Hic natus est Antonius laetus

La casa del Correggio, tra miseria e nobiltà

Ieri

Dalle fonti dell’epoca sappiamo che la famiglia Allegri possedeva la casa in cui sarebbe nato Antonio già prima della metà del XV secolo. Situata nella zona conosciuta come Borgovecchio, a ridosso delle mura cittadine, la casa fu ampliata da Pellegrino Allegri (padre di Antonio) nel 1529 attraverso l’acquisto di un edificio adiacente più piccolo. Venduta da Pomponio Allegri (figlio di Antonio) alla famiglia Paris nel 1550, la casa passò poi di mano più volte, prima all’Ospedale Santa Maria della Misericordia, poi alla famiglia Sogari-Bresciani e infine alla famiglia Pironi nel 1600. In seguito lo stato della casa Allegri e degli altri edifici divenne talmente fatiscente e degradato da essere indicato come “Ca’ rotte Pironi”.

Casa natale di Antonio Allegri – 1879-1880; Foto Bassi

Nel 1752 il sorvegliante ducale Francesco Contarelli (di un’antica famiglia nobile correggese) l’acquistò, con cinque piccole case adiacenti, direttamente dai loro proprietari. Le precarie condizioni dello stabile lo indussero a procedere immediatamente alla demolizione dell’isolato e alla riedificazione, tra il 1754 ed il 1755, dell’edificio.
Ne risultò, con tutta probabilità, un edificio porticato (secondo la consuetudine del tempo e le tradizioni locali) di poche stanze, senza cortiletto interno, con il piano terreno adibito a bottega e servizi, e col primo piano abitabile. Il tutto risultava in linea con le altre case prospicienti le mura di ponente, secondo una tipologia in parte ancora conservata in alcune abitazioni della stessa via.
Avendo un lato anteriore esposto a sud, con un piccolo ma arioso giardino, la casa venne immediatamente convertita in stalla e rifugio per le carrozze. Questo uso improprio portò a un rapido declino dell’edificio, che minacciò la sopravvivenza stessa del luogo di nascita di Antonio Allegri. Nel 1811, nel tentativo di salvare la situazione, una piccola lapide in pietra (che è ancora lì) fu montata sulla facciata recante un’iscrizione scritta da Setti, uno storiografo correggese, che dichiarava: “Hac in aede natus est Antonius Allegri anno 1494.

Con il passare degli anni, il livello di degrado della casa peggiorò al punto da causare disprezzo tra i cittadini, in particolar modo di quelli influenti. Così un gruppo di essi (tra cui Luigi, Ferdinando e Raffaele Asioli), nell’agosto 1852, inviò una lettera di protesta al Podestà per criticare il comportamento di Caterina Contarelli, ultima proprietaria, paragonando il suo disinteresse all’ “irriverenza dei barbari”, che avevano fatto “una vile stalla” dell’unico ricordo del “Maestro” ancora presente nella sua città natale. Una “vergogna che pesa su questa città e di cui si parla in tutto il mondo”. La situazione non migliorò dopo la morte della Contarelli, quando la proprietà fu lasciata alle Opere Pie e la casa, diventata un cumulo di pietre vacillanti, fu messa in vendita.

Ne seguì un’aspra lotta che fu sollecitata da calunnie anonime malevole e che seguì fino al 1854, quando la casa fu “riscattata dal disonore del destino a spese di ventuno cittadini devoti al divino pittore e alla loro città”. I restauri furono iniziati alla fine del 1800 e immortalati con un’iscrizione, redatta dal letterato e patriottico Prospero Viani, su un blocco eretto al centro del cortile nel 1880.
Cinquant’anni dopo, nel 1931, la scuola materna della città fu trasferita nella casa nel tentativo di restituire dignità all’edificio e vi restò fino al 1964

Oggi

Dopo il radicale restauro del 2006-2007, vi hanno trovato definitiva sede gli uffici della Fondazione Il CORREGGIO” e il Centro di Documentazione Allegriano “CORREGGIO ART HOME”.
Un sogno diventato realtà, così si potrebbe definire questo centro di documentazione e studi, inaugurato il 12 maggio 2007 e dedicato alla vita e alle opere del pittore correggese Antonio Allegri. Grazie alla volontà e all’impegno economico dell’Amministrazione comunale, in sinergia con la Fondazione “Il Correggio” e la Regione Emilia-Romagna.

Correggio si è dotata di un nuovo polo culturale, una struttura moderna e funzionale in cui è possibile reperire tutte le pubblicazioni, le informazioni, i dati, le notizie, i documenti e le immagini riguardanti il celebre artista rinascimentale, e che si caratterizza per una sezione scientifica, una sezione didattico-divulgativa e un’attività coinvolgente-spettacolare, con soluzioni originali. Il centro di documentazione intende essere un luogo di riferimento internazionale, non solo per gli studiosi del periodo, ma in generale per tutti gli appassionati d’arte.

Fabrizia Amaini

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