Giavauto da 25 anni per l’automobilista

Per ivan giavarini la benzina non è tutto

Correggio, si sa, è patria di persone operose che con il proprio ingegno hanno creato realtà imprenditoriali di successo in tanti campi. Nel mondo dei servizi, un nostro concittadino ha raggiunto quest’anno il traguardo dei 25 anni di attività: parliamo di Ivan Giavarini, “Giava” per tanti. Ivan è il titolare di Giavauto, che ha il suo ben visibile quartier generale a San Prospero, sulla statale per Reggio. Il cane a sei zampe e l’ampio tetto “giallo ENI” vedono lì un costante movimento di mezzi motorizzati, per rifornirsi di carburante e non solo. Il sito web di Giavauto, che già dice tanto, come il profilo dei social media, spicca per colori e freschezza, segno di una propensione all’innovazione non così frequente in questo campo. Curiosi di conoscere meglio un benzinaio un po’ atipico, abbiamo incontrato Ivan sul luogo di lavoro, dove ci ha accolti con un sorriso e tanta energia.

 

Ivan, tutti gli automobilisti correggesi prima o poi sono passati qui almeno una volta. Come ti è nata l’idea di offrire un “full service” per l’auto?
«Quando ho iniziato, nel 1996, non avevo certo in mente di espandermi come sono oggi! Semplicemente ero un ragazzo con tanta voglia di lavorare e grazie al supporto del papà, che mi aiutò tantissimo nella gestione, scoprii subito una grande passione per questo lavoro. Partii qui al “Ponte di Marina” dall’impianto della Metano San Salvo che avevo appena rilevato. Fino al 2008 abbiamo gestito solo questo impianto, cercando di ampliare però sempre di più i servizi offerti agli automobilisti».

 

Quindi non solo un distributore di carburante…
«In effetti no. A parte il periodo iniziale in cui ho imparato il mestiere da zero, per il resto ho cercato di fare in modo che l’automobilista che si trovava da noi per il classico rifornimento potesse usufruire di altri servizi, per ottimizzare il tempo della sosta e avere un soggetto di fiducia a cui rivolgersi per la sua auto. “Il pane è la benzina, ma se mangi un panino vuoto non c’è gusto”: questo è diventato nel lavoro il mio primo motto! Così nel 2001 ho acquistato sempre in quest’area l’autolavaggio di Giorgio Vezzani ed ho ampliato l’attività con i servizi di gommista e di officina meccanica».

 

Hai portato per primo il metano per auto a Correggio, no? Quando?
«Vedendo quanti automobilisti dovevano andare a Reggio o a Carpi per il rifornimento di metano, il desiderio di aprirne uno anche a Correggio c’è sempre stato, ma solo dopo otto anni dall’inizio dell’attività abbiamo potuto effettivamente farlo. Fino ad allora non si poteva perché la legge stabiliva una distanza minima di 13 chilometri tra due impianti vicini. Poi una modifica normativa la dimezzò. Così nel 2004 riuscimmo a fare questo importante passo e ad ampliare la clientela».

 

E tutto il resto che compone Giavauto oggi?
«Chi mi conosce sa che io, per natura, non sto mai fermo» dice ridendo. «Quando poi ami il tuo lavoro ci prendi gusto!» e mi racconta dei tanti investimenti: in via della Pace a Correggio, con il negozio pilota per bombole Liquigas e barbecue, poi a San Martino in Rio dove aveva rilevato l’impianto di carburante vicino all’ex Miss Deanna, poi l’impianto Eni a Castellarano e successivamente a Reggio Emilia dove gestisce la stazione Eni in tangenziale in zona Campovolo e infine, nel 2016 quando rileva lo storico impianto Eni in Viale Repubblica a Correggio. Davvero un ritmo incalzante!».

 

Quel logo Giavauto su tante auto a noleggio che si vedono in giro?
«Si tratta di un’attività che ho avviato in via sperimentale nel 2012, con sole tre auto per vedere se poteva funzionare, dato che a Correggio non c’era tale realtà. La scelta si è rivelata azzeccata; adesso Giavauto ha una flotta di cento autovetture e un dipendente che segue full time questo servizio capillare per privati e aziende. Facciamo poi anche da punto di appoggio per alcuni importanti marchi internazionali di autonoleggio».

 

Poi fate anche le revisioni, no?
«Sì, nel 2018 ho rilevato dalla ditta Corghi la società Pegaso, in Via Modena, storica azienda di revisione auto. Mi è sembrata una buona occasione per completare, con un passo importante, un ventaglio di servizi per l’auto a 360 gradi. Abbiamo affidato Pegaso ad una persona che se ne occupa a tempo pieno, perché si tratta di una tipologia di attività che necessita di molta attenzione. Ecco allora che è entrato in scena mio figlio Matteo, che ha 25 anni e che si è rivelato un valido collaboratore».

 

Problemi con i concorrenti?
«La concorrenza è l’anima del commercio! Un altro mio motto è: sono colleghi e si collabora!».

 

Dopo il parco auto, veniamo al parco uomini. Quanti collaboratori hai?
«Tra Giavauto e Pegaso, nel 2020 siamo arrivati a venti dipendenti, oltre a me, mio figlio e mia moglie Federica, che segue l’amministrazione con un lavoro prezioso. Ho poi una socia nel distributore di Reggio, dove abbiamo la licenza per l’attività di bar, ristorante e catering. Inoltre con l’attività di autolavaggio sto collaborando con due cooperative sociali per portare avanti l’inserimento lavorativo di giovani richiedenti asilo: un progetto che mi sta particolarmente a cuore e che mi ha dato la possibilità di capire tante cose».

 

C’è un terzo motto che calza per te, Ivan: chi si ferma è perduto!
«Che ci posso fare? Il movimento è nella mia natura. Non amo stare con le mani in mano. Questo alla lunga può essere un problema per chi mi sta vicino, ma posso dire questa mia caratteristica mi ha aiutato quando tre anni fa ho dovuto affrontare una malattia importante che mi ha costretto ad un fermo forzato per alcuni mesi. L’ottimismo non mi ha mai abbandonato e grazie a questo e all’affetto della mia famiglia sono di nuovo qui, con tante idee che mi frullano in testa!».

 

Dalle tue parole, Ivan, traspare un legame profondo con la famiglia.
«Certamente. Avere un’attività a conduzione familiare è un modo bellissimo di vivere la famiglia; certo ci sono divergenze di opinioni, ma ci si ragiona e si cresce insieme. Penso in particolare a mio figlio Matteo ma anche al più giovane, che adesso ha 14 anni e che spero possa sviluppare le sue capacità come ho fatto io. Permettimi però un ringraziamento particolare a mio padre Giorgio. Senza di lui non sarei diventato l’uomo che sono oggi; mi ha dedicato tutto il suo tempo e mi ha aiutato tantissimo per fare crescere le mie aziende e per migliorare la mia persona. È a lui che voglio dedicare questo traguardo dei 25 anni di Giavauto».

 

Non ci resta che augurare a Ivan “Giavauto” Giavarini un felice proseguimento di attività per i prossimi 25 anni, curiosi di vedere quali saranno le sue prossime mosse di fronte, per esempio, alla sempre maggiore diffusione dell’auto elettrica. Una bella sfida per chi è nato benzinaio. Se il pane è la benzina, come dice il suo motto, che companatico sarà la batteria elettrica? Ma siamo certi che il suo rovello imprenditoriale saprà cogliere le opportunità di questo cambiamento.

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