Il campanone suona per noi

La ricerca di Tienno Tagliavini sulla nostra Torre Civica

Tienno Tagliavini è davvero un’artista poliedrico: pittore iperrealista con influssi pop-art, maestro indiscusso di disegno tecnico e di modellismo, ha deciso di fare un altro grande regalo ai correggesi. Dopo il meraviglioso plastico che raffigura Correggio nel 1685, dopo le bellissime cartografie del Principato, le planimetrie a volo d’uccello della città ed i prospetti di tutti gli edifici che si affacciano su Corso Mazzini (da Porta Reggio a Porta Modena), ha pensato bene di dedicarsi alla Torre Civica, edificio simbolo del centro storico, realizzandone tre modelli in scala che illustrano la sua evoluzione costruttiva.

L’importanza particolare di questa torre non è legata solamente al valore storico e architettonico, ma è dovuta anche al suo essere contemporaneamente Torre Civica e Campanile di San Quirino. Una doppia valenza, che, se ai tempi di Peppone e Don Camillo creò pure qualche problema, esprime ora il fecondo rapporto fra le anime laiche e religiose della comunità, continuando ad accompagnare, con il suono delle sue campane, gli avvenimenti più significativi della vita cittadina.

Questa nuova opera di Tagliavini è stata presentata, nel dicembre scorso, alla sala Conferenze del Palazzo dei Principi, nel corso di un’iniziativa promossa dal nostro Museo, con interventi di Gabriele Fabbrici, Gianluca Nicolini e Valter Pratissoli a nome della Società di Studi Storici. I modelli erano esposti nell’attigua sala Putti, insieme a decine di accuratissimi disegni preparatori. Al termine della mattinata è stato possibile visitare la torre e la sua cella campanaria, dove un membro correggese dell’Unione Campanari Reggiani ha effettuato una dimostrazione di suono tradizionale a mano.

Il primo modello, in scala 1:100, propone un’ipotesi costruttiva risalente alla metà del XIV° secolo, mostrando la torre coronata da merlature rettangolari ed alta circa quindici metri: era fulcro del sistema murario di difesa del quartiere di Castelvecchio, sovrastandone anche il portale principale di accesso.

Il secondo modello, sempre in scala 1:100, ci porta invece al termine del XV° secolo: l’ipotesi costruttiva trae ispirazione dal campanile di San Quirino visibile nell’affresco, attribuito al Correggio, noto come la “Madonna dei limoni”. La torre attenua la sua funzione militare: nel 1459 Manfredo da Correggio aveva dotato la città di una nuova cerchia muraria più esterna. Adesso raggiunge i trenta metri di altezza, con la sommità perimetrata da eleganti merlature a coda di rondine; è inoltre completamente coperta da una guglia piramidale in legno.

Il terzo modello, stavolta in scala 1:50, mostra la torre nella sua attuale conformazione, dopo le opere di restauro terminate nel 2017 (seguite alle scosse sismiche del 1996 e del 2012). Il modello è privo della parete esterna verso ovest, in modo da mostrare tutta la disposizione interna dell’edificio, con le varie rampe di scale e la successione dei piani, fino ad arrivare alla cella campanaria: qui sono riprodotte fedelmente l’incastellatura lignea e tutte le sette campane nella loro effettiva dislocazione.

La più importante tra queste è il
Campanone civico, “al Campanoun” nel ricordo dei più anziani, del peso di circa ventisette quintali e con un diametro di 153 centimetri, voluto dalla Comunità correggese nel 1709 in sostituzione di una precedente, risalente al 1567. Si tratta di un bronzo finemente istoriato con iscrizioni di carattere sacro e medaglioni a bassorilievo raffiguranti San Quirino, gli stemmi di Correggio, degli Estensi e di alcune casate correggesi.

La campana fu realizzata dal parmigiano Piero Bosi. Venne probabilmente fusa al piano terra della torre e poi issata, attraversando i vari piani, fino alla cella campanaria. La cittadinanza partecipò attivamente con raccolte di materiali e di metalli, anche preziosi.

Abbiamo poi il fondamentale concerto delle cinque campane bronzee, volute dal Parroco di San Quirino Don Bruno Corradi nel 1949, in sostituzione di quelle requisite durante il periodo bellico. Queste campane furono installate dalla ditta Colbacchini e denominate: Grossa, Mezzana, Mezzanella, Quarta e Quinta; il loro peso varia dai 10,5 ai 2,9 quintali ed il diametro da 106 a 74 centimetri.

Nel 2012, per completare la scala musicale, è stata montata l’ultima campana, denominata Sesta, che pesa 1,6 quintali ed ha un diametro di 63 centimetri. Dedicata ai compatroni di Correggio, San Luigi Gonzaga e San Romano di Condat, è stata voluta dal parroco di San Quirino Don Fernando Borciani, in ricordo dello scampato pericolo dal sisma del 2012, e pertanto soprannominata Fernanda. I modelli realizzati si fermano alla fine del XV° secolo; apprendiamo però, dalla sua pagina Facebook, la volontà del maestro Tagliavini di metterne in cantiere altri, arrivando fino al secolo scorso.

L’impegno per realizzare il plastico e queste ultime opere è stato enorme; chi conosce bene Tienno ricorda l’inizio nel 2010 e le migliaia di ore di lavoro impiegate per la redazione di centinaia di planimetrie, l’esecuzione di rilievi in loco, le modellazioni in scala, le visite a biblioteche e ad archivi storici.

Le campane (anno, diametro, peso) 1. Campanone civico (1709, d. 152, q.27) 2. Grossa (1949, d. 106, q.10,5) 3. Mezzana (1949, d.97, q.7) 4. Mezzanella (1949, d.85, q.4,85) 5. Quarta (1949, d.80, q. 4,1) 6. Quinta (1949, d.74, q.2,9) 7. Sesta (2012, d.63, q.1,6)

 

Bene ha fatto allora il Consiglio Comunale a conferire solennemente a Tienno Tagliavini, nella seduta pubblica del 15 dicembre scorso, la Civica Benemerenza della Città di Correggio.
Nel corso della cerimonia sono intervenuti, con accenti di grande riconoscenza, l’assessore alla Cultura Gabriele Tesauri e, per i gruppi consiliari di maggioranza e di minoranza, i consiglieri Stefano Giovannini e Gianluca Nicolini. Queste le parole, per l’occasione, del Sindaco Fabio Testi: «Ci tenevamo molto a riconoscere solennemente il suo lavoro di artigiano ed artista. Tienno Tagliavini ha messo a disposizione la sua passione e le sue grandissime capacità tecniche per la realizzazione di vere opere d’arte, realizzate a mano attraverso una scrupolosa ricerca storica ed una maniacale attenzione ai particolari. Tienno ha anche deciso di donare al nostro Comune questo patrimonio di cartografie e di plastici che raccontano la storia di Correggio e che permetteranno a tantissimi studenti di leggere l’evoluzione storica della nostra città. Vedere tali opere, scoprire tanta bellezza, credo permetterà anche a qualcuno di loro di avvicinarsi all’arte della cartografia e del disegno a mano libera. Grazie a questo dono oggi abbiamo a disposizione un patrimonio culturale di cartografie che pochi altri Comuni possono vantare. È una ricchezza che dovremo conservare con grande cura, valorizzandola al meglio, affinché i nostri cittadini possano prenderne visione ed apprezzarne l’altissima qualità, oltre a riconoscerne il valore nella ricostruzione della storia urbanistica della nostra Città».

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