EMAK e YAMA: la meccanica delle idee

Un gruppo leader globale, nato e cresciuto a Bagnolo

La modernissima sede di EMAK a Bagnolo colpisce per l’ariosità e l’eleganza degli ambienti, oltre che per l’efficienza che si respira fin dall’accoglienza. Ci attende il responsabile di questa storia d’impresa tutta reggiana: Ariello Bartoli, ottantacinque anni portati benissimo. «Perché a Bagnolo? Perché è la mia terra e qui ho le mie radici e per aiutare l’area che era classificata all’epoca come “area depressa”». Era il 1972 quando Ariello, aiutato da alcuni amici, costituì l’OLEOMAC per produrre in proprio le sue motoseghe. Prima, fin da quando lavorava alla cantina di Bagnolo, aveva fissa questa idea: le motoseghe portatili avrebbero avuto un futuro. Allora, sul territorio, ce n’erano pochissime, americane o tedesche. Così si era messo ad assemblarle in una società, la SABART, che vendeva nelle fiere e nei mercati. Ma la storia industriale vera e propria comincia nel 1972 con la produzione integrale delle motoseghe stesse, motori compresi, e con lo sviluppo della rete di vendita. Nei due anni successivi la famosa crisi energetica delle “domeniche in bicicletta” dà una mano a spingere la domanda: i privati hanno bisogno di fare legna e i rivenditori fanno la fila davanti alle porte dello stabilimento. Nel 1992, dopo due decenni di forte sviluppo, OLEO MAC unisce le proprie forze con la reggiana EFCO di Giacomo Ferretti, produttore di decespugliatori e rasaerba: così nasce EMAK. Insomma, una storia tipica dell’intraprendenza emiliana, che poi per passi successivi crea un’impresa leader nel suo campo. Parliamo di un’azienda che quest’anno fatturerà più di seicento milioni di euro e dal 1998 è quotata alla Borsa di Milano. «La ricchezza prodotta l’abbiamo sempre reinvestita in ricerca tecnologica, in sviluppo di nuovi prodotti e apertura di nuovi mercati attraverso filiali proprie e acquisto di aziende. Ad esempio, abbiamo integrato in EMAK un’impresa reggiana storica come BERTOLINI mantenendone in vita i marchi commerciali. La crescita attraverso l’acquisto di aziende è una nostra strategia, complementare a quella dello sviluppo per vie interne. La collocazione in borsa ci ha aiutato a reperire le risorse necessarie».

Recentemente è andato in pensione lo storico presidente ed amministratore delegato di EMAK, Fausto Bellamico, sostituito come Presidente dal Professor Massimo Livatino, docente alla Bocconi esperto di amministrazione, e come amministratore delegato dal figlio di Ariello, Luigi Bartoli. Non è stata una successione, come di solito avviene nelle imprese familiari: il ruolo di proprietario e quello manageriale qui sono rigidamente distinti, tanto che Luigi è l’unico familiare di soci proprietari a lavorare in azienda in posizione apicale, ed è stato scelto dopo una lunga esperienza di gestione e poi di direzione in diverse società del gruppo. È lui che ci spiega cos’è oggi EMAK. «EMAK è organizzata in tre “aree di business”: macchine per lavori agricoli, forestali e di giardinaggio (decespugliatori, tagliaerba, motoseghe, trattorini, motozappe, motocoltivatori); pompe e unità per il lavaggio ad alta pressione (attrezzature per igienizzazione, macchine lavapavimenti e idropulitrici); componenti ed accessori (al servizio degli altri due settori e di tutta la clientela). Tutte le divisioni di business hanno, oltre ad un proprio management e una propria autonomia organizzativa, anche proprie unità produttive e marchi specifici. L’ottanta per cento della produzione viene esportata. EMAK crede e investe in modo continuo, grazie a centri di ricerca e progettazione all’avanguardia, nello sviluppo di nuovi prodotti, sia con motore a scoppio che a batteria, contraddistinti da prestazioni al vertice ed un elevato livello di comfort».

E oggi com’è il mercato? Ci aggiorna Giovanni Masini, direttore marketing. «I primi mesi di lockdown sono stati drammatici, poi c’è stato un notevole rimbalzo dovuto soprattutto alla nostra capacità di soddisfare le nuove esigenze dei consumatori che, durante la pandemia, hanno riscoperto il piacere della cura delle aree verdi private. Questa tendenza si è mantenuta per tutto il 2021, nonostante le prime difficoltà emerse nella fornitura dei componenti e nell’aumento di costi delle materie prime. Nel 2022, dopo alcuni mesi di vendite positive, la forte siccità che ha colpito tutta l’Europa ha purtroppo frenato questa tendenza positiva».

EMAK ha una filiale in Ucraina con venticinque dipendenti. Come sta andando? «Considerando la drammatica situazione che sta attraversando il paese, i nostri colleghi ucraini hanno ottenuto risultati positivi, oltre le nostre aspettative, forse grazie alla sostituzione delle fonti energetiche col legname e i generatori di corrente, in un momento di carenza di fornitura elettrica. Chiaro è che si tratta di una situazione di forte criticità».

L’amministratore delegato completa il quadro. «Fino a metà dell’anno abbiamo aumentato il fatturato, poi è cominciata una congiuntura negativa, provocata sia dall’aumento dei prezzi riversati sul mercato per coprire l’aumento importante dei costi, sia dalle condizioni meteo negative per i prodotti per il giardinaggio e per il lavaggio. Senza dimenticare il peggioramento dello scenario geopolitico. Le linee di prodotto per l’agricoltura e l’industria hanno invece retto bene».

Per concludere, chiediamo ad Ariello Bartoli qual è stata la molla dello sviluppo di EMAK. «Il mio sogno è vivere fino a vederla raggiungere il miliardo di euro di ricavi. Per dimostrare dove si può arrivare, con coraggio e visione, partendo dal nulla». E Luigi aggiunge: «Crescere, ma con coerenza strategica, crescere nei propri business e in quelli collegati, avendo come bussola l‘incremento di valore del Gruppo».

 

IL GRUPPO YAMA

Otto famiglie reggiane, insieme ad Ariello Bartoli, anche grazie all’aiuto e alla professionalità del commercialista reggiano Carlo Baldi, nel 1989 hanno costituito la finanziaria YAMA S.p.A conferendovi le quote di capitale rispettivamente detenute in varie aziende del territorio. YAMA, di cui Ariello Bartoli è tuttora il Presidente, oltre ad alcune partecipazioni minori, controlla il 65% del capitale di EMAK S.p.A (il resto è stato collocato sul mercato azionario dopo l’ingresso in borsa nel 1998). EMAK rappresenta il cuore industriale e commerciale di Yama, ed è la Capogruppo di quaranta società, venti stabilimenti produttivi in tutto il mondo, più di duemila dipendenti e filiali commerciali in diversi paesi. Presenta un fatturato consolidato di quasi seicento milioni di euro realizzato per il 20% in Italia, il 45% nel resto dell’Europa, il 23% in America e il 12% in Asia. I suoi risultati sono da tempo ai primi posti nelle classifiche nazionali di crescita e redditività.

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