Giacomo e il diavolo per i nostri giovani

L’impegno di Daniele Pietri, assessore a Rio Saliceto

“No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto questo è successo perché non ne avete più voluto sapere!” (Giacomo Ulivi, Lettera agli amici)

Due uomini stanno a braccetto nel parco di Rio Saliceto. Uno sarà eternamente giovane, inchiodato ai suoi diciannove anni dallo sparo che gli ha tolto la vita. L’altro ha lo sguardo gagliardo di chi non invecchia mai, anche se le primavere sono passate.
Sono Giacomo Ulivi e Germano Nicolini, partigiani che il Comune di Rio Saliceto ha voluto ricordare con una stele disegnata da Pasquale “Pax” Serra, inaugurata lo scorso 25 aprile. La stele di metallo è stata materialmente realizzata e donata dalla ditta Righetti.
Per sapere come è nata questa idea incontro l’assessore a Scuola, Cultura, Politiche giovanili, Associazionismo e Progetti Europei del Comune di Rio Saliceto, Daniele Pietri. «Il legame con il comandante Diavolo e Giacomo Ulivi nasce da lontano. Nel 2018 l’Amministrazione comunale ha voluto intitolare il parco che oggi ospita la stele a Giacomo Ulivi proprio su proposta di Germano Nicolini, che ha sempre ricordato Giacomo ed il suo esempio: una vita spezzata a diciannove anni per i valori della libertà e dell’antifascismo». Con Nicolini c’è stata una solida e lunga collaborazione, che ha portato alla nascita di un documentario sulla sua storia, “Non camminiamo da soli”».
Giacomo Ulivi, nato nel 1925 in provincia di Parma, era uno studente universitario della facoltà di Legge. Aderì alla Resistenza dopo l’8 settembre 1943 ma venne catturato e fucilato il 10 novembre dell’anno seguente, nella piazza del Duomo di Modena. È stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria. «Abbiamo voluto realizzare questa stele per dare nuovo impulso alla festa della Liberazione a Rio, che per forza di cose negli ultimi anni è stata di tono minore. Nel 2022 invece abbiamo voluto creare, oltre al tradizionale corteo, anche un momento di musica e condivisione, per rivivere tutti insieme il significato profondo di questa ricorrenza».
Molto importante è stata la partecipazione alla celebrazione di cinque giovani stranieri ed italiani di seconda generazione residenti a Rio, accompagnati dalle loro famiglie. «Hanno preso parola per leggere i loro pensieri sulla festa della Liberazione, facendolo sia in italiano che nella lingua delle loro famiglie. Un vero 25 aprile di pace, di cui oggi abbiamo disperatamente bisogno. Non dimentichiamo che la guerra non è solo in Ucraina, e tanti di questi ragazzi hanno famiglie che arrivano da paesi in cui ci sono conflitti in corso». Nelle parole, nei pensieri e nelle speranze di questi giovani ci sono i valori della Resistenza: libertà, pace, uguaglianza, no ad ogni discriminazione. I ragazzi sono stati anche protagonisti di un laboratorio sui valori antifascisti, con la realizzazione di un cartellone che è stato esposto nel giorno della Liberazione.
Il Centro Giovani spegnerà quest’anno venti candeline. Una realtà importante, che non ha conosciuto crisi nemmeno con la pandemia. «Passato il momento più duro, abbiamo deciso di potenziare il numero di pomeriggi di apertura, portandoli da tre a cinque. Abbiamo sempre cercato di fare rete per coinvolgere il più possibile tutti i giovani del territorio: in primis con la scuola, con il progetto “Per non perdere la strada”, che intercetta il disagio giovanile e cerca di dare risposte personalizzate, a scuola e nel tempo libero. L’operatore storico del centro giovani, Marco Pellegrini, è un vero e proprio punto di riferimento per le famiglie dei ragazzi, ed è capitato che famiglie straniere appena arrivate sul territorio si rivolgessero subito a lui per avere informazioni sull’iscrizione a scuola dei figli».
Parlando ancora di memoria, sono tante le iniziative proposte ai ragazzi che frequentano scuole e centro giovani. «Con Istoreco abbiamo posato due pietre d’inciampo per ricordare i cittadini di Rio Saliceto che vennero internati dopo l’8 settembre in Germania come IMI (acronimo di Internati Militari Italiani). Le classi delle scuole medie hanno partecipato ad un vero e proprio laboratorio di ricerca storica per ricostruire la vita dei fratelli Bruno e Delminio Friggeri. La posa delle pietre è avvenuta il 20 aprile, nel cartellone delle iniziative della Festa della Liberazione; si trovano in via San Ludovico 56, ultima dimora dei fratelli prima della deportazione, prima tappa di un più lungo percorso che vedrà prossimamente la posa di altre pietre in memoria dei cittadini riesi».
Negli stessi giorni, in collaborazione con la Biblioteca Comunale, i ragazzi del Centro hanno poi partecipato alla presentazione del libro “Ricordi durante il Covid-19” di Imola Ferrari, nata nel 1934 a Rio Saliceto: nel suo libro di memorie ha ripercorso le fatiche e i sacrifici di una vita, dedicando diversi capitoli al periodo della dittatura fascista e della guerra, che lei visse bambina. Tutte iniziative sono pensate e coordinate insieme alla sezione locale dell’ANPI e alla sua Presidente Elena Melegari, sempre pronta a ‘fare memoria’ come processo attivo, attualizzandolo a favore delle nuove generazioni, ripercorrendo la nostra storia e costruendo una memoria collettiva.
In cantiere a Rio Saliceto ci sono diverse novità rivolte ai giovani. «Entro l’anno ultimeremo la riqualificazione della sala di storia locale della biblioteca in ottica polifunzionale, grazie ad un cofinanziamento relativo ad un bando regionale. La sala verrà dotata di postazioni multimediali e di uno spazio per il coworking. Altra collaborazione nascente è con il centro studio e lavoro “La Cremeria” di Cavriago, con l’obiettivo di mappare le aziende del territorio, equilibrando il rapporto tra domanda e offerta a favore dei giovani del territorio in cerca di impiego, creando anche un vero e proprio Informagiovani, sportello fisico di informazione ed orientamento.
Nelle prossime settimane sarà infine terminato, proprio vicino al Centro Giovani di Piazza Iqbal, il nuovo BikePark, che comprenderà una pista da ciclocross ed un’area di educazione stradale alla quale potranno accedere i giovani del territorio ma anche le scuole per specifici progetti, realizzati anche in collaborazione con la Polizia Locale. BikePark intitolato a Leo Brunetti, imprenditore riese e grande appassionato di ciclismo, oltre che sponsor di varie iniziative sia a livello locale che nazionale, come “Il Gran Premio città di Rio Saliceto e Correggio”, disputato dal 1994 al 2004».

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