Giovani e benessere psicologico: come va a Correggio?

I dati di Pro.di.Gio mostrano la forte richiesta di ascolto

Il tema della salute mentale dei giovani e degli adolescenti ha guadagnato nel tempo sempre più importanza. Come spesso accade, questo ha diverse ragioni: oltre a una generale maggiore sensibilità nei confronti del tema a livello di società, è ormai stato a più riprese dimostrato come la recente pandemia e le restrizioni messe in atto per contenerla abbiano avuto le sue conseguenze maggiori, in termini di salute mentale, proprio sui più giovani. A questo si somma poi la maggiore disponibilità di strumenti, conoscenze e figure professionali in grado di identificare e trattare questo tipo di bisogni.

Con la fine dell’anno scolastico appena trascorso, sono stati compilati i dati sugli sportelli psicologici presenti nelle scuole del nostro territorio. Osservarli è un’occasione per aprire una riflessione che cominci innanzitutto da numeri e dati oggettivi. Primo Piano lo ha fatto insieme all’associazione Pro.di.Gio, che dal 2000 coordina progetti di psicologia scolastica nella provincia di Reggio Emilia. Si tratta di una prima introduzione a un tema molto più ampio, che Primo Piano ha intenzione di approfondire nei mesi a venire; ma che, come ogni cosa, necessita di un primo passo.

L’associazione Pro.di.Gio è presente in quarantacinque sedi scolastiche di diciotto comuni della provincia di Reggio Emilia; in queste scuole, garantisce la presenza di uno psicologo almeno per un giorno a settimana in orario scolastico. Agli sportelli possono accedere studenti, genitori, docenti e altro personale scolastico. Il lavoro di Pro.di.Gio non si esaurisce nella sola figura dello psicologo: l’obiettivo è creare e mantenere un fitto lavoro di rete, che coinvolga la scuola e le istituzioni al suo esterno. Per questo, nei comuni in cui è presente, Pro.di.Gio coinvolge anche servizi sociali e sanitari, società sportive, parrocchie, terzo settore, amministrazioni comunali.

Gli sportelli attivati da Pro.di.Gio si trovano in scuole primarie (ex “elementari”), secondarie di primo grado (ex “medie”) e secondarie di secondo grado (ex “superiori”). Quello per le scuole primarie è uno spazio di ascolto rivolto prevalentemente a insegnanti, ma a cui accedono anche genitori. Nelle scuole secondarie di primo grado, lo sportello si rivolge a studenti, docenti, genitori e personale scolastico; lo stesso accade nelle scuole secondarie di secondo grado. In tutti i casi, lo sportello è inteso come luogo di ascolto, punto di riferimento e talvolta di progettazione, che non assolve però alle funzioni di diagnosi o presa in carico; ed è anche per questo che il lavoro di rete permette di coinvolgere professionisti esterni, nei casi in cui questo sia necessario.

Veniamo ai dati che riguardano il distretto di Correggio. Nell’anno scolastico appena concluso, allo sportello della scuola primaria si sono rivolti 225 utenti, per un totale di 358 accessi. Più della metà degli utenti sono docenti (il 56%), mentre il 41% sono genitori. Bisogna considerare che chi usufruisce di questo servizio ha la possibilità di tornarci, di norma fino a quattro volte se necessario; per questo il numero degli accessi totali è maggiore del numero degli utenti singoli. Nelle scuole secondarie di primo grado, allo sportello si sono rivolti 358 utenti, per un totale di 868 accessi. Quasi la metà degli utenti sono studenti (il 45%), mentre il resto è equamente diviso tra genitori e docenti. Infine, allo sportello delle scuole secondarie di secondo grado di sono recati 245 utenti, per un totale di 405 accessi. La percentuale del numero di studenti sul totale degli utenti ricalca il dato della scuola secondaria di primo grado (43%), mentre notiamo che gli accessi dei docenti (36%) sono maggiori di quelli dei genitori (19%).

Riassumendo, il servizio è utilizzato da tutte le figure che ruotano intorno alla scuola, con una prevalenza degli studenti nella scuola secondaria di primo e di secondo grado. Osservando invece l’evoluzione dei dati rispetto ai diversi anni scolastici, si notano due cose. La prima – più semplice da spiegare – è un aumento marcato dell’utilizzo del servizio durante gli anni scolastici interessati dalla pandemia. Questo è perché Pro.di.Gio aveva ottenuto per quel periodo un maggior numero di ore in cui attivare il servizio, anche se online. Tale ammontare di ore è servito per rispondere a una richiesta che, lo confermano i numeri, è stata maggiore.

Il secondo aspetto che salta all’occhio è il fatto che – periodo pandemico a parte – non ci sia stato negli anni un incremento notevole nell’uso del servizio in quanto a numero di utenti e accessi. Si potrebbe quindi pensare che sia stato raggiunto il numero massimo di persone interessate a questo servizio, ma non è così. Come ha spiegato a Primo Piano il direttore di Pro.di.Gio, Lauro Menozzi, il motivo è che vengono sempre utilizzate tutte le ore disponibili. In pratica, il dato è stabile perché quelle sono tutte le ore che lo sportello può fare, ma questo non significa che non ci sarebbe un’ulteriore domanda. Da almeno dieci anni, il servizio è quasi sempre stato pieno e viene spesso raggiunto il totale del monte ore disponibile ancor prima della fine dell’anno scolastico; cosa che porta talvolta a una sospensione anticipata del servizio prima della fine della scuola. Se si potesse avere più ore a disposizione, quelle ore verrebbero utilizzate. Lo dimostrano i dati della pandemia, ma anche le richieste sempre più numerose; motivo per cui è ora presente anche un “filtro” a monte, per privilegiare le richieste più urgenti.

Le ore disponibili sono legate ai fondi a disposizione, che sono limitati; e questo nonostante la nostra provincia e la nostra Regione siano esempi virtuosi in questo senso. Investire in questi servizi è una scelta: lo psicologo scolastico non è parte dell’organico scolastico, come lo sono ad esempio gli insegnanti. Pro.di.Gio è esterna alle scuole, ma ha la possibilità di entrarci grazie al supporto della pubblica amminstrazione, delle scuole e dei docenti referenti. Questo non accade in altre province e altre Regioni, nonostante il bisogno di questo servizio non conosca confini. Tra le fragilità e i motivi per cui le persone si rivolgono agli sportelli, secondo Menozzi l’aspetto più rilevante e trasversale è la “fragilità degli adulti”. Genitori e docenti faticano a portare avanti il proprio ruolo e dare ai ragazzi ciò di cui hanno bisogno. Si registra un aumento di casi di ansia, aggressività, abbandono scolastico; aspetti esacerbati e motivati proprio dalla mancanza di guida, secondo l’esperienza di Pro.di.Gio. Un secondo tema rilevante è la maggiore precocità di certe problematiche: l’uso di sostanze e il fumo emergono ora già dagli undici anni, mentre dai sei anni si nota invece un aumento di manifestazioni di ansia e aggressività nei bambini. Le cause sono varie, complesse e non riducibili a poche parole; nel suo piccolo, Primo Piano se ne occuperà in futuro.

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