Diagnosi e cura: ritorno a Reggio Emilia

La decisione dopo le recenti aggressioni ai sanitari

A Correggio la Sanità Pubblica è ancora sotto i riflettori. Dopo l’avvio dell’attività del Centro di Assistenza e Urgenza (CAU), che ha sostituito il Punto di Primo Soccorso, a far discutere nelle scorse settimane è stata la vicenda del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC), che ha sede all’interno dell’Ospedale San Sebastiano. I sindacati (CGIL, CISL e UIL) hanno reso noto il grave disagio dei lavoratori: infermieri, operatori socio-sanitari e dei tecnici della riabilitazione psichiatrica. Nel solo mese di dicembre, sette di loro sono stati aggrediti. In un caso il personale è stato preso in ostaggio da un paziente che brandiva un’asta di ferro. Fino a sette anni fa l’SPDC aveva sede a Reggio, in Viale Risorgimento. L’AUSL decise di trasferirlo a Correggio, nella convinzione che negli spazi del nostro Ospedale, da poco ristrutturato, avrebbe trovato la collocazione ideale. Noi di Primo Piano ne parlammo nel numero di maggio 2018. Riportiamo quanto scritto allora: «Proprio in questo periodo è in atto il trasferimento nel nostro Ospedale, dove avrà a disposizione locali e spazi adeguati all’importanza dell’attività: sedici posti letto in stanze singole o doppie con bagno, tre ambulatori medici, due aree di soggiorno, uno studio per i terapisti della riabilitazione psichiatrica, una sala da pranzo, alcuni locali per organizzare riunioni e avere incontri con i parenti. Il Servizio Diagnosi e Cura ha a disposizione un giardino esclusivo a cui si accede direttamente dal reparto, dove i pazienti e i loro familiari possono trattenersi. Il giardino si trova nella stessa area in cui è stato ricavato l’accesso riservato all’ingresso delle ambulanze per il ricovero dei pazienti. I parenti potranno entrare dall’ingresso principale dell’Ospedale».  La struttura sembrava ideale, ma da allora il fenomeno della violenza contro i lavoratori ospedalieri è decisamente aumentato. Dal 2019 ad oggi gli episodi segnalati sono raddoppiati. Ora l’AUSL torna sui suoi passi: ha deciso che il “Diagnosi e Curatornerà a Reggio, dove può esserci possibilità di maggiore protezione dei sanitari. I tempi, tuttavia, saranno lunghi e non è detto che il ritorno a Reggio sia davvero la soluzione. Il Sindaco di Correggio Fabio Testi ha chiesto che nel frattempo AUSL, Istituzioni e Forze dell’Ordine si accordino per «garantire agli operatori la necessaria sicurezza, con tempi certi e veloci di intervento». Parallelamente alla questione “Diagnosi e Cura”, Correggio sta vivendo il periodo di adattamento al nuovo CAU (Centro di Assistenza e Urgenza), che ha iniziato l’attività il 27 dicembre e sarà inaugurato ufficialmente il 9 febbraio. La fascia di maggiore accesso è quella diurna, dalle 8.30 alle 19. Nel primo mese di attività è stata effettuata una media di trentasei visite giornaliere. Il numero delle telefonate è arrivato anche a 1800 nei giorni festivi. Tra le cause di rallentamento ci sono le richieste telefoniche di certificati di malattia per lavoratori, richieste non sempre opportune per la tipologia del servizio. L’accesso al CAU avviene attraverso la telefonata alla Centrale Unica Cure: 0522-290001. Ci sono ancora persone che si presentano direttamente, ma la procedura non è corretta. Attualmente al CAU di Correggio si alternano una decina di medici. Sono professionisti convenzionati con l’AUSL, poiché il contratto con la cooperativa di medici che gestiva il Punto di Primo Soccorso si è concluso. Nei prossimi mesi potrebbero essere inseriti nella turnazione anche alcuni medici del Servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica). Ci vorrà ancora un po’ di tempo per capire se questo riordino dell’Emergenza-Urgenza, voluto dalla Regione Emilia-Romagna, sarà davvero efficace.

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