Donne in campo

Le imprese al femminile sempre più protagoniste del mondo agricolo correggese

Torniamo indietro nel tempo di oltre due anni: Pietro Murgia, storico responsabile della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) di Correggio lancia l’idea “Donne in Campo”, sezione di Correggio. Il progetto è da subito piaciuto moltissimo ed ha preso vita appena prima della pandemia.
Andiamo però con ordine; di cosa stiamo parlando? Donne in Campo-Cia è l’Associazione italiana di imprenditrici e donne dell’agricoltura, riconosciuta sul territorio, presso le Istituzioni nazionali, europee ed internazionali. L’Associazione crea “reti” di donne sul territorio rurale, tesse relazioni tra le aziende e costruisce comunità e gruppi locali. Il connubio straordinario tra donne e agricoltura passa attraverso l’amore per la terra, l’attenzione alla genuinità dei prodotti e ai processi produttivi, ma soprattutto attraverso l’innovazione, caratteristica determinante dell’imprenditoria femminile.
Le Donne in Campo intendono ristabilire un sano ed equilibrato rapporto con l’ambiente, una piena e libera espressione delle capacità imprenditoriali delle agricoltrici e degli agricoltori italiani. Essere “Donne In Campo” vuol dire fare associazionismo, vuol dire relazione e sudore; insomma, vuol dire essere donne protagoniste nel fare nuove esperienze di cooperazione!
Il logo, il papavero con la spiga che ormai da anni caratterizza le iniziative dell’associazione, costituisce un segno identitario, simbolo dell’appartenenza alla rete.
Abbiamo incontrato nella sede CIA di Correggio Marina Rinaldini, agricoltrice correggese e Presidente “Donne in Campo” di Reggio Emilia, e Barbara Biagini, altra rappresentante chiave del nostro territorio. «La nostra rete nasce principalmente per sensibilizzare le imprese al femminile: oggi “Donne in campo” di Reggio Emilia conta centinaia di aziende agricole; se parliamo invece di numeri assoluti, nella nostra regione ci sono oltre dodicimila imprese al femminile», afferma Marina Rinaldini. «Siamo impegnate a farci sentire sugli svantaggi che ancora oggi le donne soffrono anche in agricoltura; pur essendo chiaro che il settore primario non ha genere, occorre considerare come per le donne sia ancora tutto più difficile. È necessario creare maggiore occupazione e combattere le disuguaglianze: ci sono oltre duecentomila aziende agricole gestite da donne, tuttavia il PNRR riserva poca attenzione alle imprenditrici agricole; si deve fare di più e noi siamo qua per questo» prosegue la Presidente.
Per quanto riguarda il bacino correggese, il gruppo è un cantiere aperto e sta continuando a farsi conoscere e ad allargarsi: ad oggi sono una ventina le Donne in Campo di Correggio, molto attive e concrete nonostante il periodo difficile che abbiamo vissuto. Come anticipato, il gruppo prese vita proprio ad inizio pandemia: era tutto pronto per una grande cena di inaugurazione nel marzo 2020, ma i progetti furono rimandati dall’avvento del lockdown. Nonostante queste difficoltà, Donne in Campo-Cia di Correggio non è rimasta a guardare ma ha continuato il suo percorso, ad esempio con iniziative benefiche riuscitissime verso la casa di riposo di Correggio e di Bagnolo, così come la mobilitazione contro la violenza sulle donne in collaborazione con “Donne del mondo”. 
Da Marzo 2020 a Maggio 2022… finalmente il lieto fine! Proprio così, perché pochissimi giorni fa (27 Maggio) è andata in scena in quel di Canolo la ormai “famosa” grande cena di Donne in Campo, con raccolta fondi a scopo benefico. È stata un successo grazie alla tenacia e alla voglia di fare di questo gruppo, destinato a raggiungere tanti obiettivi.
E quindi, cosa riserva il futuro di questo bel gruppo di imprenditrici?
«La priorità è allargare la nostra rete di relazioni a livello locale e provinciale, così da coinvolgere il più possibile tutte le zone; dalla montagna alla bassa fino alla val d’Enza. Correggio farà la sua parte e cercheremo di puntare anche su momenti conviviali, che rimangono fondamentali per conoscersi», conclude Rinaldini.
Donne in Campo & CIA, un’alchimia perfetta per continuare a scrivere nuove pagine di agricoltura al femminile!

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