Il Disc Golf italiano vola ai Mondiali

Due correggesi ne hanno fatto parte

Pensate ad uno sport recente, insolito, forse improbabile: bene, fatto? A Correggio c’è chi lo pratica. Non ci credete? Beh allora leggete queste righe e vorrete certamente saperne di più.

Dal 17 al 20 agosto si sono disputati in Croazia i Mondiali di Disc Golf, a cui ha partecipato per la prima volta la Nazionale Italiana. Ed ecco lo sport nuovo, strano, che combina vari aspetti di altre discipline già salite agli onori della cronache. Ma cos’è davvero questa specialità?

Il disc golf è una disciplina sportiva in cui si lancia un frisbee per raggiungere il bersaglio, costituito da un cesto metallico. Le regole sono simili a quelle del golf tradizionale e si pratica all’aperto su percorsi composti da nove o diciotto buche: si comincia lanciando il disco da una posizione di partenza (tee), proseguendo dalla posizione di atterraggio del frisbee fino a raggiungere il bersaglio, chiamato canestro. I giocatori devono completare il percorso nel minor numero di lanci totali.

Sono otto i giocatori, due donne e sei uomini, che hanno composto la Nazionale Italiana: si sono confrontati con altre venticinque nazioni per rappresentare il Tricolore. Due di questi sono correggesi: Ivan Pozzoli, direttore di un istituto bancario di Correggio, ed Elisabetta Tosi, neolaureata in fisioterapia, che hanno disputato diversi match in singolo ed in doppio contro Francia, Portogallo, Finlandia, Olanda, Germania, Irlanda, Spagna, Serbia e Ungheria. Queste le loro impressioni, raccolte al ritorno dalla competizione: “è stata un’esperienza fantastica e sopra le aspettative. L’Italia deve ancora crescere a livello di gioco rispetto ad altri Paesi, siamo ritornati ricchi di stimoli e pronti per condividere la nostra passione a chi vorrà avvicinarsi a questo sport in grande crescita”, raccontano.

Uno sport inclusivo ed accessibile a tutti, dagli adulti ai bambini ed anche a chi si muove con la carrozzina. Serve solo un disco per giocare, poiché i bersagli possono essere elementi presenti sul posto come le piante oppure cesti mobili. Non è ancora molto diffuso ma in forte espansione in Italia dove ci sono percorsi con i bersagli fissi in Trentino, Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna. La nostra regione vede la presenza di percorsi a Parma e Bologna ma non ancora nel reggiano, cosa che renderebbe appetibile la zona come meta turistica per professionisti e appassionati. “Nei Paesi nordici ed in America ci sono migliaia di percorsi fissi, dai più facili a quelli costruiti tra le colline, montagne, specchi d’acqua o nelle foreste; siamo sicuri che questo territorio che ci ha accolto così calorosamente non abbia nulla da invidiare a quelli con svariati percorsi fissi. Speriamo che le Amministrazioni locali dimostrino interesse per il nostro sport come hanno già fatto per altri sport “minori”, aiutandoci nella realizzazione di un primo percorso reggiano”, concludono Ivan ed Elisabetta.

È possibile vedere i video dei tornei dei professionisti su YouTube, sul canale dedicato Jomezpro. Per ulteriori informazioni potete scrivere sulla pagina Facebook “IL DISC GOLF asd”. Grazie ai nostri amici “Disc-golfisti” (si potrà chiamarli così? Chissà che non abbia inventato un nuovo termine) Elisabetta e Ivan per averci portato a conoscenza e stimolato la curiosità di conoscere uno sport diverso, un’attività fisica nuova, immersa nella natura. Vi seguiremo ancora, contateci.

Condividi:

Leggi anche

Newsletter

Torna in alto