Facciamoci sentire!

Con Libera contro le mafie il 12 e 21 marzo a Correggio e Reggio Emilia

Lunedì 21 marzo a Reggio Emilia si terrà la manifestazione regionale in occasione della Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. 

In tutte le regioni d’Italia, Libera, la rete associativa antimafia fondata da don Luigi Ciotti, assieme a istituzioni, scuole, associazioni, a tanti giovani e cittadini attenti e sensibili, camminerà a fianco dei familiari di chi è caduto innocente per mano mafiosa.
Lo slogan della Giornata di quest’anno è Ponti di Memoria per unire idealmente il ricordo del sacrificio di tanti a chi oggi vuole reagire contro la criminalità che avvelena la democrazia, l’economia pulita e la società.

La scelta per l’Emilia-Romagna è caduta sul nostro capoluogo di provincia perché anche qui da noi è ormai certa una penetrazione diffusa delle mafie.

I riflettori si sono accesi e le porte del carcere si sono aperte agli imputati accusati di far parte o di sostenere il crimine organizzato, in particolare la ‘ndrangheta attiva qui da noi da diversi anni.
Tra poche settimane si aprirà presso il tribunale di Reggio il dibattimento del processo Aemilia che vede ben 147 imputati.

Da Correggio, il 21 marzo, in tanti dovremo raggiungere il piazzale antistante la stazione ferroviaria di Reggio Emilia, dove alle 9 si formerà il corteo che attraverserà la via Emilia e raggiungerà poi piazza Prampolini. Davanti al municipio potremo ascoltare la lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie.
Potremo dimostrare che la terra dei sette fratelli Cervi, di don Pasquino Borghi, dei caduti del 7 luglio 1960, ha la volontà di ricacciare indietro chi sta macchiando una comunità tra le più civili, solidali e responsabili d’Europa.

Certamente, aver capito tardi di non essere immuni dalle mafie rappresenta una ferita che fa male.
Tanto più che ancora non siamo riusciti a definire una vera strategia comune, coinvolgente ed efficace, per isolare e respingere la criminalità organizzata.

Un prerequisito necessario è di non autoassolverci, cercando magari di scaricare tutto su qualche capo espiatorio, addossandogli ogni responsabilità. Contro le mafie dobbiamo poi far fronte comune, evitando divisioni, frutto magari di miope speculazioni politiche che fanno solo l’interesse di chi vogliamo combattere. 

Certo, in un ipoteticoelenco di gravità, ci sono gli atti criminali di alcuni, le connivenze di “colletti bianchi” e operatori economici autoctoni, le mancanze di organi dello Stato preposti al controllo dell’ordine pubblico e al rispetto della legge, la miopia politica e sociale di alcuni leader delle comunità locali, ma anche l’indifferenza o addirittura l’indulgenza di tanti di noi. 

Proviamo, ad esempio, ad interrogarci su quale atteggiamento adottiamo rispetto alle attività che più alimentano le mafie e rovinano le persone: lo spaccio delle droghe pesanti, il gioco d’azzardo illegale, la prostituzione schiavizzata dai clan, il riciclo del denaro sporco, il commercio di prodotti dalla provenienza sospetta…  

La giustizia ora farà il suo corso. Noi cittadini potremo comprendere meglio cosa e come è successo tutto questo ed agire di conseguenza, senza deleghe eccessive, facili giustificazioni, scarico delle responsabilità, per far diventare questa nostra terra impermeabile agli appetiti mafiosi. 

Uno dei Cento passi verso il 21 marzo, ovvero le iniziative promosse in tutta Italia per informare e sensibilizzare i cittadini sui temi al centro della giornata della Memoria e dell’Impegno, farà tappa a Correggio.
Libera assieme alla CGIL ha organizzato un incontro a Palazzo Principi sabato 12 marzo alle ore 16, con Sabrina Pignedoli che presenterà il suo libro “Operazione Aemilia: come una cosca di ‘ndrangheta si è insediata al nord”. 

L’autrice reggiana, giornalista di Carlino Reggio, è sotto scorta per le minacce subite a seguito delle sue inchieste sulla ‘ndrangheta in salsa reggiana. Assieme a lei proporranno le proprie valutazioni Matteo Alberini della Cgil reggiana e Manuel Masini referente del coordinamento provinciale di Libera. L’incontro verrà condotto da Francesca Nicolini, referente correggese di Libera. 

La presenza attiva della nipote del comandante partigiano “Diavolo”, all’anagrafe Germano Nicolini primo sindaco di Correggio dopo la Liberazione, non può che evocare la suggestione di un ideale passaggio di testimone tra le lotte della Resistenza al nazismo e al fascismo e l’impegno contro le mafie di Correggio e dei correggesi. Una nuova bella pagina di etica civile che insieme possiamo nuovamente scrivere. 

Lo dobbiamo, oltre che a noi stessi, ai tanti che si sono sacrificati per la nostra libertà, per un’Italia più giusta e democratica.

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