Dopo un anno Garten è rifiorito

Il festival che coniuga le arti è giunto alla settima edizione

Buone notizie per l’arte a Correggio. Col 2021 si è tornati a parlare di gARTen, il festival culturale giunto alla sua settima edizione dopo l’assenza nel 2020: anche lo scorso anno era tutto pronto, ma gli organizzatori decisero saggiamente di rinviarlo alla luce della fresca uscita dal lockdown e a causa di decreti attuativi poco chiari.

Come ci racconta Cristina Severi, tutto è iniziato nel 2014. «La voglia di organizzare un festival servì da stimolo per aprire “Idee di gomma”, l’associazione che oggi organizza gARTen, e non solo. Decidemmo da subito di associarci ad Arci, perché fornisce un grande supporto amministrativo ed è una tessera molto diffusa dalle nostre parti. Essere un’associazione ci permette di creare eventi in piena regola, aspetto divenuto ancora più importante alla luce della pandemia. gARTen nasce da un’idea di Anna Corghi, che in Francia scoprì questo Bed & Breakfast situato in un grande parco, allestito a mostra. Avendo a disposizione il parco di “Villa Rovere”, sempre curato ma non sfruttato appieno, si è deciso di renderlo disponibile alla collettività. Il concetto alla base della manifestazione è coniugare la bellezza delle sculture con la rigogliosa natura del parco. Sin da subito abbiamo strutturato un doppio percorso per la parte artistica: la parte senior, che vede la partecipazione di 3-4 artisti professionisti, italiani ed internazionali, e la collaborazione con le Accademie, partita con quella di Bologna e poi cresciuta di anno in anno; fra queste ricordiamo Urbino, Brera, Napoli, Torino e la Naba di Milano, che ha partecipato nel 2019 con un percorso di arti performative».

Per rendere variegata e sostenibile una mostra di un mese, gli organizzatori hanno aggiunto varie discipline artistiche, come proiezioni fotografiche, musica dal vivo ed il cineforum, con attori e registi che raccontano il dietro le quinte e la realizzazione dei progetti; in questo campo, è risultata cruciale la collaborazione con Cinecomio. Infine è stato introdotto narrARTE, evento borderline fra teatro e racconto di narrativa non convenzionale. La programmazione è estremamente chiara e funzionale, grazie a giornate specifiche dedicate alle varie discipline: il mercoledì “Kino in gARTen”, il giovedì narrARTE e la domenica aperitivo musicale con PicNic SOUND. La somministrazione di cibo e bevande è garantita annualmente dai ristoratori correggesi (quest’anno è stata la volta de “La Galera”) e dalla collaborazione con varie polisportive del territorio, fra cui Podistica Correggio A.S.D, G.S Budriese e Correggio Hockey.

«Fondamentali sono le sponsorizzazioni ed i bandi regionali – continua Cristina – Nei primi anni tutti gli eventi erano gratuiti, poi si è deciso di inserire alcuni ingressi a pagamento, mai sopra i dieci euro, soprattutto per sensibilizzare il pubblico sull’importanza del lavoro degli artisti e delle maestranze. Non ci sogneremmo mai di far lavorare un idraulico gratis, giusto?».

Quest’anno, alla luce delle norme anti-covid, la sfida è stata ancora maggiore. Si è reso necessario costruire una platea, quando prima la fruizione era sempre libera e spontanea. All’ingresso si misurava la temperatura e si firmava il registro del contact tracing. Fortunatamente lo sforzo è stato sopperito dall’aumento dei volontari e dalla presenza dei liceali, tramite l’alternanza scuola lavoro: «i ragazzi sono entusiasti del progetto. Tornare ad organizzare il festival è stata la dimostrazione che, con le dovute precauzioni, la cultura si può fare anche in tempi di pandemia. C’è stato grande rispetto da parte di tutti».

Una delle particolarità della manifestazione è il suo respiro metropolitano. Il pubblico è di tutte le età e arriva anche da Milano, Cesena, Brescia e Verona. «Adoriamo vedere le persone che esplorano il parco e si imbattono in opere che probabilmente non andrebbero mai a vedere apposta. La musica è solo originale, i film sono di nicchia. La gente arriva fidandosi della qualità della programmazione», conclude Cristina.

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