Dai, ragazzi, riempiamo la nostra agorà

Ristoratori all'opera, con voglia e fantasia

Parliamo finalmente di assembramenti; e chi meglio dei nostri antenati delle polis (“città”) sanno cosa si intende per un “raduno” di valore?

Gli antichi greci infatti hanno fatto delle loro agorà (in greco antico: ἀγορά, da ἀγείρω = raccolgo, raduno) i fulcri delle attività economiche e politiche delle loro città. Simbolo da allora di unità sociali, le piazze raccontavano tutto della polis: i cittadini qui eleggevano i propri rappresentanti, organizzavano i mercati e chiacchieravano, si insultavano e scherzavano fino a tarda notte parlando di dei, gossip e di nemici.

Qualche anno fa un collega, di cui già diffidavo, mi confidò che per raggiungere in bicicletta l’estremità opposta della città in cui abitava, evitava sempre ed accuratamente il centro storico. L’ho sempre considerato un grande incivile, oltre che un tipo di cui continuare a diffidare: oggi, ogni volta che attraverso il centro di Correggio e lo trovo gremito di gente, di intercalari, di brioche e cappuccini, di birre fresche e negozianti affacciati alle loro vetrine, mi viene in mente il mio collega e sorrido un po’.

La piazza vuota, lo abbiamo visto coi nostri occhi spaventati, è simbolo di “pandemia”, di scenari apocalittici, di perdita di speranza. Ho fatto due chiacchiere con gli imprenditori di tre locali correggesi, che hanno utilizzato questi tempi assurdi per rinnovare i loro locali e renderli ancora più accoglienti e capaci di essere luoghi di incontro, dove degustare buon vino e buon cibo.

Si tratta della “Zecca”, in Piazza Garibaldi, la “Brasserie des Artistes” in Corso Mazzini e degli “Spiriti Allegri”, nella loro versione estiva al parco Enzo Biagi. L’offerta della triade è complementare e vale la pena godersi le diverse esperienze che offre alternandole, mixandole, incastrandole nelle settimane mondane da recuperare nell’era “post pandemia”.

Samuele De Pietri, socio de La Brasserie, propone un locale ricercato e raffinato. Dimenticatevi l’atmosfera della “vecchia” Brasserie per godervi i piatti rivisitati, fatti con ingredienti di stagione e selezionati, gli aperitivi ricchi e le cene gourmet. L’extreme makeover del post pandemia ha svelato un locale oggi dotato di una ampia cantina di vini oltre che di birre artigianali, una nuova sala interna che accoglie fino a 50 persone e, rullo di tamburi, un nuovo nome sulla carta di identità: SPEAKEASY. Il coming soon SPEAKEASY è arredato con un gusto internazionale, legno e metallo si alternano e assorbono una luce che a Correggio mancava.

Pochi metri più in là, incastonata tra le mura di un palazzo storico di Correggio in Piazza Garibaldi c’è la Zecca. Il suo logo racconta l’identità di una realtà semplice e allo stesso tempo curata, dove ogni bottiglia è stata scelta dai 3 soci Sico-Asio-Zocca (da pronunciare in un sorso), come se stessero approvvigionando la propria cantina di casa. Instancabili attivisti della diffusione e conoscenza del buon vino, hanno trascorso i mesi di gennaio e febbraio all’opera per ampliare il locale grazie anche alla disponibilità della famiglia Amaini, proprietaria dell’immobile. Ad oggi l’enoteca può ospitare, con i dovuti distanziamenti, 24 buongustai in più.

Un po’ romantici, un po’ creativi, i ragazzi della Zecca e il loro team hanno aggiunto all’offerta la novità del fine settimana: la domenica ci accompagnano alla scoperta di una villa unica, i cui roseti sembrano stati pennellati da un impressionista. Si tratta di Villa Sinigaglia della Valle a Correggio che, insieme all’associazione Artemente, è lo scenario di interessanti aperitivi bucolici.

E poi ci sono Gli Spiriti Allegri: un luogo che ti si infila nel cuore al mattino con una spolverata di dolcezza di qualità, quella delle brioche della pasticceria Dolcemente Vale, di Alfieri e del forno Parmeggiani. A pranzo ti rinfresca con le proposte di piatti estivi e di qualità, ma è al tramontare del sole, in aperitivo, che dischiude la sua anima mixology, quella del cocktail bar all’italiana: il  “laboratorio del gusto” dove nascono proposte di cocktail uniche nel panorama correggese. Il parco Enzo Biagi ti strega e, mentre non sai se abbinare una brioche alla crema chantilly ad un Americano perfetto, ti fa fin credere di essere in vacanza. É un posto adatto anche alle famiglie con bambini da poter lasciar disperdere tra i giochi attrezzati del parco in totale sicurezza.

A dirla così sembra che quest’ultimo anno sia stato tutto dolcezze e bollicine per il pool di imprenditori, ma non è così. Il nodo alla gola torna a pensare ai venerdì sera in attesa della sentenza sul colore dell’Emilia Romagna, quelle 48 ore di preparativi sfrenati, l’approvvigionamento vorace, la delusione della nuova chiusura, il dubbio di attivare il food delivery o di congelarsi per non evitare altri investimenti perché i piani di liquidità, i budget fatti alla fine del 2019 erano andati in fumo. La paura. Il comune denominatore è stata la paura di non sapere dare certezze ai propri collaboratori e dipendenti. Lo sconforto di sapere di poterli perdere. Perché, a detta di tutti i soci, non è facile trovare personale specializzato, disponibile a lavorare fino a tardi, weekend compresi, eppure il team, quello che accoglie, consiglia e guida nella scelta eno-gastronomica, ha un ruolo fondamentale per la buona riuscita dell’esperienza del cliente. La Zecca, La Brasserie (presto SPEAKEASY) e gli Spiriti Allegri lo sanno ed è per questo che hanno continuato a cercare fino a trovare la propria squadra perfetta di collaboratori appassionati.

L’agorà si riempie. Forme asimmetriche di persone si riappropriano degli spazi cittadini e li riempiono con i propri commenti leggeri, le risate trattenute per mesi, gli abbracci ancora incerti.

E si parla anche di politica. C’è chi tra gli imprenditori ringrazia il Comune di Correggio, chi non ha ancora trovato la strada per collaborarci al meglio e chi propone all’Amministrazione (ci sperava già durante il lockdown) di istituire un tavolo tecnico che coinvolga i locali e gli esercizi commerciali del centro per pianificare e discutere di eventi estivi, temporanee pedonalizzazioni, esibizioni teatrali e concerti open air.

Si sa che la polis del vicino è sempre più verde ma potrebbe essere una occasione per fare di Corso Mazzini la Pomposa correggese, di Piazza San Quirino la nostra Piazza Fontanesi e di Piazza Garibaldi la sua omonima carpigiana.  In fondo la politica si fa nelle piazze no?

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