Il coraggio di fare politica

Dialogo tra Michele Serra e Mattia Santori

Martedì 23 maggio è andato in onda l’evento “E la politica..come salvarla?”. Dialogo tra un venditore di amache e un allevatore di sardine. Uno scambio di pensieri tra Michele Serra, maestro di giornalismo che da oltre 29 anni con le sue “amache” ci racconta il quotidiano e Mattia Santori, giovane portavoce delle Sardine, fenomeno di politica attiva che ha saputo riempire le piazze di tutta Italia. Due generazioni diverse, ma con saldi punti in comune: il valore della comunità, l’importanza della buona politica, la battaglia contro l’indifferenza.

La serata, introdotta dalle note del maestro Franco Battiato, scomparso proprio quel giorno, è stata una iniziativa fortemente voluta. Seppur, si sa, quando si parla di politica si ha sempre la paura di sbagliare, per Primo Piano questa non deve essere considerata un tabù, ma un concetto su cui interrogarsi e per cui partecipare. Nella nostra Carta dei Valori si legge: non coltiviamo nessun disprezzo per la politica. Ne condanniamo invece, con fermezza, le degenerazioni e gli abusi. Ma crediamo nella politica come strumento principe per occuparsi del bene pubblico, per mettere a frutto il pluralismo delle idee, per misurarsi sui problemi della comunità e affrontarli con cognizione di causa e saggezza.

La serata è stata scandita dalle domande dei nostri concittadini Roberto, Maria, Cecilia e Lorenzo, che hanno interpellato i due ospiti con sentiti ringraziamenti e domande sul futuro della politica, della comunicazione e della società in generale.

A più riprese sono emersi concetti quali: la difficoltà di oggi nel distinguere la realtà dalla finzione generata dai media, l’impegno autentico dall’egoistico interesse personale. Mattia ha più volte ribadito che la politica non può essere trainata dalle associazioni, deve essere spinta da qualcosa di diverso, di più strutturato, stabile e continuativo. Perché quando si entra nei palazzi, per forza si è poi costretti a scendere a compromessi. Michele, dal canto suo, ripete come un mantra che solo insieme, solo con la partecipazione di tutti, si può fare buona politica. Perché affidarsi all’uomo solo al comando, ci ha già insegnato il passato, non porta a grandi risultati, anzi. Il futuro dei giovani passa dalla partecipazione, dalla voglia di rendersi protagonisti, proprio come hanno fatto quelle sardine, che pacificamente hanno reso le piazze italiane un pacifico mare. Quei mari Mattia li ricorda bene, ne parla ancora con grande commozione e orgoglio.

Un profondo grazie a Cantine Riunite, Transcoop, Unipol Rental e Cooperativa sociale L’Ovile, perché il loro supporto, in questo momento così difficile per la cultura, è un forte segno di speranza e di rinascita.

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