E adesso arriva il meta-verso

Ma ne abbiamo davvero bisogno?

Avrete cominciato a scoprirlo attraverso i film fantasy. Il meta-verso (“oltre l’universo”) è un mondo virtuale, dove programmi elettronici raffinati creano le cose e le azioni. Ognuno di noi, se dotato di computer ed adeguata connessione, può abitarlo e viverci attraverso un avatar (“apparizione in sostituzione”), cioè un alter-ego elettronico personalizzato (ovviamente si può barare sui difetti dell’originale). Tutto ciò viene poi condiviso attraverso internet con altri utenti. Non è un gioco: la sua impetuosa diffusione è alimentata da contenuti economici che rispecchiano in tutto e per tutto quelli reali, fino a diventare essi stessi reali. Attraverso siti specializzati puoi acquistare (in valuta elettronica cambiabile) terreni, farti costruire abitazioni ed arredarle, viaggiare, commerciare, creare o collezionare oggetti d’arte digitale (unici o multipli), ma soprattutto puoi interagire con avatar di altri utenti all’interno di un meta-verso condiviso. Così si genererà all’infinito una rete di realtà virtuali. E siamo solo all’inizio dei meta-business.
Come vedete, è facile prevedere che il meta-verso prenderà il posto di Facebook e Instagram (qualcuno azzarda: anche di internet) perché consente di interagire con gli altri in un fac-simile di vita vera (a tre dimensioni, si dice) e non solo attraverso una fotografia o un post-it. Tuttavia avrà un prezzo: non solo in termini di soldi, ma anche in termini di tempo. Finirà che passeremo più tempo ad alimentare il meta-verso che a vivere nel nostro mondo originario, ed è là che avremo una seconda vita.
Puoi concordare di andare a convivere mettendo insieme in una meta-casa (posta in luoghi ben più esotici di quelli domestici) il tuo avatar e quello dell’altra, una specie di prova di coppia pre-matrimoniale. Che ha i suoi vantaggi, intendiamoci, perché basta spegnere il computer e ognuno torna alla propria privacy, nel suo banale appartamento, casomai col partner attuale della vita-di-qua inconsapevole del meta-tradimento. Certo, in questo mondo alternativo qualcosa si perde rispetto al nostro. Prendi un meta-ristorante specializzato in cucina emiliana. L’avatar entra, si accomoda e può gustare un fumante piatto di cappelletti in brodo. Cosa sente lo sa solo l’avatar, ma dubito proprio che si sprigioni un meta-gusto di ripieno, un meta-profumo di brodo di cappone, una meta-goduria di parmigiano-reggiano, una allegra meta-schiuma di lambrusco. Di certo ci sarà solo il prezzo, in cripto-valuta circolante. Come in tutte le cose economiche i primi che investono ci guadagnano, com’è giusto che sia perché quelli che arriveranno dopo rischiano meno.
Comunque si prevedono infinite evoluzioni. Ho pensato di mettere e disposizione un meta-bordello in cui, dietro lauto compenso, avatar di dissoluti clienti possono interagire con fantastiche avatar di escort, altrettanto ben remunerate. Esauriti i preliminari in lussuosi ambienti decò, un meta-rapporto si conclude con “il” meta-verso: AAAAGH!

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