Da un mondo in bianco e nero ai tanti colori di oggi

La Cromotipografica, a Correggio da più di cent’anni

Nel lontano 1909, in una Correggio in bianco e nero, per iniziativa dei signori Zanita Barbanti Silva e Gaetano Scaltriti, nacque quella che sarebbe diventata una delle realtà imprenditoriali più longeve della città, la Cromotipografica. Dalla prima sede in Piazza San Quirino, quando nelle tipografie si utilizzavano i caratteri di legno e piombo e la lettura era appannaggio di pochi, il mondo della carta stampata e della comunicazione ha subito un processo evolutivo che non trova eguali nel contesto socio-culturale del ventesimo secolo.

Per conoscere meglio questa società ultracentenaria abbiamo incontrato gli attuali titolari: Roberto Gandolfi e Luca Alberini. Nella sede in Via IV Giornate di Napoli ci mostrano con orgoglio le attrezzature aziendali, tutte stampanti di grandi dimensioni e di diverse tipologie, ognuna destinata ad un particolare utilizzo.

 

Roberto, Luca, com’è nata e di cosa si occupa oggi la vostra Cromotipografica?
«Quando abbiamo rilevato l’attività dalla precedente proprietà, l’azienda era una tipografia nel senso classico del termine, ossia lavorava sul supporto cartaceo. Deteneva una buona fetta di mercato – di questo dobbiamo rendere merito ai precedenti titolari Franco Aguzzoli, Giuseppe Bartolotta e Gian Carlo Bompani – ma si assestava sulla tipografia tradizionalmente intesa. Entrambi abbiamo iniziato a lavorare proprio in una tipografia di questo genere, come dipendenti e colleghi per diversi anni, fino a quando nel 2009, spinti dal desiderio di metterci in proprio, abbiamo colto l’occasione di rilevare Cromotipografica per dare corpo ad una nuova idea di fare impresa. Quando eravamo dipendenti abbiamo iniziato ad assistere all’avvento del digitale, che ci ha subito affascinato, quindi abbiamo sviluppato questo progetto per dare un nuovo volto all’azienda, più fresco e dinamico. Oggi ci occupiamo prevalentemente di eventi e stampa».

 

Quello del digitale è un mondo in costante evoluzione, il progresso tecnologico corre velocissimo, come riuscite ad essere sempre attuali?
«Rimanendo sempre aggiornati sulle ultime tendenze e utilizzando macchinari di ultima generazione. Tutte le attrezzature che abbiamo sono fatte per la stampa digitale, le stiamo progressivamente sostituendo con l’obiettivo di arrivare nell’arco dei prossimi tre anni al 100% di macchine 4.0 per arrivare alla digitalizzazione completa. Questo comporta costi elevati, ma fino ad oggi siamo sempre riusciti a mantenere gli obiettivi che ci eravamo prefissati e siamo certi di riuscire a portare a compimento anche questo. Una delle nostre macchine stampa fino a 200 metri quadrati in un’ora, una grande soddisfazione».

In cosa consiste il lavoro nel settore degli eventi?
«Per “evento” si intende l’organizzazione completa di una manifestazione, un congresso, una gara sportiva, una fiera tematica con tutto quanto ne consegue, dalla stampa dei volantini alla proporzione digitale, alla predisposizione dei pannelli espositivi, delle brochure, del merchandising e ogni altra attività di supporto al cliente di cui si ravvisi l’esigenza o l’opportunità. Lavoriamo per ottenere il massimo della personalizzazione».

 

Che tipologia di clienti avete?
«Ci collochiamo nel settore delle aziende private, nei più diversi ambiti merceologici. Tra gli altri, serviamo grandi nomi dell’abbigliamento, per i quali creiamo pannelli, passerelle per sfilate, elementi di arredo, tutti in sintonia con i colori e i dettagli delle collezioni che vengono presentate. Cambiando decisamente settore, uno dei nostri principali clienti è Nutristar, l’azienda leader nel settore della nutrizione animale per allevamenti, che ha la propria sede a Reggio Emilia: ci ha commissionato il rivestimento della propria flotta aziendale con una pellicola apposita per ricoprire le carrozzerie, con il colore simbolo ed il marchio. Questa è stata una bella sfida, è una commessa di cui andiamo particolarmente orgogliosi». Aggiunge Roberto: «Dal 2014 curiamo gli eventi del mondo del ciclismo europeo, per il quale siamo in contatto con il nostro concittadino illustre Enrico della Casa, che da un anno è il presidente dell’Unione Europea di Ciclismo; per questo sono da poco tornato da due settimane a Copenhagen, dove ho seguito in full immersion il congresso europeo. Restando in Italia, nel settembre 2021 abbiamo curato l’intero allestimento della partenza della tappa dei campionati europei a Trento. Sono esperienze davvero intense, ma ne vale la pena, ogni volta impariamo qualcosa che ci consente di innalzare il nostro standard».

 

Cosa, secondo voi, contraddistingue Cromotipografica sul mercato? La concorrenza è tanta.
Ci risponde Luca: «Sicuramente la qualità dei dettagli e la stampa a sublimazione. Si tratta di un tipo particolare di stampa, oggi ancora di nicchia (si parla di una ventina di aziende in Italia), che permette di lavorare con molti tessuti e di affrontare mercati completamente diversi tra loro, dall’abbigliamento sportivo agli allestimenti fieristici. La particolarità della sublimazione sta nella capacità dell’inchiostro di trasformarsi in gas quando è sottoposto ad un calore e ad una pressione ben precisa, così da penetrare all’interno del tessuto, senza lasciare nessuno spessore. Acquistare questa stampante è stato un investimento importante, ma volevamo orientarci in questa direzione e i risultati li stiamo vedendo». Alla mia domanda se oltre ai due soci sia impiegato anche del personale dipendente, Roberto risponde: «In Cromotipografica lavorano sette persone: noi due soci e cinque dipendenti validissimi e motivatissimi. C’è un bel spirito di squadra che aiuta moltissimo».

 

Concludiamo con una curiosità: quando ho chiesto a Roberto e Luca di mostrarmi il sito internet dell’azienda, mi è stato risposto: «Lo avevamo, ma abbiamo deciso di chiuderlo, ci portava via troppo tempo. Poi noi non abbiamo bisogno di farci conoscere su internet, i clienti li abbiamo con il passaparola!». Digitale sì, ma senza perdere la testa, dunque! D’altronde il buonsenso Luca e Roberto ce l’hanno “stampato” in volto. Per questo non ci resta che augurare loro di restare sempre con la mente in movimento e con i piedi ben per terra: proprio come sono ora!

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