I piumini, deltaplani del pioppo

Anche quest’anno lo spettacolare fenomeno del volo dei piumini di pioppo non si è fatto attendere. Anzi, è arrivato con una ventina di giorni di anticipo rispetto alla norma, a causa delle alte temperature registrate negli ultimi mesi. Queste singolari “nevicate” sono un fenomeno tipico del paesaggio emiliano-romagnolo, che per la pianta hanno lo scopo di diffondere i propri semi, anche a distanze considerevoli, garantendo così il mantenimento di una delle più tipiche piante autoctone del nostro territorio.

I piumini in effetti non sono altro che una sorta di deltaplano di cui la natura ha voluto dotare i semi di pioppo per permettere loro di volare lontano dal luogo nel quale sono stati generati. Non si tratta quindi di polline, come spesso erroneamente si è portati a credere, perché la fecondazione del fiore di pioppo, rispetto al momento in cui iniziano le copiose nevicate di fine aprile, è avvenuta già da più di un mese. Per lo stesso motivo non esiste alcun rischio di allergie visto che il piumino, che botanicamente si chiama “pappo”, così come anche il soffione del tarasacco (dialettalmente ‘pésa-a-let’), è composto di cellulosa proprio come il cotone, notoriamente anallergico.

Peraltro, per questa sua singolare caratteristica il pioppo viene anche chiamato “albero del cotone” nel gergo anglosassone.Per quanto riguarda eventuali effetti indesiderati della lanuggine è quindi più corretto parlare di fastidio o prurito, mentre le allergie da polline concomitanti con il volo dei pappi sono esclusivamente da imputare alle graminacee, che fioriscono nello stesso periodo. Il fenomeno dei piumini, peraltro altamente infiammabili, non si manifesta ogni anno con la stessa intensità, visto che basta una pioggia, anche leggera, per placarne lo spettacolare effetto, talmente magico da convincere Fellini ad immortalarlo nel suo film “Amarcord”.

É anche vero però che non tutti i pioppi producono i piumini. Il “populus”, il nome botanico del pioppo, è una pianta dioica così come l’ortica, il kiwi od il salice: questo significa che esistono i pioppi maschi, che producono solo fiori maschili che portano gli stami e che sono piante impollinanti, e pioppi femmina che producono solo fiori femminili il cui organo riproduttivo è il pistillo. L’impollinazione fra le due infiorescenze avviene per mezzo del vento, tecnicamente detta anemofila, e perché questo accada è necessario che la distanza fra i due generi non sia così eccessiva. Ovviamente solo i pioppi femmina, o le “pioppe” nella vulgata dialettale, producono i piumini.

 

ARTIFIZI DELLA NATURA

L’esempio dei piumini del pioppo è uno fra i tanti fenomeni messi in atto dalla natura per assicurare il mantenimento e la diffusione della specie vegetali. Molte piante lasciano cadere i semi ai propri piedi, altre hanno fruttificazioni per le quali sono stati previsti tragitti più lunghi.

Pensiamo al seme dell’acero, dotato di alette che vengono fatte volteggiare da aliti di vento che le trasportano, oppure a quei semi che galleggiando nell’acqua possono raggiungere destinazioni ancora più lontane. Anche gli animali contribuiscono alla disseminazione: alcuni semi vengono ingeriti dagli uccelli e solo dopo essere stati attaccati dai succhi gastrici degli stessi potranno germinare nel luogo dove verranno casualmente deposti, altri sono invece ricoperti di spine che si attaccano al pelo degli animali e con essi si spostano a distanze considerevoli prima di trovare l’occasione per cadere su di un substrato che li farà germogliare.

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