Competere tra maschi su rotelle? Un piacere

Francesca Maniero di Correggio Hockey, per esempio

L’hockey su pista sta conducendo la sua battaglia contro uno stereotipo centenario come la storia di questa bellissima disciplina: quello per cui l’hockey non sarebbe uno sport “per signorine”.

Tra le paladine di questa battaglia, non solo sportiva ma anche culturale, c’è Francesca Maniero, classe 1999, novarese di nascita ma ormai correggese d’adozione. Francesca è una giocatrice del Correggio Hockey e della nazionale italiana femminile. Poiché il Correggio Hockey non ha (ancora) una squadra femminile, Francesca gioca nel campionato di serie A2 con la Minimotor Correggio insieme ai maschi e nel campionato femminile con la Roller Matera. Una situazione particolare ma non unica, che la accomuna alla sua compagna di nazionale e di club Pamela Lapolla, anche lei sdoppiata tra la squadra di serie A2 maschile e quella di serie A femminile della Roller Matera.

Evidentemente, una ragazza che gioca in un campionato di categoria maschile rappresenta una notizia; al punto che, nella settimana in cui l’Italia ha giocato il Campionato Europeo femminile in Portogallo, questa particolarità ha catturato la curiosità dei grandi media: prima la Gazzetta dello Sport con un’intera pagina dedicata a Pamela Lapolla, poi il Corriere della Sera con un articolo su Francesca Maniero che ha dato il là ad una vera e propria valanga mediatica. Nei giorni successivi, Francesca è stata intervistata da diverse radio nazionali dopo un passaggio a Caterpillar su Radio2; una troupe del TG1 è persino venuta al palasport di Correggio per riprendere gli allenamenti della Minimotor ed intervistarla, mandando in onda il servizio nel telegiornale delle 20, il più seguito.

Una “botta” di visibilità che Francesca Maniero ha utilizzato al meglio per raccontare la sua storia (simile a quella di altre ragazze che praticano l’hockey su pista) e per far fare all’hockey femminile un altro passo in avanti nel percorso di rilancio iniziato alcuni anni fa.

«L’hockey non è uno sport solo per maschi – afferma decisa Francesca – perché la componente tecnica nel gioco prevale di gran lunga su quella fisica. Nel nostro sport i contatti violenti sono sempre puniti. Non siamo una brutta copia dell’hockey su ghiaccio sulle rotelle: siamo un’altra cosa. Gioco a hockey da sempre: nel mondo delle rotelle le bambine sono spesso “dirottate” sul pattinaggio artistico, ritenuto più idoneo per le loro; mi sono sempre trovata a competere in mezzo ai maschi, per me è una cosa normale. Fino al 2012 un campionato femminile non esisteva nemmeno; adesso la Federazione sta investendo parecchio in questa direzione e gli sforzi si vedono. Abbiamo una nazionale competitiva (bronzo alle ultime due edizioni degli europei, ndr) e al campionato sono iscritte sette squadre, che possono sembrare poche ai non addetti ai lavori, ma per noi è un vero e proprio record. Un numero sempre crescente di club ha capito che l’hockey su pista piace anche alle bambine. La Spagna è la nazione guida in questo senso: lì il numero di atlete è in continua crescita da anni. Mi fa piacere che anche a Correggio da qualche anno si stia lavorando per creare un settore femminile e sono contenta di essere, assieme a Giada Martino, l’allenatrice dei due gruppi che si sono creati in questi mesi difficili. Adesso abbiamo un gruppo di una trentina di bambine tra gli 8 e i 12 anni, che presto esordiranno nei campionati giovanili, e tante altre che iniziano a pattinare con noi. Poter dare il mio contributo perché possano trovare un hockey femminile più strutturato e più maturo mi riempie di orgoglio».

Condividi:

Leggi anche

Newsletter

Torna su