Dopo Natale il Pronto Soccorso diventa CAU

Il Centro di Assistenza Urgenza, quali risposte darà?

Il 2023 è stato un anno in altalena per i servizi sanitari d’Emergenza Urgenza a Correggio. Il 17 aprile, a ridosso delle elezioni amministrative, riapre il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Sebastiano. Era rimasto chiuso tre anni per lavori di adeguamento imposti dalla drammatica esperienza della pandemia. Anche se tutti continuano a chiamarlo “Pronto Soccorso”, si tratta in effetti di un “Punto di Primo Soccorso”, perché l’Ospedale San Sebastiano non ha al proprio interno i reparti necessari ad affrontare patologie come l’infarto, l’ictus e i traumi gravi. I correggesi comunque salutano con soddisfazione la riapertura del servizio.

Poi all’inizio dell’estate arriva la doccia fredda. La riforma dell’Emergenza-Urgenza avviata dalla Regione Emilia-Romagna fa sentire i suoi riflessi anche sul nostro territorio. Da metà luglio Correggio non ha più l’automedica, trasferita a Novellara. Il 23 agosto, durante un’affollatissima assemblea pubblica, i dirigenti dell’AUSL spiegano ai correggesi i contenuti della riforma regionale che, tra l’altro, prevede il rafforzamento dell’ex Guardia Medica (divenuta Servizio di Continuità Assistenziale) e la nascita dei CAU (Centri di Assistenza Urgenza), servizi filtro destinati ad alleggerire l’afflusso ai Pronto Soccorso.

Si intuisce subito che il Punto di Primo Soccorso di Correggio sarà destinato a trasformarsi in CAU, e così sarà: entro la fine dell’anno, esattamente il 27 dicembre 2023, il CAU di Correggio inizierà la propria attività nella stessa sede dell’ex Punto di Primo Soccorso.

Tra i correggesi nasce la preoccupazione che per loro i servizi di Emergenza-Urgenza risultino indeboliti. Chiediamo al dottor Michele Pescetelli, Responsabile Cure Primarie Area Nord, di spiegare perché gli assistiti dovrebbero sentirsi tranquilli. «L’obiettivo è quello di dividere i percorsi dedicati ai pazienti più gravi e urgenti (che devono essere gestiti in un Pronto Soccorso) da quelli per i cittadini con problemi di bassa complessità (la maggior parte dei quali gestibili nei CAU).

Oggi quasi il 70% delle persone che si recano in Pronto Soccorso nella nostra provincia hanno un problema di bassa complessità: non hanno bisogno di un ricovero ospedaliero, tuttavia devono attendere ore in PS per avere accesso alla visita medica, perché i medici presenti devono dare priorità ai casi più gravi (cui va garantita la visita in tempi brevissimi). All’interno dei CAU, medici e infermieri sono focalizzati esclusivamente su questo tipo di problemi e possono risolvere la maggior parte di essi con gli strumenti presenti nel CAU».

 Nei CAU sono operativi i medici del Servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia medica). Rispetto ai medici presenti in Pronto Soccorso, c’è il rischio di minore qualità clinica per gli utenti?
«Con il riordino del sistema di Emergenza-Urgenza, i problemi più gravi e urgenti vengono trasportati verso i PS della provincia, dove ci sono le tecnologie adatte ed un’elevata specializzazione.
I medici e gli infermieri che lavorano nel CAU devono possedere le competenze di base per trattare problemi di bassa complessità (già possedute dai medici di Continuità Assistenziale); in aggiunta devono obbligatoriamente sostenere un percorso formativo personalizzato per saper fare un’ecografia di base, leggere un tracciato ECG e trattare la piccola traumatologia. Devono infine svolgere un tirocinio pratico presso i PS. Molti di loro hanno già esperienza di lavoro nei PS o nella medicina generale. Molto importante sarà anche il consulto che il medico del CAU potrà attivare al bisogno con i colleghi del PS di riferimento (per Correggio sarà quello di Guastalla)».

 Qual è l’organizzazione del lavoro all’interno dei CAU?
«Una volta che il cittadino è stato inviato al CAU dalla centrale telefonica 0522-290001 (la stessa del Servizio di Continuità Assistenziale), viene subito accolto da un infermiere per escludere che abbia problemi più gravi da inviare al PS (se necessario, attiverà direttamente il trasporto in ambulanza). Nel CAU sono presenti una sala d’attesa, l’ambulatorio medico, l’ambulatorio infermieristico e una sala dedicata alle terapie e all’osservazione dei pazienti. L’equipe medico-infermieristica può svolgere alcuni accertamenti come ecografie o esami del sangue, erogare prestazioni chirurgiche minori (suture e medicazioni), somministrare terapie, attivare una serie di consulenze specialistiche. L’intervento generalmente si conclude con l’invio al medico curante (che riceverà in via telematica un referto), il quale valuterà se sia necessario proseguire cure o accertamenti; quando necessario e possibile, vi sarà un contatto diretto tra il medico del CAU e il medico di base. Occasionalmente il medico del CAU può fare richiesta di prestazioni urgenti: sarà cura dell’Azienda comunicare l’appuntamento al cittadino».

Ci saranno altre tappe nella realizzazione della riforma regionale dell’Emergenza-Urgenza?
«Il prossimo passo sarà l’attivazione del numero unico 116117 per l’accesso ai servizi di cure mediche non urgenti ed altri servizi sanitari, un numero che risponderà al cittadino per i bisogni di cure di bassa criticità e potrà facilitare l’attivazione tempestiva di risposte vicine al cittadino: CAU, ospedali di prossimità, case di comunità, Unità di Continuità Assistenziale per interventi domiciliari (UCA). Dopo l’apertura dei primi CAU in provincia (Reggio, Correggio e Scandiano), un altro  obiettivo è quello di attivare (anche nel distretto di Correggio) proprio le UCA, cioè unità composte da medico e infermiere che collaboreranno con il medico di medicina generale per facilitare le dimissioni ospedale-territorio e assicurare ai cittadini più fragili la massima continuità nell’assistenza a domicilio».

Cos’è lo SCA

Il SCA (Servizio Continuità Assistenziale) ex Guardia Medica è un servizio che sostituisce il medico di famiglia e il pediatra di libera scelta per le effettive urgenze, in queste fasce orarie:
dalle ore 20 alle 8 tutti i giorni (feriali, prefestivi e festivi);
dalle ore 8 alle 20 nei giorni prefestivi e festivi.
Alla Centrale Operativa telefonica unica 0522-290001 rispondono i medici.

A seconda del caso specifico, il cittadino può: ricevere un parere medico con indicazioni appropriate ai fini della risoluzione del bisogno di salute segnalato; essere subito indirizzato alla visita ambulatoriale nella sede più prossima; ricevere una visita a domicilio da parte di un medico.
Tutti gli interventi saranno riportati nella cartella del paziente.

 

Cos’è il CAU

Il CAU (Centro Assistenza e Urgenza) è una struttura del territorio alla quale le persone possono rivolgersi per problemi di salute urgenti, ma non gravi.

Ecco alcuni esempi di queste prestazioni: medicazioni ed altre prestazioni infermieristiche, lesioni o dolori agli arti, eritemi, punture da insetti, febbre, lombalgia, dolori addominali, lievi traumatismi, ferite superficiali, irritazioni cutanee, dolori articolari o muscolari, coliche, sintomi influenzali, tumefazioni, nausea o vomito.

Si può accedere chiamando la stessa Centrale Operativa Telefonica Unica 0522-290001. I cittadini che si rivolgono ai CAU vengono visitati e ricevono le prestazioni urgenti necessarie a risolvere, in tutto o in parte, il loro problema (ad esempio: prescrizioni urgenti, medicazioni e terapie non differibili).

Il personale è costituito da un medico e un infermiere adeguatamente formati. Se una persona si presenta con sintomi specifici, per esempio dolore toracico, grave difficoltà a respirare oppure un improvviso ed inusuale mal di testa, viene attivato immediatamente il 118 per il trasferimento in ospedale. Per la visita e le prestazioni erogate dal medico e infermiere dei CAU non si paga il ticket.

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