Eran trecento, giovani e belli, i conigli del Parco

L’assessore Viglione: l’abbandono prima causa della loro morìa

Da qualche anno a questa parte il nostro parco urbano ha attirato dei nuovi frequentatori, che l’hanno apprezzato talmente tanto da farne la loro casa. Come avrete letto nella “Intervista Improbabile” dello scorso numero, stiamo parlando dei conigli. La situazione, però, si è complicata, prima per il sovrappopolamento, poi per l’improvvisa morìa degli animali. Ne ho parlato a lungo con l’assessore all’ambiente Giovanni Viglione, che si occupa del problema. Ecco una sintesi della lunga chiacchierata con lui, che ringrazio per la disponibilità a nome della redazione.

Assessore Giovanni Viglione

 Le prime segnalazioni della colonia di conigli nel Parco della Memoria di Correggio risalgono al 2016. Si presume che gli esemplari siano arrivati in seguito ad abbandoni da parte di privati cittadini e che, con una successiva proliferazione e nuovi abbandoni, abbiano raggiunto le centinaia di individui. Nelle segnalazioni del 2020 si parla di numeri simili a quelli di oggi, tra i trecento e i cinquecento esemplari.

La colonia principalmente è composta dai coniglio nano, il cui nome scientifico è Oryctolagus cuniculus, un mammifero appartenente alla famiglia dei Lagomorfi – Leporidae. È stato introdotto a metà del Novecento come animale domestico. Il coniglio nano è un animale di taglia piccola, con un peso medio di uno o due chili. Ha un pelo morbido e soffice che può essere di colori differenti: tra i più diffusi marrone, nero, grigio e bianco. Questo animale è docile e affettuoso, ama stare in compagnia. Tuttavia, come tutti gli animali domestici, necessita di cure ed attenzioni che includono un’alimentazione sana e un’idratazione regolare, esercizio fisico e visite veterinarie. Un aspetto importante da ricordare è la riproduzione: la coniglia può avere da quattro a otto cucciolate all’anno e da tre a dodici piccoli per cucciolata. Sicuramente la colonia presenta diversi ibridi, ma quasi tutti gli individui mantengono le caratteristiche del coniglio domestico, non selvatico.

I conigli si sono poi espansi oltre i confini del parco urbano, raggiungendo i luoghi limitrofi. Un’altra colonia si è sviluppata presso San Prospero di Correggio, vicino ai campi sportivi, probabilmente sempre a causa di abbandoni da parte dell’uomo. La presenza all’interno di un ecosistema come quello del Parco della Memoria non crea di per sé un danno ambientale, tuttavia un sovraffollamento può portare ad un disequilibrio ambientale ed esporre la colonia ad un rischio maggiore di contrarre malattie comuni per questi roditori. Non vivendo nel loro habitat naturale, quello domestico, sono maggiormente in pericolo. Un numero così elevato di esemplari può portare fastidi alla cittadinanza, a causa dell’ingente numero di escrementi e tane presenti. Il rischio per l’uomo è pressoché nullo, ad eccezione di luoghi come la pista d’atletica, la piscina esterna e i parchi giochi per i bambini, dove la presenza di tane può effettivamente portare a un possibile pericolo per chi li frequenta.

Negli ultimi mesi la colonia è stata colpita dalla rapida diffusione di un virus che colpisce solo conigli e lepri, la mixomatosi: viene trasmessa attraverso diversi ditteri, come le zanzare, o tramite qualche esemplare malato abbandonato. Inoltre, il caldo anomalo ha contribuito alla creazione di un’ambiente favorevole alla propagazione della malattia. Questo virus ha una mortalità del 90% circa, ma in commercio sono presenti vaccini preventivi. È anche possibile somministrare un vaccino d’emergenza che, tuttavia, può solo aumentare le possibilità di sopravvivenza del soggetto infetto.

Appena iniziato il mandato della nuova Amministrazione Comunale sono stati chiesti diversi preventivi, ma il costo ad esemplare per vaccinazione, sterilizzazione e cattura varia tra i duecento e i trecento euro, IVA esclusa. Tali costi hanno reso insostenibile un intervento per stabilizzare definitivamente la colonia. Per arginare il problema si stava lavorando a piccoli interventi ciclici, chiedendo aiuto alle associazioni animaliste, ma l’avvento del virus ha bloccato questa progettazione.

Si è  immediatamente attivato un protocollo per il recupero delle carcasse, più volte a settimana. Il passo successivo è stato interfacciarsi con l’ASL veterinaria che ha fornito aiuti logistici e con cui si sono stabiliti i passi successivi insieme. Attualmente si sta effettuando la rimozione delle carcasse e il recupero degli esemplari ad uno stadio avanzato della malattia. Così facendo, stiamo osservando una diminuzione del contagio provocato dalla mixomatosi. Si è effettuato anche un censimento degli esemplari che manifestano la malattia e di quelli apparentemente sani, quindi asintomatici, grazie al contributo delle Guardie Ecologiche Volontarie. Il passo successivo è il recupero degli individui sani e malati. Per i soggetti sani si sta valutando la vaccinazione, la sterilizzazione e la microchippatura, per riconoscere i conigli di proprietà del Comune, identificare subito i nuovi abbandoni e gestire al meglio la situazione. Diventeranno a questo punto prioritari anche la sensibilizzazione e il controllo sull’abbandono di questi animali. La responsabilità grave è di chi ha deciso di abbandonare questi conigli. I motivi, che siano il fastidio per alcuni suoi comportamenti in casa, come il rosicchiare tutto, o i costi di mantenimento e delle visite periodiche dal veterinario, non giustificano il prendersi la responsabilità di adottare un essere vivente per poi abbandonarlo in un parco pubblico. L’obiettivo, con il contributo delle associazioni e di esperti del settore, sarà contrastare questo fenomeno e contemporaneamente responsabilizzare il cittadino nella scelta di adottare un animale domestico e cosa comporta abbandonarlo. Questa volta si parla di conigli, ma il discorso vale per tartarughe, cani, gatti ed uccellini da compagnia.

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