I rustici agricoli, da salvare e ripensare

La rassegna Miniature suggerisce idee sul tema

La rassegna MINIATURE è diventata un appuntamento culturale ricorrente, promosso da un gruppo di giovani architetti che vogliono far apprezzare al grande pubblico la loro missione professionale e l’importante funzione dell’architettura e dell’urbanistica. La materia viva in cui mettono le mani è la fruizione del nostro territorio. Di questo prezioso bene comune a Correggio, come in tutto il nostro Paese, si parla troppo poco in tempi correnti, salvo vederlo tornare di attualità quando i problemi del degrado, dell’abbandono o ancora della tragedia dovuta a cause naturali ce lo sbattono in prima pagina, per qualche giorno.

Ecco, per fortuna, una nuova edizione di MINIATURE.

È stata allestita Via Cairoli, civico 17, per parlare questa volta di campagna e delle sue case.

Come si era affrontato il tema di possibili interventi contemporanei sul centro storico, ora si mostrano esempi e progetti sui rustici, spesso abbandonati e, a volte, in rovina. Si mostra quanto sia possibile salvare il patrimonio storico-testimoniale delle aree agricole, ripensandone gli usi e le funzioni.

La prima giornata ha visto un’interessante conferenza dell’arch. Andrea Ricci, ricercatore dell’Università di Firenze, sulle ville palladiane, raccontate quali primo esempio di unione delle funzioni abitative di rappresentanza del proprietario agli spazi necessari alla conduzione del fondo agricolo, senza alcun imbarazzo, realizzando un’inusuale fattoria signorile.

Con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti la conferenza è stata anche riconosciuta quale evento formativo rivolto ai professionisti di settore.

Durante la fiera di San Luca sono stati poi riaperti gli spazi allestiti per raccontare i temi affrontati direttamente ai cittadini e per innescare un dibattito e un interesse ancora acerbi, ma che parlano dei luoghi e degli spazi della nostra quotidianità.

Approfondire varie modalità contemporanee di soluzione dei problemi che stanno affliggendo il territorio, che sia la campagna o il centro storico, rende tutti gli abitanti di questo territorio più consapevoli e sensibili. Serve cultura per capire come si possa intervenire sugli spazi viventi senza pregiudizi e senza affidarsi a soluzioni immediate, che spesso non rispondono alla peculiarità dei luoghi da modificare. Studiando, si può cercare l’inaudito giustificato, ragionevole e pensato.

Anche in quest’occasione, come in tutte quelle passate, è stato realizzato un video da parte di Marcello Casarini e Mariarosa Davolio, che riflette e approfondisce con uno sguardo diverso il tema affrontato.

Si parla dei “Disabitanti”, che vivono, abbandonano e, magari, tornano nei luoghi, sempre più vuoti anche di storia.

È necessario aggiungere storia nuova, stratificandola, se si vuole continuare a riconoscerla, ad abitarla e a tramandarla in modo vivo e utile, senza relegarla solo in un museo.

Complimenti ai nostri architetti e … spazio, almeno qui in Primo Piano, a chi raccoglie le loro suggestioni per approfondirle e ampliarle verso nuovi territori d’indagine e di lavoro.

 

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