Donne, credete nei vostri talenti

Dacia Maraini e Agnese Pini per l’evento di Primo Piano

«Credete nei vostri talenti, investite nelle competenze» è il messaggio lanciato nell’incontro di Primo Piano dalla scrittrice Dacia Maraini e dalla direttrice de “La Nazione”, Agnese Pini. Un messaggio di coraggio, contro la paura, rivolto a tutte le donne e a tutte le giovani generazioni in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, l’8 Marzo.

L’evento “Donne è ancora tempo”, titolo tratto dalla poesia “Donne mie” della Maraini, ha consentito di intervistare due donne che “ce l’hanno fatta”.

«Nella pandemia si è manifestata una questione di genere», ha detto Maraini. «Il mondo è ancora diviso in compiti e le donne ne hanno due: il proprio lavoro e la cura di anziani e bambini. Quindi sono più fragili e in un momento di difficoltà perdono il lavoro. Tra l’altro, rimanendo in casa, abbiamo assistito ad un aumento della violenza».

«Le donne hanno perso più diritti, come tutte le categorie più deboli – ha confermato la giornalista Pini – La storia delle donne è una storia di millenni di sottomissione. Questo non deve scoraggiarci e dobbiamo partire dall’abbattere gli stereotipi, per esempio quello secondo cui “le donne non sanno fare squadra”». Sul tema della violenza è intervenuto, a sorpresa, Sergio Staino: accennando una strofa della popolare canzone “Malafemmena” e mostrando una vignetta, Staino ha posto l’accento sull’insensata “attenuante” del “troppo amore” in tanti casi di femminicidio. Dacia Maraini ha pubblicato nel 2020 due libri che si completano su donne e pandemia: “Trio”, romanzo epistolare durante la peste in Sicilia nel 1743 e il saggio storico con Chiara Valentini “Il coraggio delle donne”. Per Agnese Pini è stato un anno di febbrile lavoro giornalistico, inseguendo la “conoscenza”: «Vivevamo in un modello di società in cui ci ritenevamo invulnerabili, non mettevamo in conto di incontrare qualcosa che non conoscevamo. Ancora oggi ci sono poche certezze». «Vedo due Italie in contrasto, – commenta Dacia – una consapevole del pericolo e un’Italia che nega la realtà. Spero nell’Italia più saggia».

Interessante anche il confronto sul caso nato a Sanremo riguardo Beatrice Venezi, che preferisce essere chiamata “direttore d’orchestra”. Pini ha spiegato di aver scelto invece per il proprio ruolo la definizione “direttrice di un quotidiano”. «Negli anni ’70 le donne combattevano per disporre del proprio corpo, oggi le donne debbono combattere per disporre del proprio nome». Concorde Dacia: «É giusto si riconosca che quel ruolo viene ricoperto al femminile». Quanto alle giovani generazioni: «Per stare nella competizione globale serve una competenza profonda – dice Maraini – e questa si ottiene solo investendo in una passione. Una qualsiasi, anche sulle piante o le formiche». Quale messaggio per le donne? Un augurio a tutte coloro «che credono in loro stesse e nelle altre donne», dice Agnese Pini e Dacia ribadisce: «Avere più fiducia in sé stesse e nelle altre donne, credere nelle proprie capacità, difendere i propri talenti, anche nei campi sempre stati maschili. Se ci si crede, si riesce».

L’intervista è visibile sui canali You Tube e Facebook di Primo Piano e sui canali del gruppo di quotidiani QN, La Nazione, il Giorno e il Resto del Carlino, che hanno collaborato all’organizzazione dell’evento, avvenuto con il patrocinio del Comune di Correggio ed il contributo di Coopservice, Unipol Rental, Bett Sistemi, Cooperativa Sociale Ambra.

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