Emissioni zero, sì, in campagna

L’agricoltura di oggi, quella che guarda al proprio futuro con lungimiranza, sta riservando sempre maggior attenzione all’ambiente. Questo accade in diversi ambiti, sia in funzione delle esigenze degli agricoltori che delle opportunità offerte da tecnologie innovative. Fra i tanti fronti non è secondario quello della riduzione dei consumi di carburante delle macchine agricole che, peraltro, sono sempre più potenti e performanti (se di ultima generazione). Il rinnovamento è già avviato da diversi anni, con innovazioni che interessano sia il fronte della riduzione delle emissioni, sia le opportunità offerte dall’utilizzo dei motori elettrici. La riduzione dei consumi di gasolio, visto che le macchine agricole utilizzano nella quasi totalità dei casi questo tipo di carburante, la si è ottenuta con motori di nuova generazione: rispetto a quelli di macchine ormai obsolete, sono in grado di richiedere minori quantitativi di carburante a parità di potenza (e molto spesso anche a fronte di una potenza superiore). Addirittura le macchine agricole più moderne, grazie ad apparecchiature elettroniche specifiche, sono in grado di autoregolarsi nel numero di giri necessario in funzione dell’operazione che stanno eseguendo (e quindi dello sforzo richiesto al trattore stesso). In questo modo una macchina agricola moderna di potenza elevata avrà consumi di carburante che varieranno in funzione della potenza richiesta, racchiudendo in una unica trattrice le caratteristiche di potenza e di consumo energetico sia di una macchina grande che di una macchina piccola. In modo particolare con queste tecnologie vengono addirittura azzerate le emissioni nei momenti in cui il trattore è acceso ma improduttivo, come per esempio le fasi di manovra, nelle quali non è richiesta potenza. Una sorta di “start and stop” come quello che si trova sulle vetture, che però non spegne il trattore ma lo porta ad un regime di giri minimo: la regolazione dei giri, inoltre, è sempre proporzionale alla potenza richiesta per tutte le ore nelle quali il trattore lavora. Questa tecnologia, da sola, vale il dimezzamento dei consumi di carburante e, pertanto, delle emissioni. Non sarà forse questo a risolvere i problemi dell’inquinamento ambientale ma se ogni settore, per quanto possibile, facesse la sua parte, sia nelle grandi che nelle piccole cose, le prospettive potrebbero migliorare.


E l’elettrico trova campo

Saranno anche state motivazioni di praticità e di comfort, ma sta di fatto che l’agricoltura dei nostri giorni sta diventando sempre più elettrica, silenziosa e soprattutto energeticamente autosufficiente.
Gli esempi potrebbero essere tanti, a partire dalle forbici elettriche per la potatura per arrivare ad attrezzature più impegnative come i carri raccolta per la frutta o trattori, ai quali si sta seriamente approcciando.
Premesso che al momento i mezzi agricoli sembrano non essere coinvolti nei programmi di eliminazione dei motori a combustione annunciato per il 2035, quello che è molto interessante osservare sono le effettive opportunità applicative nelle campagne e, soprattutto, le tranquillità offerte dalle analogie con soluzioni di grande successo già affermate da tempo. Prendiamone ad esempio due in particolare: i carrelli elevatori elettrici e i robot per rasare il prato. I carrelli elevatori elettrici, ampiamente diffusi da decenni in tutte le nostre industrie, sono un esempio e una prova concreta di affidabilità.
Una soluzione che per similitudine potrebbe essere traferita in ambito agricolo, dove il problema dell’ingombro delle batterie, della loro autonomia e dei tempi di ricarica non sono gli stessi che preoccupano gli automobilisti e sono del tutto simili a quelli (pienamente gestibili) del settore industriale. Il fatto di operare in ambiti circoscritti e nelle vicinanze di un centro aziendale attrezzato giocano a favore di sicurezza e tranquillità operativa. Questo sicuramente favorirà la nascita e la diffusione di trattori o macchine agricole elettriche, alle quali diverse case costruttrici stanno già lavorando. Volendo addentrarsi in aspetti molto tecnici, alcuni noti produttori stanno addirittura pensando di utilizzare il motore termico classico di una trattrice per azionare un generatore di corrente, che a sua volta avrà il compito di alimentare i motorini dei singoli attrezzi che, da idraulici, potranno diventare elettrici e richiedere in questo modo minore potenza. Ma l’elettrificazione delle motorizzazioni in agricoltura offrirà molto presto interessanti vantaggi anche sul fronte delle automazioni: utilizziamo questa volta il paragone del robot da giardino per tagliare il prato. Anche in ambito agricolo si stanno già utilizzando (soprattutto in viticoltura) robot che, in assenza di operatore a bordo, sono in grado di percorrere i filari e svolgere le operazioni colturali in assoluta autonomia. Anche questi, come i tosaerba, una volta esaurita la ricarica vanno ad auto-rifornirsi e riprendono il proprio lavoro in assoluto silenzio. Perché un ulteriore aspetto, non certo secondario, dell’utilizzo dei motori elettrici è quello della silenziosità. Una macchina elettrica però è anche molto più facilmente ed economicamente automatizzabile nelle sue funzioni: basti per esempio pensare alle opportunità offerte dalle strumentazioni Gps, in grado di dialogare e georeferenziare la posizione del trattore rispetto a mappe specifiche, sulle quali potranno essere preventivamente disegnati i percorsi che la macchina dovrà eseguire. All’agricoltore a questo punto resterà l’onere del controllo e della verifica del corretto funzionamento delle attrezzature che lo aiutano nelle varie operazioni colturali. A tutti questi vantaggi, riduzione delle emissioni ed automazione, si potrebbe addirittura arrivare a sommare l’autoproduzione di energia: le realtà agricole generalmente si prestano, per numero e dimensione dei fabbricati, all’installazione di impianti fotovoltaici che, oltretutto, presto potranno avvantaggiarsi di nuove norme che dovrebbero favorire l’introduzione dell’agrivoltaico. Una sorta di simbiosi fra coltura e pannelli solari, che coesisteranno e saranno sinergici.

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