La testimonianza di Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa

Correggio e Primo Piano hanno ascoltato Pietro Bartòlo, il medico di Lampedusa che da venticinque anni accoglie, cura o certifica le morti dei migranti che arrivano o vengono recuperati nel mare dell’isola. Il Teatro Asioli era gremito in ogni ordine di posti e in molti non hanno potuto entrare per le norme di sicurezza.

Con questa straordinaria testimonianza la “Giornata della Memoria” è diventata non il racconto di una lontana terribile vicenda ma la realtà di un dramma che si consuma qui da noi, nei nostri anni e nei nostri giorni e per cui verremo giudicati mano a mano che l’attualità si farà memoria.

Quotidianamente in prima linea negli interventi, Bartòlo tra l’altro nel 2013 si è adoperato, nonostante fosse stato appena colpito da ischemia, nei salvataggi del più grande naufragio avvenuto davanti alle coste di Lampedusa, 368 morti su 500 naufraghi. Da anni rivela al mondo queste tragedie civili e umanitarie e ha raccolto dai sopravvissuti le loro storie in due libri (un terzo sta per uscire) e nel film “Fuocoammare” di Rosi.

I Correggesi hanno risposto con partecipazione alla sua testimonianza accompagnata da immagini terribili e anche dolci. Un personaggio che senza retorica e senza nascondere le proprie paure e propri sentimenti ha messo ognuno di fronte ad un ineludibile esame di coscienza. «Mi chiedono in tanti come fare a dare un aiuto. Io rispondo: non venite a Lampedusa, che siamo organizzati per il nostro lavoro; ma fate ognuno di voi qualcosa per queste persone, aiutatele come potete; soprattutto non consideratele solo dei numeri e informate gli altri su come stanno le cose veramente.»

Cliccate qui per guardare l’intervista a Pietro Bartolo andata in onda su Telereggio!

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