Correggio accoglie i ciclisti con grande calore

In Corso Mazzini e sulla strada c’è il Giro d’Italia!

Che il passaggio del Giro d’Italia, tra gli ultimi riti collettivi del nostro Paese, costituisca un momento di gioia e partecipazione diffusa è cosa nota, ma l’atmosfera di festa che si è respirata mercoledì 18 maggio ha assunto contorni fuori dall’ordinario. Già dal passaggio della carovana pubblicitaria, due ore prima del transito dei corridori, era intuibile il calore con cui i correggesi si accingevano ad ospitare la competizione sportiva, giunta alla sua centocinquesima edizione. In corso Mazzini le autorità ed un autentico bagno di folla hanno accolto gli sponsor della gara e le prime delegazioni in arrivo. Quella che talvolta è poco più di una semplice distribuzione di gadgets promozionali si è da subito trasformata in una vera e propria festa ricolma di bambini, colori e musica. Di lì a poco, l’intera cittadinanza ha dato il benvenuto agli atleti in corsa attraverso le strade di Correggio. Emerge così una delle caratteristiche più peculiari di questa storica e gloriosa disciplina: non è lo spettatore a recarsi in uno stadio per assistere alla competizione, ma è lo sport a farsi spettacolo e a venire incontro al suo pubblico, rendendo “speciali” i luoghi e gli spazi in cui si svolge la vita quotidiana di ognuno di noi.
Nonostante si trattasse di una tappa di pianura e, quindi, di relativa importanza ai fini della classifica generale, non è poi mancato un evento denso di significato dal punto di vista umano.
Dopo aver percorso circa 180 chilometri in fuga da solo, il belga Dries De Bondt è stato raggiunto e sorpassato proprio in vista dell’arrivo. Nella memoria di tutti resterà impresso il nome dell’italiano Alberto Dainese, vincitore della tappa conclusasi a Reggio Emilia, e non la straordinaria impresa di De Bondt. Ecco, ancora una volta, come il Giro possa fungere da metafora della vita.

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