Erminio Corghi, un uomo indimenticabile

Il suo ricordo a cinquant’anni dalla morte

Il 24 novembre 1968, all’età di soli 45 anni, morì Erminio Corghi, l’imprenditore che, assieme al fratello Remo, fondò la grande azienda correggese nel 1954. «Non l’ho mai sentito alzare la voce con un dipendente»: lo ricorda così Germano Campari, collaboratore del gruppo e della famiglia Corghi. Campari entrò in Corghi appena diplomato, come perito elettrotecnico, nel novembre 1961 e si guadagnò presto la fiducia di Erminio. Stette per anni al suo fianco nell’ufficio tecnico, per disegnare e progettare di tutto un po’.

«Erminio era una persona mite, ma autorevole. Infaticabile, curioso, geniale nell’osservare e nell’inventare soluzioni tecniche per le necessità che intuiva aprirsi negli anni del boom, per l’industria e per i consumi». Il ricordo di quell’uomo straordinario è ancora vivissimo in Germano. Un piacere ascoltarlo. Racconta i vari passaggi dell’azienda Corghi, delle sedi e dei prodotti con i quali si cimentò, prima di diventare leader mondiale nelle attrezzature per gommisti.

Riparazioni radio nel primo negozio di Piazza Garibaldi, poi registratori per i richiami degli uccelli pro-cacciatori (la calamita con l’usignolo ne è testimone fedele, nel logo aziendale), stabilizzatori di tensione per i televisori, macchine per maglieria, lavatrici, lavastoviglie, prototipi di utensili ed apparecchi tra i più disparati. «Stimolava tutti noi, con il suo esempio. Incoraggiava a cimentarsi nelle innovazioni tecniche e a promuoversi imprenditori, cosa che poi fecero in tanti, da Terzino Spaggiari, fondatore della SPAL (con Alberto Alberti) a tante altre figure note a Correggio e non solo».

L’imprenditore Giovanni Zagni, oggi contitolare della CGM, trasse profitto, anche lui, da quel felice incubatore. «Entrai in Corghi, nel laboratorio per le radio, già nel 1952, appena sedicenne. Restai fino al 1962, quando uscii e fondai con altri due soci la SICE, poi riacquistata, anni dopo, dal gruppo Corghi stesso. La passione di Erminio era eccezionale, così come l’estro creativo. Sapeva valutare d’istinto le qualità delle persone e valorizzarle al meglio. Si gettava a capofitto nella lotta per trovare soluzioni tese a rendere più accessibile un oggetto di consumo e meno faticoso il lavoro per chi lo produceva. E ne usciva sempre vittorioso».

Zagni ricorda le visite che Erminio organizzava in pullman alla Fiera Campionaria di Milano con i sui dipendenti, ogni anno. Ricorda la “cassetta delle idee” che Corghi voleva nell’ingresso aziendale, per raccogliere ogni tipo di suggestione innovativa da dipendenti e clienti. «Tra i tanti prototipi, lavorai alla sua idea del “cicerone elettronico”, per illustrare un monumento ai turisti, su nastro registrato; era l’antesignano delle moderne audioguide. Poi ad un rasoio elettrico, nuovo per concezione.

Mai fermi un minuto. Erminio dava spazio. Sapeva convincere e valorizzare chi era con lui». Una bella scuola quella di Corghi. Protagonista del decollo dell’industria e dell’artigianato made in Correggio. Del resto, di decolli Erminio Corghi se ne intendeva: fu, infatti, campione italiano di aeromodellismo. Era la sua grande passione extra-lavoro. Indimenticabile, quell’uomo.

 

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