Correggio per AMAtrice

L’impegno sul campo di Matteo Guerra e la solidarietà dei nostri cittadini

In questo numero continuiamo a trattare il tema del terremoto che dall’estate del 2016 sta mettendo a dura prova le regioni del centro Italia.
Abbiamo intervistato Matteo Guerra, geologo dell’Agenzia regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile, con sede operativa in Reggio Emilia. Matteo ha 38 anni e da sempre vive a Correggio, con Erika e i loro due figli, Marianna e Massimiliano. Per lavoro, dal 2005 ha partecipato ai soccorsi in tutte le emergenze sul nostro territorio (emergenza umanitaria migranti Nord Africa 2011, sisma Emilia 2012, piena del Po 2014, alluvione Secchia 2014,) nonché al sisma dell’Abbruzzo 2009
e poi a quest’ultimo. Abbiamo chiesto a Matteo di illustrarci il suo lavoro e la sua esperienza nelle zone del sisma in centro Italia.

 

Per iniziare ci puoi illustrare cosa fa la protezione civile nello specifico?
«Ci occupiamo della parte di studio e previsione dei rischi (meteo, incendi, frane, alluvioni, terremoti, trasporti pericolosi), della prevenzione sul territorio (opere su versanti e corsi d’acqua, pianificazione di emergenza, verifica dell’operatività di materiali e mezzi, mantenimento della rete di Centri Operativi, formazione dei Volontari di Protezione Civile, informazione alla popolazione e nelle scuole), degli interventi in emergenza a tutela della vita, degli insediamenti, dei beni e dell’ambiente, fino al ripristino delle condizioni di normalità».

Ora veniamo al sisma: qual è stato il vostro ruolo?
«La mattina stessa del 24 agosto la Colonna Mobile dell’Emilia-Romagna è stata inviata in soccorso al Comune di Montegallo (provincia di Ascoli Piceno).
Sono stati allestiti un campo di accoglienza all’interno di un camping, uno presso un piazzale privato ed un campetto sportivo, più numerose tende sparse (con servizi) nelle frazioni per gli allevatori. Un campo di accoglienza significa cucine mobili, mense coperte, dispense, tende (climatizzate o riscaldate), servizi igienici e docce con acqua corrente, lavanderia, assistenza ambulatoriale, sicurezza e guardiania. Tutto ciò è possibile solo grazie all’impegno delle centinaia di Volontari -appartenenti ad Associazioni locali di Protezione Civile, Croce Rossa, Pubbliche Assistenze, Alpini, Guardie Ecologiche, Carabinieri in congedo eccetera- che per settimane si sono turnati mettendo a disposizione tempo, capacità ed umanità.  Grazie alle aziende che hanno donato moduli prefabbricati, lavoro, servizi e ad un centinaio di Volontari, abbiamo costruito una “cittadella” con tutti i servizi per mantenere viva e coesa l’intera comunità locale: scuola, sede del Comune, presidio medico-ambulatoriale con farmacia, sede del Corpo forestale, chiesa».

Qual è stato il tuo ruolo?
«Io sono stato il Capo campo dell’ultimo turno a Montegallo, quando, trovata una sistemazione alternativa per tutti gli ospiti, abbiamo potuto smobilitare le tende e le attrezzature, rimuovere gli allacci provvisori (acqua, fogne, elettricità e telefono), riconsegnare le aree in sicurezza al Comune e riportare tutto in sede.
In ottobre faceva già freddo a 950 m.  Una mattina ci siamo svegliati col panorama del monte Vettore imbiancato ed i mezzi ghiacciati.
Abbiamo comunque chiuso il campo come programmato il 15 ottobre, con l’ultimo ammaina bandiera e la riconsegna del tricolore al Comune da parte mia».

Qualche tua considerazione personale?
«Per me l’esperienza è stata intensa poiché il ruolo di capo campo comporta la responsabilità degli ospiti, di tutti i Volontari che operano, degli eventuali danni arrecati durante le operazioni, dei rapporti con le amministrazioni locali colpite. Ho ritrovato anche tanti reggiani che conosco, volontari e funzionari pubblici, e di cui sapevo potermi fidare ciecamente. Il clima è stato bello e collaborativo, ogni mansione è stata svolta con passione; cucinare e lavare pentole in continuazione per centinaia di persone, pulire bagni e docce, guidare un giorno intero un camion o una macchina operatrice, stare di guardia tutta una notte, smontare tende bagnate sotto la pioggia… nella notte, oltre il freddo e l’umido nelle tende, spesso si faticava a distinguere i grugniti dei cinghiali che entravano nel camping, dal russare di alcuni. In quest’emergenza, da agosto ad oggi, si è mobilitata davvero tutta l’Emilia-Romagna. Gli ingegneri e gli architetti appositamente formati hanno eseguito per mesi sopralluoghi di verifica dell’agibilità delle abitazioni. Sono stati e sono ancora impegnati, sotto il coordinamento di ANCI, numerosi funzionari pubblici a supporto delle amministrazioni dei Comuni colpiti (ufficio tecnico, anagrafe, polizia municipale, assistenti sociali eccetera). Molte grandi aziende hanno donato beni di ogni tipo (alimentari, stoviglie, abbigliamento, biancheria per la casa) o prestato gratuitamente la loro opera. Non si contano le iniziative di solidarietà e raccolta fondi da parte di Associazioni, Società o parrocchie, nonché le donazioni in denaro o beni da parte di privati cittadini. Anche per la recente emergenza dovuta alle eccezionali precipitazioni nevose in centro Italia, sono partite diverse ditte con mezzi spalatori e molti allevatori si sono adoperati per portare foraggi e mangimi ai loro colleghi con le stalle terremotate ed isolate per la neve».

Come aiutiamo concretamente le popolazioni colpite?
«Come Regione abbiamo un conto corrente dedicato ed essendo direttamente a contatto con le amministrazioni del posto, curiamo progetti mirati e realizzabili in breve tempo. Ad esempio a Montegallo, accanto alla cittadella multiservizi, il nuovo progetto per cui si stanno convogliando le donazioni è quello di un piccolo “centro commerciale” per le attività economiche locali essenziali alla vita quotidiana dei cittadini che intendono restare».

A Correggio, domenica 26 febbraio si è svolto un altro pranzo per la raccolta di fondi presso il salone delle feste.
A tal proposito abbiamo ascoltato Marco Moscardini, promotore insieme ad un folto gruppo, dell’evento.
«È nata l’idea di appoggiare un progetto ben definito, perché dire semplicemente che si raccolgono fondi pro terremotati non ci pareva sufficiente.
I fondi raccolti saranno devoluti al comune di Montegallo, uno dei più colpiti dal sisma per la realizzazione del Centro servizi Montegallo, dove collocare negozi ed ambulatori medici. Il progetto è sostenuto dai cittadini emiliani e gestito da Insieme per ricostruire, onlus di Rovereto sul Secchia.
La comunità correggese si stringe in aiuto di quelle terre martoriate tenendo alti i valori che la contraddistinguono.
Non dimentica la paura, non dimentica la precarietà, non dimentica il dolore per le perdite umane… ma non dimentica nemmeno la solidarietà e l’aiuto sincero di tanti».

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