Eccellenze correggesi: l’osteria

Un ristorante al mese, Ecco il Bel paese

Giovane energia in nome della tradizione

Quando in paese si sente dire “andiamo all’osteria” il sorriso è d’obbligo: gruppi di amici, coppie, famiglie, squadre stanno per condividere uno dei bei momenti della vita. Tradizione emiliana, cucina “colorata” e di grande qualità sono solo alcuni elementi che contraddistinguono L’Osteria di Correggio. 12 anni fa l’Osteria apre i battenti di fianco al bocciodromo, è una grande scommessa perché lo staff titolare non è correggese (lo è certamente di adozione oggi..) e quindi l’impegno profuso per costruire la propria immagine e nomea è stato sicuramente di rilievo. Oggi possiamo dire che tutti conoscono L’Osteria, conoscono ogni sfumatura di questo meraviglioso locale, che ti mette davvero a proprio agio.

 

LO STAFF

Il locale è a gestione familiare: Mary e sua madre tengono le redini del locale, supportate da uno gruppo di collaboratori giovani e solari. Sia la parte ai fornelli che l’accoglienza in sala sono molto curati, i piatti oltre che buoni si presentano splendidamente e il profumo che si respira è quello di una volta. Una location conviviale che ospita spesso gruppi numerosi tra feste, compleanni e cerimonie.

 

IL MENÙ

Il nome “Osteria” dice già moltissimo e il menù è proprio quello che ci si aspetta, ma con alcune particolarità. Si parte con i primi della tradizione, ossia a base di pasta ripiena per intenderci, si prosegue con i secondi, principalmente di carne (carne alla griglia di altissimo livello) senza dimenticare lo storica accoppiata gnocco (o tigelle) e salumi a volontà e di qualità.

 

IL PIATTO

Mary ci presenta la specialità della casa, non l’abbiamo citato nel menù perché è davvero il primo che fa eccezione: Risotto shock speck e radicchio. La preparazione è abbastanza lunga, lo speck viene prima affettato poi pressato e infine lavorato in “microlistarelle”. Il radicchio invece si divide tra la parte passata in padella e la parte fresca che invece viene appoggiata sopra. Il colore “rosa shocking” che caratterizza il  piatto non ha eguali, bello da vedere ma ancor di più da gustare.

 

LA CANTINA

Il principe indiscusso si chiama Lambrusco, ma la scelta è un pò per tutti i gusti; dal rosso al bianco fermo fino alle bollicine del Franciacorta. Da non sottovalutare la selezione di birre artigianali che rendono ancora più ampia la scelta dei commensali.

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