Gianco: un pioniere dello stampaggio della plastica

La foto, risalente agli anni Cinquanta, spazia su una veduta di lavoratrici intente al loro mestiere. Non è ben visibile il materiale maneggiato, ma dal colore si può capire si tratti di oggetti in plastica, verosimilmente tappi. La Ditta è la “GIANCO”, sigla derivata dal nome del proprietario, Corrado Gianfranceschi, che iniziò l’attività all’incirca nei primi anni quaranta del Novecento. Gianfranceschi fu pioniere dello stampaggio della plastica a Correggio e nel Reggiano, uno di quegli inventori che diede vita a un’indiscussa creatività che lo portò a ideare la ‘chiusura Gianco’ (la chiusura di sicurezza in plastica), ma non solo: in seguito, depositò altri 42 brevetti.

C’è chi ricorda quel contenitore in plastica, color giallo-rosa, contenente la penicillina in pomata da spalmare sulle ferite, che veniva prodotta dalla locale azienda farmaceutica Recordati. E c’è chi dice fosse stato l’inventore del tappo dei liquori, tipo la ‘Vecchia Romagna’, che permetteva la fuoriuscita lenta del liquido.

All’inizio ebbe come socio Paolo Bosi che, dopo la scissione della società, originò un’azienda ancor oggi fiorente nel campo della plastica: la PIBIPLAST.

Con le sue invenzioni e le sue idee, Gianco è stato un punto di riferimento e modello per molti imprenditori che intrapresero attività simili, e di sviluppo di numerose aziende metalmeccaniche che si occupavano di fornire stampi e macchine di supporto. Chi voleva avviare un’attività in quel settore, si dice andasse da lui per imparare il mestiere, e così si crearono in città e nelle vicinanze numerose succursali di stampaggio vincolate, in una certa misura, all’azienda madre.

Nel 2011, in occasione delle celebrazioni della fiera di san Quirino, gli fu dedicato un premio alla creatività e all’innovazione nazionale nelle aziende e nella ricerca del settore plastico”. cui si accompagnò una mostra nella sala Putti del Palazzo dei Principi di Correggio.

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