E luce sia, per tutti buon natale

Con questa panoramica di luminarie natalizie fornite dallo “Studio Manzotti”, ricordiamo qualche Natale correggese degli anni passati.

Ci si è mai interrogati sul perché, a Natale, paesi, città e metropoli del pianeta si vestono di luce per festeggiare il 25 dicembre? Sul significato degli addobbi luminosi che rallegrano le nostre case e dello sfavillio di luci che accendono le tenebre della notte e allietano gli spiriti delle persone?  Ci si è mai chiesti perché è la luce l’espressione tipica del Natale?

Breve storia: il 25 dicembre rappresentava nei secoli prima di Cristo una festa pagana. Era il giorno in cui a Roma veniva celebrata la festa del solstizio d’inverno e dell’approssimarsi della primavera. Era una festa caratterizzata da un’incontenibile gioia, perché il sole ricominciava a splendere.

Si festeggiava, dunque, l’avvento della luce. La festa del Natale entrò nel calendario cristiano nel 354 d.C. con l’imperatore Costantino. I cristiani fecero propria la festa pagana del 25 dicembre, perché consideravano Gesù il sole venuto a visitarci dall’alto per illuminare coloro che erano nelle tenebre. Si festeggiava, dunque, la venuta del Cristo come luce.

Anche il rito dello scambio degli auguri è legato alla luce. “Buon Natale” significa “buona nascita”. Cioè buona nascita, o rinascita della luce, che sia il sole o che sia il Cristo. Che cosa c’è, dunque, di più bello che scambiarci un augurio di buona nascita, magari alla pace, all’amore, alla vita?

E quale miglior augurio ci si può fare in questo grigio Natale 2020?

A tutti, Buon Natale! A tutti, Buona Nascita a vita nuova!

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