperienze, nel fine settimana e successivamente per intere settimane, poi ha eseguito gratuitamente la progettazione e la direzione dei lavori di Casa Claudia, mettendo al centro le esigenze delle persone che l’avrebbero abitata. Borghi ha ringraziato anche tutti i collaboratori tecnici di Andria (geologi, ingegneri, professionisti e consulenti) che hanno fornito le loro prestazioni pro bono per questo importante progetto. Andria, utilizzando l’opportunità del Bando Housing Sociale 2019, ha anche realizzato una sala di comunità, intitolata ad Eros Guerrieri, per favorire l’incontro e l’arricchimento reciproco tra i ragazzi e le ragazze di Casa Claudia, il quartiere, le associazioni e l’intera comunità.
Rossana Zaccaria, Presidente nazionale cooperative di abitanti, ha aperto il suo intervento con la citazione del passo di un libro, “Filosofia della casa”, di Emanuele Coccia: “abitare non significa essere circondato da qualcosa, né occupare una certa posizione dello spazio terrestre. Ogni casa è una realtà puramente morale, costruiamo case per accogliere in una forma di intimità la porzione di mondo – fatta di cose, persone, animali, piante, atmosfere, eventi, immagini, ricordi – che rendono possibile la nostra felicità”. Da queste riflessioni ha preso spunto per ricordare che è in progetti come questi che la cooperazione di abitanti esprime la sua capacità di governance di processi complessi: costruire un quartiere e tenere il filo che cuce diversi altri servizi all’abitare e alla comunità. In questo caso la Cooperativa Andria ha supportato il processo con le sue competenze e soprattutto ha inserito Casa Claudia in un complesso abitativo con un disegno sociale ampio.
Angela Silvia Pavesi, professoressa del Politecnico di Milano, non ha potuto essere presente per problemi personali ma ha inviato il testo dell’intervento, di cui riportiamo uno stralcio. “Sentirsi inclusi in una comunità è una condizione essenziale da realizzare nel Progetto di Vita di tutti, poiché si fonda su quel principio universale che riconosce la condizione di fragilità come valore e la interpreta come risorsa. Praticare l’inclusione attraverso progetti come Casa Claudia significa affrontare un tema cruciale come quello del progetto di vita autonoma fondato sul superamento di ogni forma di abilismo. Significa riconoscere il diritto di tutti alla felicità, indipendentemente dalla loro condizione di vita e di salute sin da quando si immagina e si coltiva l’idea di un progetto per arrivare a vederlo realizzato come oggi… Tutti coloro che hanno collaborato per costruire questo progetto non hanno realizzato solo Casa Claudia ma il loro impegno ha contribuito a costruire una CASA molto più grande dove risiede la cultura dei diritti e della dignità sociale come caposaldo di uno sviluppo giusto ed effettivo”.
Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia Romagna. dopo aver fatto i complimenti per la qualità del progetto realizzato ed aver espresso il suo apprezzamento per il lavoro svolto dall’intera comunità, ha sottolineato l’impegno che la Regione Emilia Romagna ha profuso in questo ambito. Da quando è stata approvata la legge, la Regione ha erogato finanziamenti che permetteranno di realizzare abitazioni capaci di ospitare millecinquecento persone con disabilità. Un dato emblematico ci offre la dimensione del lavoro svolto dalla Regione e l’opportunità di apprezzare questo impegno. La cifra stanziata dalla nostra regione per il fondo destinato alla non autosufficienza è superiore alla somma di quanto stanziato da tutte le altre Regioni messe insieme.
Terminati gli interventi si è proceduto alla benedizione da parte del parroco di Correggio don Alberto Debbi e al taglio del nastro, poi tutti hanno potuto visitare Casa Claudia e rendersi conto di come è strutturata, gustando nel frattempo un buonissimo rinfresco allestito dai ragazzi di “Lavoriamoci”. Raccogliendo i commenti degli intervenuti dopo il taglio del nastro e la visita di Casa Claudia, la considerazione più diffusa è stata: “è molto bella perché è veramente una casa, un luogo carico di armonia e di fascino… qui si può vivere veramente in famiglia in una abitazione molto accogliente”. Domenica 15 maggio le ragazze del “gruppo settimana” della Fondazione insieme a Gabriele Tesauri ed Elisa Lolli di Nove Teatro hanno accompagnato le persone a visitare la Casa, con uno speciale percorso interattivo.

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