Gli Asioli, due secoli e mille talenti

Una vera e propria famiglia di artisti, gli Asioli di Correggio. Musicisti, pittori, incisori, letterati e tenori che, nel corso di un secolo, hanno creato capolavori in ogni campo artistico: c’era specialmente la musica, però, nel sangue della famiglia. Già nel 1500 si parla di una famiglia Asioli, ricca e con uomini di talento, abitante nel reggiano. Più avanti si nomina un certo Francesco Asioli, che aveva dato alla luce i “Primi scherzi di chitarra”, stampati nel 1674. Decaduta per vicende politiche, la famiglia abitò prima a Bagnolo, poi a San Michele. Uno dei rami si stabilì a Fazzano, dove Giuseppe Asioli, agricoltore, a metà Settecento abitava un fondo della famiglia Cattania in qualità di affittuario. Giuseppe componeva anche musica, perlopiù sacra, ed allietava col suo violino la piccola corte di Paolo Rango d’Aragona, marchese di san Martino d’Este. Morì nel 1790.

Suo figlio Quirino venne ad abitare a Correggio città dopo il suo matrimonio. Fu padre di otto figli (quattro maschi e quattro femmine, tutti dotati di talento artistico), cui inculcò l’amore per le arti e soprattutto per la musica: per istruirli aveva costruito un organetto. Quirino alternava la costruzione di orologi (nel 1783 realizzò l’orologio che spicca oggi sul culmine dell’ex Palazzo della giustizia in Corso Mazzini) alla riparazione e al rifacimento di organi da chiesa; lui stesso era organista e si dedicava anche alla direzione musicale.

Figli di Quirino Asioli: Giovanni, Luigi, Bonifazio, Giuseppe, Rosa, Maria, Luigia, Angiola.

Giovanni (1767-1831): primogenito, fu maestro di suono e di canto, ottimo suonatore d’organo e clavicembalo, direttore della scuola di musica e maestro di cappella di Correggio.

Luigi (1778-1815): fanciullo prodigio, come il fratello Bonifazio, iniziò le sue composizioni a otto anni, fra cui diverse messe che ottennero il plauso universale. Dotato di una bella voce tenorile, amava cantare in pubblico le sue canzoni: nel 1804 si trasferì a Londra, al seguito di Milady Beverly. Qui ebbe molto successo per le composizioni di musica da camera, che l’editore Monzani stampò e divulgò. Morì a Londra nel 1815 a soli trentasette anni: alla sua morte i giornali di Londra e Parigi ne pubblicarono grandi elogi.

Bonifazio (1769-1832): molto versato alla musica. A cinque anni, al ritorno da una messa, replicò a memoria sul cembalo di casa una sonata appena eseguita dall’organista della chiesa. Il padre, intuitone il genio, lo iniziò subito allo studio della musica. Occorreva denaro per pagare un bravo maestro, così chiese aiuto agli amici e al Comune, che raccolse fondi per inviare il ragazzo a Parma come allievo di Angelo Morigi, direttore dell’orchestra di Corte. Da lì la sua carriera di musicista fu sempre in ascesa, con composizioni sacre e strumentali, oltre ad opere teatrali. Dal 1808 al 1814 (periodo napoleonico) fu direttore, Maestro di composizione e Censore del “Regio Conservatorio di Musica” di Milano; poi fu a Bologna e a Venezia, dove fu maestro di cembalo, flauto e violoncello. Pur vivendo lontano, non dimenticò mai la sua Correggio, in cui ritornava non solo per visite alla famiglia, ma soprattutto per veder rifiorire la musica nel suo paese. Ritornato dopo il 1814, acquistò il palazzo d’angolo fra le odierne via Asioli e via san Francesco e riformò la vecchia scuola di musica, portando da quattro a dodici il numero degli alunni che potevano accedervi gratuitamente, quindi donò al pubblico di Correggio la propria casa: divenne un Conservatorio di musica, giacché in quasi tutte le stanze s’incontravano giovinetti che ripetevano o ricevevano lezioni di canto o di suono. L’Asioli provvedeva costantemente all’insegnamento degli alunni, cui forniva strumenti vari da lui comprati, creando suonatori di corno, fagotto, flauto, clarinetto, violino e violoncello per formare un’orchestra. Il 18 maggio 1832, alle ore nove e tre quarti della sera, Bonifazio Asioli spirò. Le esequie furono celebrate nel Duomo e la spoglia fu tumulata nel cimitero della Madonna della Rosa. In occasione delle celebrazioni del primo centenario della sua morte, l’urna con le sue ceneri venne trasportata nella chiesa di san Sebastiano, dove si trova pure l’urna del fratello Giuseppe. Nel luogo è stata realizzata anche una lapide con epigrafi in suo onore. Nel 1880 gli è stato intitolato il Teatro Comunale.

Giuseppe (1783-1845): fu ottimo cembalista che a Londra suonò insieme a Johann Baptist Cramer, il più celebre pianista dell’epoca. Portato al disegno, copiava dipinti e stampe con facilità ed esattezza. Studiò l’arte dell’incisione a Bologna. Morì a Correggio, dove aveva aperto un’Accademia per scolari. Ottenne di essere iscritto al libro della nobiltà di Correggio.

Anche le quattro sorelle di Bonifazio erano versate nella musica. Due di esse, Maria e Luigia, erano squisite soprano.

Figli di Giuseppe Asioli: Luigi, Ferdinando e Raffaele (i tre fratelli presero parte dapprima ai moti del 1848, poi alla seconda guerra d’indipendenza nel 1859, militando fra le file garibaldine).

Luigi (1817-1877): dal 1828 al 1837 fu studente presso l’Accademia di Belle Arti di Modena, poi di Bologna, dove si specializzò nel copiare a matita dal vero. Dipinse vari Ritratti, alcune cromolitografie e numerosi quadri religiosi, fra cui L’apoteosi di San Quirino (affresco collocato nel catino dell’abside della Basilica di San Quirino) e San Girolamo (quadro collocato nella chiesa di San Sebastiano). Stabilitosi poi a Modena, dove si sposò, l’Asioli fu professore di pittura  nell’Accademia della città. Nel 1878 fu promotore di una sottoscrizione per concorso alle spese del Monumento ad Antonio Allegri da situare nella sua città.

Ferdinando (1822-1905): professore di Letteratura e Storia nell’Istituto di Belle Arti di Modena, compositore di melodrammi, fu molto attivo nella politica. Leader del movimento di liberazione di Correggio nel 1859, fu poi eletto Podestà, carica in seguito mutata col nome di Sindaco e tenuta per un triennio.

Raffaele (1819-1899): critico d’arte, fu insegnante di musica nel Civico Collegio di Correggio e direttore della banda cittadina.

 Figli di Ferdinando Asioli: Adolfo, Enrichetta e Carolina

Adolfo: fu Regio Commissario straordinario a Livorno, caposezione delle leggi e della beneficenza pubblica al ministero degli interni a Roma nel 1890.

Figli di Adolfo: Luigi, Amelia, Elena Luigi (1883-1945): ingegnere, fu ultimo discendente di questo ramo della famiglia Asioli: visse e morì a Roma. Il 14 novembre 1961, la vedova Maria Bonacini vendette al Comune di Correggio i beni culturali degli Asioli di cui era in possesso, insieme ad altre donazioni.

Condividi:

Rubriche

Torna in alto