Era la nostra fabbrica, la Gioconda

Le vicende dello storico maglificio in mostra

C’è una storia tutta al femminile che ha caratterizzato il territorio di Correggio. Una storia di lavoro, di conquiste, di diritti e di emancipazione, avvenuta tra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni novanta. Quest’esperienza viene ricordata ancora oggi con orgoglio e nostalgia da molte ex lavoratrici. Stiamo parlando del maglificioLa Gioconda”, una realtà produttiva nata dall’imprenditoria coraggiosa di Pietro Gibertoni e Nelson Giovanardi: avevano investito in più settori produttivi, puntando sulla maglieria in modo lungimirante tramite l’esportazione internazionale. La lunga storia del maglificio è stata raccontata attraverso una mostra iconografica documentaria allestita, in occasione della fiera di San Luca, nel Palazzo Principi di Correggio; un’esposizione arricchita da un docufilm, realizzato da Andrea Foroni, con le interviste ad alcune ex lavoratrici. Il Coordinamento Donne Spi Cgil provinciale e di Correggio – in collaborazione con il Comune – ha promosso la realizzazione di questi strumenti divulgativi attraverso le interviste delle protagoniste e dei rappresentanti sindacali che hanno vissuto la storia di quei decenni gloriosi, portando alla ribalta luoghi, immagini, memorie, conquiste, strumenti di lavoro, progetti e schizzi, che sono diventati patrimonio collettivo della storia della “grande trasformazione” a Correggio. Il progetto ha valorizzato un contributo editoriale, uscito nel 2015, dal titolo “Era la nostra fabbrica”, promosso dal Centro Lucio Lombardo Radice: il volume ha raccolto le memorie delle lavoratrici del maglificio di Correggio, curate da Lena Catellani e da un gruppo di ex dipendenti. Lena, insieme a Chiara Barigazzi e alla stilista Luisa Tirelli, ha ideato anche l’allestimento della mostra a Palazzo Principi. Le lavoratrici de La Gioconda hanno contribuito a realizzare una produzione di successo nel settore della maglieria, determinante nel panorama produttivo degli anni del boom economico e dello sviluppo sociale a Correggio. Non una fabbrica qualunque, bensì aggettivata come “la nostra fabbrica”: un luogo condiviso di esperienze e creatività, di cooperazione e di conquiste sindacali, di vertenze su orario, salario, pause, salute e sicurezza sul luogo di lavoro, conquistando il diritto a servizi alla persona come gli asili nido. Per le donne che hanno preso parte a questa avventura produttiva, è stata un’occasione per creare un’esperienza orgogliosamente d’avanguardia per Correggio e per il distretto del tessile. Il lavoro su Correggio, tra l’altro, raddoppia l’investimento di ricerca sociale realizzato nel 2021 con le lavoratrici di Bagnolo de La Gioconda. Il progetto del Coordinamento donne SPI Cgil si inserisce nel filone “La memoria che ci lega”, un percorso che vuole rimarcare il valore delle memorie soggettive e collettive delle donne del territorio attraverso il lavoro, le conquiste e l’emancipazione conquistate negli anni settanta e ottanta, iniziando dai primi passi degli anni sessanta. La responsabile del distretto SPI Cgil Laura Bartoli, che insieme ad Emanuela Tonacci del Coordinamento donne SPI ha promosso la mostra sul maglificio, ha evidenziato quanto il lavoro di queste donne sia stato prezioso per la comunità. «Ho avuto l’occasione, in questi mesi, di lavorare con un gruppo di ex lavoratrici della Gioconda, di conoscere ed ascoltare tante donne che hanno preso parte a quest’avventura produttiva, portando testimonianze preziose per la memoria collettiva del lavoro sul nostro territorio. Esperienze di avanguardia femminile per il distretto tessile, che in quegli anni si concentrava tra i territori di Carpi e Correggio. Quel famoso “modello emiliano”, un’organizzazione della vita economica che ha saputo combinare efficienza ed equità, crescita e coesione sociale».

Emanuela Tonacci e Laura Bartoli

 

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