Given

Given

È un periodo florido per i documentari, in particolare per quelli che ritraggono persone intente a condurre stili di vita alternativi. Non so se sia una necessità di rottura con il “logorio della vita moderna”, ma osservare qualcuno che affronta l’esistenza in modo diametralmente apposto a quello occidentale ha sicuramente qualcosa di rassicurante, o comunque degno di interesse.
Given mette in scena le interminabili peregrinazioni della famiglia Goodwin: i genitori sono due surfisti professionisti che hanno scelto di crescere i loro bambini in maniera decisamente poco ortodossa, viaggiando per tutti i continenti e vivendo di caccia e pesca, oltre che della cooperazione con le popolazioni locali.
Given, il primogenito, è la voce narrante della pellicola, ed è coi suoi occhi che il film ci racconta il mondo: un mondo primordiale, fatto di sussistenza, ma allo stesso tempo sempre diverso, stimolante e foriero di grandi lezioni di vita, sempre impartite dal saggio padre. La secondogenita True, nata durante il viaggio, è invece oggetto delle costanti attenzioni della madre, che la protegge ma allo stesso tempo la introduce alla vastità della Terra.
Poi, ci sono le immagini: l’Oceano, i ghiacci, grandi deserti e verdi vallate, paesaggi mozzafiato abilmente ripresi con droni ad altissima risoluzione.
Al primo impatto si direbbe che questo film sia quanto di più moderno e “figo” si possa trovare sulla piazza, ma sarebbe un’analisi quantomai fallace: il linguaggio è estremamente semplificato e simbolico, ma povero di reali contenuti. Vorrebbe convincerti che valga la pena mollare tutto per cacciare granchi con un bastone aguzzo alle Fiji, compiendo un supposto segno di purezza, di riconciliazione con la natura. Sarebbe bello, peccato che la vita sia molto più complicata di così.
L’altra grande pecca del documentario è la sua natura estremamente patinata, che cozza con la durezza del lifestyle famigliare: sembra sempre la cara, vecchia famiglia del Mulino Bianco, solo che va in giro per le Ande con un furgone scassato invece di stare in una tranquilla casa di provincia.

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