Ecco l’angolo più simbolico di Correggio

Il Palazzo di Giustizia

Il palazzo è del sec. XV, ma fu quasi interamente rifatto nel sec. XIX. Era detto “Banca della Ragione” o “della Comunità” perché anticamente vi veniva amministrata la giustizia. Il palazzo è sormontato dal grande Orologio pubblico con torretta, sovrastato da una campana. Ai piedi del Palazzo, dal 1923, è collocato il Monumento ai Caduti, eccellente opera di Leonardo Bistolfi. L’edificio presenta, sotto il portico in alto, un affresco raffigurante la “Confessio della Città davanti ai suoi santi patroni” , dipinto nel 1675 dal pittore cartografo Marco Bianchi.

 

L’orologio

L’orologio pubblico, racchiuso nella torretta settecentesca dell’ex Palazzo di giustizia, spicca nella sua imponenza quasi a dominare la vita cittadina del popolo correggese. Quando si transita sotto i portici di Corso Mazzini, o anche nel mezzo della piazza, è automatico che si getti l’occhio in su, non tanto per controllare l’ora, quanto per accertarsi che l’antico orologio stia ancora lì, quale insostituibile emblema della città.

L’orologio fu realizzato nel 1783 da Quirino Asioli (padre del musicista Bonifazio) dietro richiesta del Consiglio della comunità di Correggio, per il quale stese in dettaglio tempi, modi e spesa per la  fabbricazione. Considerando la manodopera e i pregevoli materiali da impiegarsi (ottone, ferro, acciaio), il costo finale si aggirò attorno a 3.078 Lire reggiane. Asioli assicurava un meccanismo pulito e preciso che “camminerà alla Francese e suonerà due volte”. In verità era così perfetto che alle ore 8.52 dell’8 ottobre 1801, in seguito a una poderosa scossa di terremoto, suonò l’ora in anticipo. Poi, con l’avvento delle nuove tecnologie novecentesche, gli originali meccanismi furono sostituiti da moderni congegni elettronici: i pezzi storici furono trasferiti nel Museo civico “il Correggio”, dove sono tuttora conservati.

 

Il Monumento ai Caduti

Addossato all’antico Palazzo della Ragione è collocato il Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale, inaugurato il 25 novembre 1923. L’opera è una pregevole creazione dello scultore Leonardo Bistolfi, uno dei maggiori esponenti del simbolismo italiano. È costituita da un piedistallo ornato di teste caprine, che rimanda all’immagine dell’altare e della vittima sacrificale. Sul piedistallo si erge una Vittoria alata nel gesto di chinarsi per raccogliere la fiaccola ardente, destinata ad illuminare il cammino dell’immortalità intrapreso dai caduti. Sulla base del monumento è leggibile la dedica “Correggio ai suoi caduti / 1915 – 1918”. La statua è stata ricavata da un unico blocco di marmo di Carrara che spicca contro i piani di sfondo di nembro giallo di Verona, materiali lapidei di ottimo pregio che conferiscono valore al complesso dell’opera. Sui piani di sfondo è scolpito il lungo elenco delle vittime del primo conflitto mondiale, che comprende i morti in combattimento o in seguito a ferite, i morti per malattia contratta in guerra, i morti in prigionia e i dispersi in combattimento. Nel secondo dopoguerra – in occasione del decennale della Liberazione – furono ricordati qui anche i militari dispersi e caduti della Seconda Guerra Mondiale, raccolti in altre due lastre aggiunte ai lati delle prime.

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